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venerdì 5 agosto 2016

Tra Clinton e Trump vince Murdoch


Ultime dal fronte della campagna elettorale statunitense. Nella pioggia di proiezioni e analisi, il vantaggio di Donald Trump su Hillary Clinton, vantaggio che arrivava al 3%, potrebbe essere stato bruciato.

Potere dei media

Merito della Convention democratica di Philadelphia che ha permesso all'ex segretario di Stato di toccare il 46% di consensi mentre il tycoon scende al 39% (dati CBS News) Potere dei media visto che poco dopo la kermesse repubblicana Trump risultava in vantaggio 48 a 45 secondo un sondaggio CNN-ORC.

E infatti il primo vincitore in questa lotta, a prescindere da chi sarà eletto, già lo si conosce: Rupert Murdoch. Non si tratta di una nuova discesa in campo, terzo uomo nella gara per la poltrona più importante al mondo, bensì un vantaggio che il miliardario ha incassato grazie agi spot elettorali e alla pubblicità che i due candidati hanno fatto sulle sue emittenti.
E non solo da adesso. Infatt è da ricordare che il viaggio per la vittoria parte da lontano, molto lontano nel tempo e si tratta di un percorso lungo. Costellato da costose necessità di immagine e comunicazione: prima le primarie, poi il voto di novembre per le candidature ufficiali e infine l'ultimo sprint vverso al Casa Bianca.

Chi ci ha guadagnato, da subito, è stata la 21st Century Fox che grazie ai soldi delle campagne elettorali oggi ha annunciato un aumento di 0,06 centesimi al dividendo annuale arrivato perciò a 36 centesimi e un programma di buyback sull'azionario per il valore di 3 miliardi di dollari.

Clint Eastwood sceglie Trump

Guardando le singole voci per il quarto trimestre fiscale i profitti sono arrivati a 567 milioni di dollari dai precedenti 116 milioni dell'anno scorso, in calo gli utili s(a 2,76 miliardi da 8,37 miliardi).

Sul trimestre i ricavi fotografano un incoraggiante +7% grazie a introiti da pubblicità che hanno permesso di superare aspettative che puntavano a 6,68 miliardi, risultato che i vertici hanno tenuto a sottolineare come positivo “nonostante i venti contrari dell'orizzonte valutario".
C'è poi un'altra notizia, questa però al confine tra il gossip ed il folklore locale: Clint Eastwood, attore e regista ormai 86enne, ha dichiarato pubblicamente di schierarsi a favore di Donald Trump, da lui giudicato più “tosto” e paladino della lotta contro un'America in cui il politicamente corretto regna a tutti i costi dove chiunque si esponga con un parere un po' forte o anche solo contro corrente è tacciato di razzismo o di sessismo.
A bruciare le preferenze per la Clinton sarebbe stata l'intenzione della candidata democratica di ripercorrere le orme di Obama e di aver fatto troppi compromessi per la politica. 
Fonte: News Trend Online

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