-
.....................

PER MANTENERTI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

mercoledì 3 agosto 2016

Piazza Affari è sottovalutata: basterà questo per un recupero?

Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Antonello Marceddu, trader di Tag Group, al quale abbiamo rivolto alcune domande sui principali indici azionari, con una particolare attenzione rivolta a Piazza Affari.
L'indice Ftse Mib sta mettendo sotto pressione l'area dei 16.000 punti che al momento ha contenuto la spinta ribassista. Si aspetta un recupero dai livelli attuali o bisogna prepararsi a nuove flessioni nel breve?
A Piazza Affari è confermata la speculazione sul settore bancario, come evidenziato in primis dall'andamento di Banca Monte Paschi. Dopo l'esito degli stress test il titolo è riuscito a mantenersi a galla, salvo poi lasciare sul parterre ieri oltre il 16%, cui sta facendo seguito un tentativo di recupero.
Questo dimostra ancora una volta che il mercato è preda di una forte incertezza e temo che tale situazione sia destinata ancora a durare, motivo per cui persistono i rischi per il Ftse Mib.
L'indice è ritornato a ridosso dei 16.000 punti, da cui in passato sono partiti dei rimbalzi, e sarà importante che l'aspetto psicologico legato alla cifra tonda possa reggere l'urto ribassista.
In caso di cedimento di area 16.000 bisognerà spostare l'attenzione sull'area dei 15.000, che al pari della precedente è un floor ben delineabile per il Ftse Mib.
La mia idea è che il nostro indice sia sottovalutato, per cui dovremmo assistere ad un possibile sviluppo al rialzo, tenendo presente che l'area dei 16.000 punti dovrebbe rivelarsi un buon supporto.
Con la tenuta di questo sostegno si potranno rivedere i 16.500 punti, senza escludere allunghi fino all'area dei 17.000 punti. Se al contrario si avranno ulteriori ribassi, avremo un primo target a 15.500 prima e successivamente a 15.000 punti.
Mi aspetto una reazione del Ftse Mib che, come detto prima, è sottovalutato in confronto ad altri listini come il Dax30 e l'Eurostoxx50, per non parlare dell'S&P500. Questo dovrebbe favorire una ripresa dei corsi dai livelli attuali, anche alla luce dell'andamento della seduta odierna che sembra mostrare una volontà di difendere l'area dei 16.000 punti.
Sul fronte valutario il cambio dollaro-yen è molto vicino alla soglia psicologica dei 100, mentre l'euro-dollaro continua a muoversi tra 1,1 e 1,12. Cosa si aspetta per questi due cambi?
L'euro-dollaro ha trovato oggi in area 1,12 una resistenza molto importante, avviando un movimento correttivo. Guardando alle sessioni precedenti ho valutato più un mercato eurocentrico a discapito del dollaro e dello yen.
Al superamento di quota 1,12 l'euro-dollaro potrà ritornare in area 1,13/1,133, ma non esclude salite anche ulteriori con un allungo verso quota 1,14. 
In correlazione negativa con l'euro-dollaro, il dollaro-yen potrebbe tornare a rivedere il minimo segnato nel giorno successivo all'esito del referendum in Gran Bretagna. Non è da escludere una discesa a 99/98,8, area chiave per il dollaro-yen in corrispondenza della quale si potrebbe assistere a degli sviluppi al rialzo per questo cambio.
L'euro-yen segue a ruota il dollaro-yen e segnaliamo un minimo abbastanza raggiungibile in area 110,7, sotto cui si potrebbe approdare a quota 109. Sono questi i livelli di supporto che potranno essere raggiunti anche in tempi brevi.
Come valuta i recenti movimenti dell'oro? Si aspetta nuovi progressi nel breve?
Quest'oggi l'oro sta perdendo terreno, ma a mio avviso l'impostazione si conferma rialzista, con la possibilità di un ritorno verso area 1.370 dollari l'oncia. Al raggiungimento di questo massimo relativo di breve periodo, bisognerà valutare se il gold avrà ancora forza per spingersi in avanti o meno.
Il petrolio è stato colpito dalle vendite di recente, tanto da scivolare anche al di sotto dei 40 dollari al barile. Quali sono le sue previsioni nel breve?
Il recente andamento del petrolio sembra fare a cazzotti con la stagionalità che di solito è favorevole ad un rialzo di questa materia prima. Durante i periodi di vacanza, come accade in estate, c'è di solito maggiore richiesta di petrolio non solo per gli spostamenti, ma anche a livello industriale. Una maggiore richiesta porta ad un aumento dei prezzi come ci ha sempre insegnato l'economia, ma in questo momento sta accadendo il contrario.
C'è da dire che il petrolio è anche strettamente legato all'andamento dell'economia e quindi una flessione del greggio potrebbe segnalare che la congiuntura non è così solida come si potrebbe pensare.
La discesa del greggio potrebbe proseguire verso i minimi del 5 aprile scorso poco sotto i 39 dollari, che è anche il confine di una congestione avvenuta a febbraio 2016.
In area 38,8/38,7 dollari si potrebbe assistere ad una rimbalzo del petrolio, con ritorni al di sopra dei 40 dollari, ma difficilmente si dovrebbe andare oltre i 44/45 dollari al barile nel breve, almeno fino a quando l'economia non dimostrerà la spinta che si sta ricercando nei dati macro, al momento contrastati.
Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento