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venerdì 5 agosto 2016

USA: il mercato del lavoro sorprende. Rialzo tassi più vicino?


I mercati azionari si apprestano ad archivia la settimana accompagnati dalle belle notizie arrivate dagli Stati Uniti. Oggi è stato diffuso il report sull'occupazione che con riferimento al mese di luglio ha evidenziato un tasso di disoccupazione pari al 4,9%, in linea con la lettura precedente, ma al di sopra delle previsioni che puntavano ad un calo al 4,8%.

Disoccupazione ferma, ma non farm pay rolls in forte crescita

Un'indicazione che non preoccupa però gli investitori visto che questo incremento è da ricondurre al fatto che il mercato del lavoro sta attirando nuovamente i soggetto scoraggiati, segnalando quindi un maggior numero di persone che si mette in cerca di un lavoro piuttosto che un peggioramento dei fondamentali.
La vera sorpresa è arrivata dai non farm pay rolls visto che a luglio nel settore non agricolo sono stati creati ben 255mila nuovi posti di lavoro, in rialzo rispetto alla lettura di giugno rivista verso l'alto da 287mila a 292mila unità.

Un dato superiore alle stime degli analisti che si erano preparati ad una rilevazione pari a 180mila unità. Oltre a quella di giugno è stata rivista al rialzo anche la lettura di maggio, da 11mila a 24mila unità.
L'indicazione di luglio è stata la migliore da ottobre scorso, tenendo presente che a luglio e a giugno si è avuta la migliore crescita bimestrale di nuovi posti di lavoro nel settore non agricolo da un anno a questa parte.

Positiva la reazione dei mercati

Come era inevitabile che fosse i mercati hanno reagito positivamente alle cifre diffuse oggi sull'occupazione, con gli indici americani che viaggiano tutti in salita con rialzi poco distanti da un punto percentuale.

Riescono a fare meglio le Borse europee con il Cac40 e il Dax30 in ascesa di oltre l'1%, seguiti dal Ftse100 che guadagna lo 0,65%, ma la migliore performance è quella di Piazza Affari dove il Ftse Mib avanza del 2,15% ad un passo dai 16.600 punti.

Meno timori sull'economia Usa: rialzo tassi entro fine anno?

I numeri relativi al mercato del lavoro diffusi oggi allentano le tensioni delle ultime settimane, alimentate dalla debole crescita del PIL nel secondo trimestre.


Per gli analisti di Vontobel era importante che i dati sull'occupazione smentissero i deboli numeri usciti in precedenza. L'idea è che l'impatto maggiore sia sul cambio e sulle attese di un rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed entro la fine dell'anno, visto che ora il mercato inizia a ragionare su una possibile stretta monetaria prima del 2017.
Non diversa la posizione dei colleghi di Schroders che parlano di dati macro sorprendenti, specie in un contesto in cui gli utili societari sono in calo anche al di fuori del settore energetico.


Le indicazioni relative al mese di luglio segnalano che le imprese stanno registrando segnali positivi dalla domanda sottostante. Anche Schroders ritiene che il report sull'occupazione reso noto oggi lascia la porta aperta ad un rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed a dicembre. Difficilmente ci saranno interventi prima visto che i rischi politici faranno in modo che il FOMC resti a bordo campo.
Anche gli analisti di Commerzbank ritengono che resti viva la possibilità di una stretta monetaria negli Stati Uniti entro fine anno, visto che il mercato del lavoro continua a migliorare.
Si allinea questa view MPS Capital Services, i cui analisti segnalano che i numeri odierni potrebbero indurre gli operatori a scontare la possibilità di un aumento del costo del denaro da parte della Fed entro la fine del 2016, mentre in precedenza si guarderà più che altro a circa metà 2017.
Fonte: News Trend Online

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