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lunedì 26 settembre 2016

Come cavalcare i tassi negativi per avere ritorni resilienti


Russell Silberston, manager del Team Multi-Asset di Investec Asset Management, spiega che i tassi di interesse negativi continueranno a caratterizzare il mercato anche nel prossimo futuro. Per un investitore di un Paese con tassi negativi, che può detenere solo asset denominati in valuta locale, c’è solo un modo per spingere i ricavi: un cambio radicale nell’asset allocation, passando ad esempio da obbligazioni ad azioni.
Gli investitori che possono allocare gli asset in altre valute, invece, possono generare ritorni molto interessanti nel mercato delle obbligazioni - spiega Russell Silberston -.

Possono trarre vantaggio dal fatto che i titoli di stato a scadenza breve hanno rendimenti più variabili rispetto ai bond a lungo termine. Nuove opportunità possono nascere anche allargando l’orizzonte degli investimenti o incrementando i ritorni con una strategia di hedging sull’esposizione della valuta.
Gli investitori internazionali possono ottenere rendimenti maggiori dai loro portafogli obbligazionari in tempi di tassi negativi, a patto di allargare i loro investimenti al di fuori dei principali mercati - spiega Russell Silberston -.

Ciò non significa necessariamente che gli investitori debbano esporsi a rischi maggiori; semplicemente, devono riflettere in maniera diversa sul rischio a cui ci si espone.
Possiamo adottare un approccio prudente al credito, focalizzandoci su quei mercati che hanno un rating di credito in valuta estera di lungo termine pari ad A- (o equivalenti) o maggiore - spiega Russell Silberston -.
Al contrario, abbiamo notato che i titoli con rating al di sotto di questa soglia si comportano più come asset di crescita e hanno una performance correlata positivamente al sentiment del mercato. E’ anche importante avere liquidità; ciò significa evitare quei Paesi che superano i 50 miliardi di debito insoluto.

In più, ci sono altre considerazioni da fare per capire se i bond possono offrire davvero ritorni resilienti. Per esempio, bisogna guardare a mercati stabili e a bassa volatilità, come certifica la variazione di rendimento normalizzato a tre mesi. Altri fattori sono una grande liquidità, misurata dal debito insoluto totale, e un’alta concentrazione di emissioni con una scadenza inferiore ai cinque anni.
Bisogna inoltre cercare mercati efficienti, con costi di negoziazione contenuti, misurati dal volume giornaliero stimato e dallo spread denaro/lettera.
Se partiamo dal presupposto che le obbligazioni a scadenza breve offrano ritorni più variabili, allora un portafoglio resiliente – ovvero quello che offre rendimenti significativi al di là di come vada il mercato – può assumere un approccio passivo alla duration a lungo termine semplicemente detenendo i treasury statunitensi liquidi, i bund tedeschi e i titoli di stato giapponesi.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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