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giovedì 11 agosto 2016

Tokyo chiusa per festività. Sydney scivola con il petrolio. Bene Hong Kong


Mentre la Borsa di Tokyo rimane chiusa per la celebrazione del giorno della Montagna, i mercati asiatici vivono una seduta contrastata segnata soprattutto dal declino dei corsi del greggio. Alla riapertura sui mercati asiatici i corsi del petrolio sono ancora in declino dopo che mercoledì il future sul West Texas Intermediate (Wti) aveva chiuso al New York Mercantile Exchange con una flessione del 2,48% a 41,71 dollari il barile.
Pesa il dato relativo alle scorte Usa per la settimana allo scorso 5 agosto, cresciute di 1,055 milioni di barili contro attese degli analisti per un declino pari a 1,025 milioni. A deprimere i corsi ha contribuito anche il dato sulla produzione dell'Arabia Saudita, cresciuta in luglio di 123.000 barili al giorno rispetto al mese di giugno.

Il risultato è un nuovo record assoluto per l'output mensile di Riyadh a 10,67 milioni di barili di petrolio al giorno. Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, che monitora la valuta Usa contro le altre dieci principali monete, è in modesto progresso, mentre lo yuan guadagna lo 0,4% sulla divisa Usa dopo il nuovo rafforzamento della valuta da parte della People's Bank of China.
Restando in ambito di istituti centrali, la Bank of Korea, come ampiamente previsto, ha lasciato invariati i tassi d'interesse ai minimi dell'1,25% dopo averli tagliati di 25 punti base a inizio giugno per la prima volta in un anno (in precedenza li aveva ridotti tre volte nel 2014). Tutti gli analisti sentiti dal Wall Street Journal avevano anticipato la mossa, che dovrebbe essere confermata anche nei prossimi mesi anche se un ulteriore alleggerimento potrebbe arrivare nel quarto trimestre.

E a Seoul il Kospi ha segnato un declino dello 0,20% al termine degli scambi.
L'indice Msci Asia Pacific, Giappone escluso, è in declino di quasi mezzo punto percentuale (dopo avere toccato nuovi massimi per l'ultimo anno mercoledì), complice anche la seduta contrastata delle piazze cinesi.
A circa un'ora dalla chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 scambiano però con progressi intorno allo 0,30% e allo 0,60% rispettivamente. In negativo, invece, lo Shenzhen Composite che si muove su un declino di circa lo 0,30% non distante dalla perdita registrata mercoledì. Di tutt'altro tenore è invece la seduta di Hong Kong, che segna la migliore performance tra i principali indici della regione: l'Hang Seng scambia infatti in progresso di oltre lo 0,70% (decisamente meglio fa l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, il cui guadagno è superiore all'1,50%).

Sul fronte delle materie prime, l'oro è in moderato declino, mentre il rame guadagna marginalmente. Sfiora invece un deprezzamento dell'1% il nichel a Londra, ritracciando dai massimi dell'ultimo anno. Il risultato sono generalizzate perdite per i titoli minerari (e petroliferi) a Sydney e l'S&P/ASX 200 scivola dello 0,64% al termine delle contrattazioni.
(RR)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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