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martedì 30 agosto 2016

Troppa incertezza sui tassi Usa: meglio stare alla finestra?


Il discorso che ha visto impegnata venerdì scorso la presidente della Fed al simposio di Jackson Hole non ha provocato particolari scossoni sui mercati finanziari, ma ha offerto degli spunti di riflessione sui quali si continua a ragionare in attesa di ulteriori indicazioni.

Yellen vede rialzo tassi più vicino, Fisher non esclude a settembre

Janet Yellen ha adottato un tono moderatamente da falco, parlando di un rialzo dei tassi di interesse più vicino, palesando però una certa cautela sulla tempistica, in merito alla quale non è stato detto granchè.

Non a caso la prima reazione dei mercati, secondo quanto commentato dagli analisti di MPS Capital Services, è stata piuttosto tiepida e contraddittoria, basti pensare che venerdì scorso a Wall Street i tre indici principali hanno chiuso gli scambi in calo dopo aver invertito la rotta rispetto all'andamento mostrato nella prima parte della giornata.
Gli esperti di MPS Capital Services fanno notare che una direzione più precisa è stata data dal vice governatore della Fed, Stanley Fisher, il quale ha spiegato che il discorso della Yellen è compatibile con una stretta monetaria già a settembre.


Un'ipotesi non del tutto campata in aria, visto anche il via libera ad ulteriori manovre arrivato da altri banchieri centrali, in primis dal Governatore della Banca del Giappone, Kuroda. 

Fondamentali i dati macro ora: focus sul report del lavoro

Per poter meglio comprendere quali potranno essere le mosse della Fed in materia di politica monetaria, saranno cruciali i dati macro che verranno diffusi nelle prossime giornate.
Il report sul mercato del lavoro in agenda venerdì attirerà maggiormente l'attenzione, come spiegato dagli analisti di Unicredit, i quali ricordano che al momento i futures sui Fed Funds prezzano oltre il 40% di un aumento del costo del denaro negli Stati Uniti in occasione del meeting che si terrà il 21 settembre prossimo.
A detta di Asmara Jamaleh, economista per il mercati valutari di Intesa Sanpaolo, un rialzo dei tassi di interesse potrebbe avvenire già a settembre, a condizione che i dati macro siano nel complesso positivi e questo spiega l'importanza che riserve il report sull'occupazione di venerdì prossimo.
Secondo Vincenzo Longo, strategist di IG, è difficile però assegnare numeri e target su cui la Banca Centrale americana agirà o meno.

La sua idea è che una lettura intorno alle 200mila per i nuovi occupati nel settore non agricolo garantisca un rialzo dei tassi entro la fine dell'anno, mentre un'indicazione inferiore alle 100mila unità farebbe vacillare queste aspettative.

Probabile volatilità in aumento: Equita resta alla finestra

Permane quindi non poca incertezza in merito alle prossime mosse della Fed, visto che la Yellen di fatto si è lasciata la porta aperta ad ogni possibile intervento entro fine anno.

E' questa l'idea degli esperti di Cassa Lombarda secondo cui saranno cruciali i prossimi dati macro che potranno modificare le aspettative sulla politica monetaria americana.
Questo di conseguenza contribuirà a creare una certa volatilità sia sul mercato azionario, sia su quello obbligazionario, motivo per cui è bene muoversi con una certa cautela.
Preferiscono invece rimanere alla finestra gli analisti di Equita SIM, per i quali la strategia non cambia.
Visto che sul mercato c'è un unico grande acquirente, rappresentato dalle Banche Centrali, gli analisti rimangono a bordo campo a costo di perdersi l'ultima fase di questo esperimento, evitando così le conseguenze che si avrebbero in caso di fallimento dello stesso. 
Fonte: News Trend Online

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