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giovedì 8 settembre 2016

3 azioni che dovrebbero iniziare a pagare dividendi


A volte la grandezza di una società non corrisponde alla generosità verso i propri azionisti: la versione ufficiale, a volte, è quella di voler creare valore con nuovi investimenti, altre volte, invece, si preferisce tacere.

Alphabet (NASDAQ: GOOG) (NASDAQ: GOOGL)

L'analisi di Timothy Green sottolinea che per il colosso tecnologico negli ultimi dieci anni, il fatturato è aumentato di 7 volte, l'utile netto di cinque, il free cash flow di dieci volte e il fatturato del 2015 è arrivato a 75 miliardi di dollari, al limite di quanto fatto da Microsoft, società ben più longeva.

E ancora: durante il suo ultimo trimestre, il fatturato ha visto un aumento del 21% anno su anno, grazie alla forte performance derivata da Google e dalla sua capacità di monetizzare la pubblicità. Una capacità che adesso Alphabet potrà trasferire a tutte le attività che fanno capo alla società madre.
Inoltre Alphabet ha intenzione di dar vita a diversi investimenti in nuovi progetti e nuove imprese, strategia che permetterà di aumentare ulteriormente le potenzialità di crescita e la ramificazione del proprio business oltre a una liquidità già di per sé immensa pari a circa 78miliardi di dollari.

Un capitale che non sembra sia sfruttato in maniera adeguata visto che, senza dividendi, l'unica spesa “extra” è quella per le operazioni di buyback, una spesa che ammonta a 3,7 miliardi di dollari durante i primi sei mesi di quest'anno.

NXP Semiconductors (NASDAQ:NXPI)

Il business dei semiconduttori è ciclico, il che significa che i profitti fluttuano per molte aziende del settore.
Ma Green ricorda che NXP Semiconductors, soprattutto dopo la fusione con Freescale Semiconductor, grazie alla sua posizione di leader del settore, rappresenta un'eccezione: anche in caso di una domanda sottotono, cosa che sta accadendo proprio in questo periodo, la società può vantare un free cash flow di 363 milioni di dollari nel secondo trimestre, in crescita del 15% anno su anno, una cifra che supera il miliardo e 100 milioni se si allarga la visuale ai 12 mesi.

Anche per NXP ci sono da conteggiare spese attribuibili al riacquisto di azioni proprie, spesa che tra il 2013 e il 2014 è arrivata a 1.8 miliardi di dollari all'anno. Ma la società non ha intenzione di pagare un dividendo nonostante le ottime prospettive di crescita date dalle proiezioni di crescita all'interno del settore automobilistico, visto dagli esperti come una nicchia in grande espansione nel futuro.

Adobe Systems (NASDAQ:ADBE)

Nel corso degli ultimi 12 mesi, Adobe ha generato quasi 1,6 miliardi di dollari di free cash flow, una cifra superiore a qualsiasi altra raggiunta nel giro degli ultimi 10 anni dei suoi conti.

A suo favore Green cita il fatto che è leader nella vendita di software di grafica e specializzati per l'editoria e la creatività in generale. Il nome più famoso tra i programmi di fotoritocco è quello di Photoshop, una garanzia di guadagno praticamente certo per il prossimo futuro e quindi anche una ragione in più per iniziare a pagare dividendi.

Il suggerimento degli esperti è quello di dare un freno alle attività di buyback e passare a una politica di dividendi.
Fonte: News Trend Online

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