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lunedì 29 agosto 2016

Per alcuni gestori l’esito del referendum potrebbe essere peggio della Brexit


Il rischio reale per la stabilità economica europea, e italiana in particolare, potrebbe arrivare dalla bocciatura del referendum costituzionale in Italia, per questo, in un’ottica di investimento dei propri risparmi, serve la massima attenzione nel valutare opzioni come l’azionario italiano. Lo hanno sostenuto i quattro esperti intervenuti mercoledì scorso a Lignano Sabbiadoro al secondo incontro di “Economia sotto l’ombrellone 2016”, incentrato sul tema degli investimenti in prospettiva della Brexit. In verità, secondo gli esperti, molto più della Brexit, sarebbe la bocciatura del referendum costituzionale a minare l’equilibrio del sistema italiano, con conseguenze che potrebbero andare dalla caduta del governo fino all’Iexit.
 
«Il risultato incerto del referendum –ha dichiarato Mario Fumei consulente finanziario FinecoBank– potrebbe condizionare i mercati finanziari e una vittoria del no potrebbe avere ripercussioni negative. Per questo motivo, nell’ottica di un portafoglio diversificato, è opportuno valutare con attenzione il peso che si darà all’azionario-Italia all’interno del mix di investimento».
 
«Il gestore dei nostri fondi dedicati all’obbligazionario europeo –ha spiegato Antonio Satta di Franklin Templeton Investments– sostiene che questa ipotesi potrebbe essere peggio della Brexit, perché l’Italia potrebbe non avere le frecce al suo arco che servirebbero per ridurre l’impatto di un eventuale vittoria del no».
 
«Il no al referendum –ha sostenuto Roberto Semolic di Bcc Risparmio Previdenza Sgr– rientra certamente tra i rischi politici che potrebbero condizionare il quadro complessivo. L’Italia, infatti, è già esposta per l’alto debito pubblico e la percezione di un settore bancario ancora fragile».
 
«Il sistema –ha concluso sul punto Gabriele Turissini, consulente finanziario e direttore della rivistaInvestors– non è in grado di accettare un vento contrario rispetto alla rotta che sta seguendo l’Italia, anche perché lentamente la credibilità del Paese si sta già erodendo».



Fonte: www.finanzaoperativa.com

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