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mercoledì 3 agosto 2016

Per Gross né azioni né bond: troppo rischio e poco beneficio


Si sa, da tempo, le banche centrali hanno forzato le regole del gioco sui mercati e con la loro ingombrate presenza, hanno reso la vita difficile a tutti coloro che cercano un rendimento interessante, o per lo meno proporzionato al rischio messo in campo.

Le prospettive disattese della Fed

Interventi che, per quanto estremi, avevano se non altro il fine di stimolare la ripresa economica; invece l'unico risultato ottenuto è stato quello di iniezioni spropositate di liquidità accompagnate da una scarsa crescita e da un abbattimento praticamente ovunque, dei rendimenti.

Una situazione che rappresenta una seria difficoltà non solo per gli investitori retail ma anche per banche, compagnie di assicurazione e fondi pensione e che, conferma Bill Gross, ex Ceo e co-fondatore di Pimco, sembra essere puntualmente ignorata dalle banche centrali.
Queste ultime, a loro volta, sembrano quasi costrette a continuare il gioco pur avendo annunciato l'intenzione di cambiare strategia; l'esempio arriva proprio dalla Federal Reserve che a dicembre del 2015 aveva fatto intendere, dopo la prima, storica stretta sui tassi di interesse, che la strada per futuri rialzi era ormai spianata da una ripresa dell'economia a stelle e strisce che ormai all'orizzonte, sarebbe continuata tanto da poter reggere fino a 4 rialzi in una anno.

Peccato che, invece, il 2016 si è rivelato be più impervio di quanto previsto e a tutt'oggi ancora non si ha la certezza di un ritocco al costo del denaro (il primo di quest'anno) nemmeno per dicembre.

Dove investire? 

Il panorama degli investimenti era contrassegnato da una serie di punti fermi che, adesso, fermi non lo sono di certo, tanto da far dire a Gross di non apprezzare, in questo momento, né il settore azionario né quello obbligazionario, entrambi contrassegnati da un rischio molto alto, troppo, rispetto a una serie di benefici praticamente minimi.

Un rapporto squilibrato che si riflette anche sull'azione dei singoli istituti di credito i quali, di fronte a uno scenario difficilmente interpretabile, difficilmente se la sentono di elargire prestiti, soprattutto in Europa dove l'economia reale è legata a filo doppio con le banche. Cosa fare allora? Dove investire? Per quanto apparentemente anacronistico, il consiglio di Gross è quello di guardare alla concretezza in senso assoluto: oro e terra.
Il resto è solo un panorama caratterizzato da fattori che favoriscono il rialzo degli asset finanziari ma bloccano la propensione agli investimenti, insomma uno scenario in cui la crescita economica solida e i rendimenti alti sono un connubio ormai introvabile.
Fonte: News Trend Online

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