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venerdì 23 settembre 2016

Banche centrali, tutto previsto

La giornata di mercoledì 21 settembre era molto attesa da parte degli operatori, con ben tre riunioni di Banche Centrali in programma. Ebbene, tutto si è svolto secondo quanto anticipato previsto del mercato.

Ha inaugurato le danze la Bank of Japan che ha deciso di modificare la propria strategia dopo che l’introduzione di tassi negativi non ha portato i risultati sperati, finendo per penalizzare la redditività del settore bancario. Per questo motivo ha deciso di agire in modo da aumentare la pendenza della curva dei rendimenti: i titoli decennali avranno un tasso di rendimento obiettivo dello 0%, i tassi a breve potrebbero diventare ancora più negativi, mentre le scadenze a lungo aumenteranno.

La mossa non cambia, nella sostanza, l’impostazione di fondo del programma di “quantitative e qualitative easing”, ma non mancano i dubbi sull’efficacia della misura che - nelle speranze del governatore Kuroda - dovrebbe favorire il raggiungimento del target inflazionistico del 2%. Come al solito il Nikkei ha reagito positivamente all’annuncio, mentre lo yen ha avuto un comportamento molto instabile, perdendo inizialmente quasi l’1% rispetto al dollaro, per poi invertire velocemente la rotta e puntare verso quota 100 con una certa decisione.


Fonte: Piattaforma Next Generation di CMC Markets; Settembre 2016

Dunque, per l’ennesima volta da inizio anno la Kumo ha rappresentato un argine invalicabile al movimento rialzista e, anche in questo caso, ha ben contenuto l’iniziale spinta. In queste ore il cambio USD/JPY ha trovato un supporto intorno al livello di 100: una rottura di questo livello aprirebbe lo spazio a un ulteriore impulso ribassista che potrebbe trascinare verso il basso anche l’indice Nikkei.

Resta invece immobile la Reserve Bank of New Zealand che ha deciso di mantenere fermi i tassi al 2%, il minimo storico. Molto importanti sono state le parole del governatore Wheeler, il quale ha anticipato che a partire dalla prossima riunione di novembre potranno esserci ulteriori tagli, dato che l’inflazione continua ad essere al di sotto del target del 2%.

Il problema è particolarmente sentito per i beni esportabili e gli ultimi rialzi del Kiwi non stanno aiutando il compito della RBNZ, che però è frenata dall’andamento dei prezzi delle case, in costante rialzo spinti anche dai flussi immigratori.


Fonte: Piattaforma Next Generation di CMC Markets; Settembre 2016

Le parole del governatore hanno avuto presa sul forex e in questo momento il Kiwi è tra le poche valute che stanno perdendo terreno contro il dollaro americano, indebolito dall’ulteriore rinvio del rialzo dei tassi deciso dalla Fed. Allargando lo sguardo ad un orizzonte temporale più ampio si può notare come il rimbalzo di inizio anno rappresenti un ritracciamento del 50% dell’impulso ribassista partito a fine 2014. Nel caso in cui la Fed decidesse per un aumento entro la fine del 2016 e la RBNZ confermasse nei fatti quanto preannunciato ieri, non è da escludere un ritorno verso i minimi testati a metà 2015.

Nell’intensissima giornata di mercoledì il dipartimento dell’energia Usa ha comunicato il dato relativo alle scorte, scese ben oltre le attese del mercato. Il petrolio ha colto un deciso rimbalzo, dopo i ribassi delle scorse sedute, con il Wti che ha guadagnato più del 3.5%. Tra le valute più sensibili alle variazioni dell’oro nero troviamo il dollaro canadese che infatti ha registrato un buon rimbalzo nei confronti del dollaro americano.


Fonte: Piattaforma Next Generation di CMC Markets; Settembre 2016

Dal punto di vista tecnico la media mobile a 200 periodi ha rappresentato un buon livello di resistenza oltre il quale il cambio USD/CAD non è riuscito a spingersi. Negli ultimi mesi la lateralità ha prevalso dopo la forte discesa di inizio 2016, lateralità determinata soprattutto dalle incertezze relativamente all’azione della Fed. Anche in questo caso una mossa a fine anno della Fed potrebbe smuovere le acque e dare una direzionalità più marcata a tutto il mercato.

A cura di Giorgio Benetti, Analista di CMC Markets 
www.cmcmarkets.it/market-analysis

 
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Autore: Redazione Itforum

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