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venerdì 2 settembre 2016

Banca Mediolanum: analisi tecnica della giornata

Nelle precedenti sedute Banca Mediolanum ha cercato di avvicinarsi ai massimi di agosto (area 6.50 euro) nel tentativo di restituire fiducia agli investitori, ma per il momento, l’obiettivo non è stato raggiunto. Oltre questo riferimento, con tenuta di almeno 3 sedute, si aprirebbero le porte verso gli obiettivi a 6.58 (forte resistenza), 6.82 e, con quest’ultima violazione, area 7 euro.
Negativo invece il cedimento di quota 6.14 euro (in chiusura di seduta) preludio inizialmente al test a 6.03 e poi ad un affondo verso i 5.69 euro. Il titolo in 6 mesi ha ceduto l’8%, il 10% in 1 anno, mentre negli ultimi 3 anni ha messo a segno un progresso del 20%, +158% in 5 anni (dal 2000 ad oggi -44%).

Il 24 agosto Banca Mediolanum S.p.A. ha reso noto di aver effettuato in data 22 agosto 2016, l’acquisto di 20 mila azioni proprie per un controvalore di circa 122 mila euro. Si è così concluso il programma di acquisto di azioni proprie. A seguito degli acquisti effettuati nell’ambito del programma, Banca Mediolanum S.p.A.
detiene 3.500.000 azioni proprie, pari allo 0,4738% del capitale sociale.

Medie mobili esponenziali:

il prezzo è collocato al di sopra di Ema20, quest’ultima è inferiore a Ema50; entrambe sono inferiori alla media mobile di periodo 200 (SMA).

Secondo questa teoria non è in atto l’orientamento più ribassista o rialzista possibile.
I risultati del gruppo nel primo semestre sono stati influenzati dalla riduzione delle commissioni di performance che, a causa di mercati particolarmente avversi, hanno contribuito con un livello molto più basso rispetto a quello eccezionalmente favorevole del primo semestre 2015.

Ha invece concorso positivamente la realizzazione di plusvalenze legate alla cessione delle partecipazioni in CartaSi e Visa Europe. La raccolta netta totale è stata significativamente più rilevante rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, benché con una minore incidenza dei flussi gestiti.
La raccolta in fondi comuni, sempre positiva, ha comunque favorito il mantenimento del livello di masse in gestione di fine 2015, controbilanciando il deprezzamento dovuto alla volatilità dei mercati. Grazie a un sensibile incremento della componente azionaria (+28%), la raccolta in fondi ha inoltre contribuito alla generazione di importanti commissioni di gestione.

Una cospicua crescita rispetto al primo semestre 2015 si è invece registrata nella raccolta amministrata, favorita dal fenomeno diffuso in Italia di ricerca di solidità da parte dei risparmiatori in particolare nella prima parte dell’anno.
Autore: Pasquale Ferraro Fonte: News Trend Online

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