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martedì 30 agosto 2016

Unicredit: gli analisti valutano le nuove ipotesi sul patrimonio


Un bel risveglio quest'oggi per Unicredit che da subito ha imboccato la via dei guadagni, beneficiando anche della buona impostazione di Piazza Affari. Il titolo già ieri aveva mostrato una maggiore forza relativa rispetto al mercato, chiudendo gli scambi con un calo contenuto dello 0,27%.
Anche oggi Unicredit riesce a fare meglio dell'indice Ftse Mib, occupando una delle prime posizioni nel paniere delle blue chips con un rialzo del 2,66% a 2,238 euro e oltre 32 milioni di azioni scambiate fino ad ora, rispetto alla media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 123 milioni di pezzi.

Rumors su cessione mega portafoglio da 20 mld di Npl

A scaldare le quotazioni di Unicredit sono le ultime indiscrezioni di stampa relative alle nuove iniziative sul patrimonio del gruppo.

Il Sole 24 Ore scrive che l'istituto bancario guidato da Mustier sta valutando la cessione di un mega portafoglio di 20 miliardi di euro di crediti non performanti, su un totale di 51,2 miliardi, affiancato dalle Gacs, ossia dalle garanzie dello Stato.
Il quotidiano segnala che questa sarebbe una delle opzioni allo studio da parte di Unicredit che però da parte sua almeno fino ad ora non ha commentato queste indiscrezioni.

Questa ipotesi ventilata dalla stampa viene accolta con favore in quanto la riduzione dello stock di sofferenze sarebbe positivo in termini di redditività del gruppo.

Il commento di Bca IMI

Gli analisti di Banca IMI spiegano che una vendita di 20 miliardi di euro di crediti non performanti ridurrebbe lo stock di bad loan del 39%, abbassando cos' le esposizioni non performanti del 26%.


Gli esperti ricordano che a giugno il ratio Npe lordo di Unicredit in Italia era pari al 25,4%, oltre la media degli istituti quotati a Piazza Affari, pari al 20%. L'idea è che delle azioni finalizzate ad accelerare il miglioramento della qualità dell'attivo possano essere attuate nel piano industriale che sarà presentato dal nuovo management a novembre.
A detta di Banca IMI la cessione di bad loan potrebbe richiedere ulteriori accantonamenti e dei conseguenza aumenterebbero i fabbisogni di capitale che devono essere coperti attraverso un aumento di capitale e una vendita di asset.
In attesa di novità non cambia la strategia suggerita dagli analisti di Banca IMI su Unicredit per il quale viene confermato il rating "hold", con un prezzo obiettivo a 2 euro.

Torna l'ipotesi di una fusione tra Pioneer e Eurizon

Oltre all'ipotesi relativa alla cessione di un portafoglio di 20 miliardi di euro di crediti non performanti, si parla di altre opzioni e in particolare il Messaggero riporta la possibilità di integrare Pioneer ed Eurizon.

Dall'unione di questi due colossi nascerebbe un gigante da quasi 500 miliardi di euro di masse gestite .
Stando a quanto scrive il Messaggero, il possibile deal tra le due società, non ancora oggetto di trattative, sarebbe stato posto all'attenzione dell'AD di Unicredit, Jean Pierre Mustier, e si affianca alle altre ipotesi straordinarie su FinecoBank, Bank Pekao e Pioneer.

Bca Akros vede alcuni ostacoli per il deal

Per gli analisti di Banca Akros un'eventuale fusione tra Pioneer e Eurizon richiederebbe molti punti da chiarire.

Ci si chiede infatti se uno dei due sarebbe disposto a cedere il controllo sulla piattaforma o se sarebbe necessaria una joint-venture paritetica. Inoltre non è da sottovalutare l'intervento dll'Antitrust che potrebbe ostacolare l'operazione visto che l'asset under management aggregato sarebbe superiore a 400 miliardi di euro nel mercato italiano.

Secondo Banca Akros una fusione di Pioneer con Eurizon avrebbe senso, ma dovranno essere risolti alcuni ostacoli. Nel frattempo gli analisti confermano la raccomandazione "buy" con un prezzo obiettivo a 3,1 euro.
Fonte: News Trend Online

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