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lunedì 26 settembre 2016

Btp, spread in discesa


Come atteso, la Fed ha lasciato invariato il costo del denaro segnalando la possibilità di un rialzo dei tassi entro fine anno in caso di ulteriore miglioramento del mercato del lavoro. La Fed ha comunque stimato un rialzo non “aggressivo” nel 2017 e nel 2018, e ha tagliato le sue previsioni sui tassi d'interesse a lungo termine al 2,9% dal 3,0%.
I tassi sui prestiti overnight fra banche sono rimasti fermi nel range 0,25%-0,50% dallo scorso dicembre, quando vi fu il primo rialzo in circa un decennio.
Se a ciò aggiungiamo le decisioni della Banca centrale del Giappone, di mantenere e possibilmente aumentare l’attuale fase espansiva, comprendiamo come i mercati abbiano recuperato terreno andando nella direzione migliore di tutte le stime degli analisti.

Per i listini azionari si è trattato di una boccata d’ossigeno.
Sul fronte governativo, in assenza di aste di rilievo e della decisione del Tesoro se emettere o meno un Btp a 50 anni, si è registrato un calo dello spread Btp/Bund da quota 135 a circa 120 e anche un calo del rendimento del nostro benchmark di riferimento, in area 1,2% dopo il rialzo della scorsa settimana.
Per i corporate l’attività è tornata a buon livello con emittenti “storici”, tra questi Vodafone BBB+ di rating è tornata ad emettere bond, questa volta la valuta di riferimento è il franco svizzero.

E’ la prima volta che Vodafone emette obbligazioni in franchi ed è stato un successo per gli investitori, nell’ottica di diversificazione dei propri investimenti. Il bond da 150 milioni ha scadenza il 19 settembre 2031; è negoziabile per importi minimi di 5.000 franchi svizzeri e stacca la cedola annualmente dello 0.50%.
La società ferroviaria tedesca Deutsche Bahn ha collocato con successo un nuovo bond senior a tasso fisso per un ammontare di 500 milioni di euro.

L’obbligazione offre agli investitori una cedola annua fissa dello 0.625% ed ha scadenza il 26 settembre 2028. Buona la domanda anche da parte degli investitori retail, l’obbligazione è infatti negoziabile per tagli minimi di 1.000 euro. Rating del bond Aa1.
Ziggo, il più grande operatore via cavo nei Paesi Bassi, fornitore di servizi quali la TV via cavo, internet a banda larga e telefonia di servizio ai clienti, sia residenziali che commerciali, al termine del suo roadshow ha collocato con successo una nuova obbligazione per 2 miliardi di dollari.

Il bond offre una cedola del 5.5% fino alla scadenza, il 15 gennaio 2027, è negoziabile per importi minimi di 150.000 dollari e gode di rating BB-.
Sempre sul mercato del dollaro da segnalare la compagnia petrolifera Petroleos Mexicanos con una nuova obbligazione suddivisa in due tranches: una a 7 anni e l’altra a 31 anni.
Petroles Mexicanos ha raccolto 4 miliardi di dollari: il primo bond ha scadenza settembre 2023 e cedola 4.625%; il secondo con scadenza a settembre 2047 e cedola fissata a 6.75%. Il taglio minimo di negoziazione è di 10.000 dollari. Rating assegnato ai bond BBB.
Credit Suisse torna ad emettere obbligazioni su Borsa Italiana, questa volta in dollari australiani.

L’obbligazione di tipo senior ha durata 10 anni, un ammontare di 50 milioni ed è negoziabile per importi minimi di 2.000 dollari australiani. I bond fruttano interessi lordi annuali del 6% in misura fissa i primi due anni e in misura variabile i successivi otto fino a scadenza. La parte variabile paga il tasso 3 mesi maggiorato di 1.75 punti base, con un tasso minimo garantito del 2%.
Il rating di Credit Suissde è A2.
Goldman Sachs ha lanciato uno zero coupon in pesos messicani di lunga durata. L’obbligazione è stata prezzata presso investitori istituzionali a 20.75 con rimborso a 100 il 30 ottobre 2036. Il titolo offre un rendimento lodo a scadenza del 8.18%.

Il rating del bond è A1.
La società tedesca Benteler Ag, principale fornitre del settore automobilistico, ha organizzato questa settimana un roadshow con gli investitori internazionali con l’obiettivo di finalizzare una nuova emissione obbligazionaria, rumours di un nuovo bond a 5 o 7 anni.
Ma l’evento più importante della prossima settimana è il road show dell’Argentina che dopo 15 anni ritorna ad emettere obbligazioni in divisa europea.

In realtà il vero ritorno del paese sul mercato, dopo il default del 2001, era stato nello scorso mese di aprile con il multitranche in dollari da 16,5 miliardi che ha sbloccato di fatto tutte le pendenze del paese con i creditori impantanati nel default del 2001. I titoli dall’emissione hanno mediamente guadagnato circa il 10%, evidenziando come il nuovo corso presidenziale del paese abbia ristabilito una certa fiducia con gli investitori ed il successo dovrebbe ripetersi anche per questo nuovo titolo in euro, soprattutto per la “fame di rendimenti” in questo periodo.

Di Carlo Aloisio
Senior Broker Unicredit
Autore: ItForum Fonte: News Trend Online

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