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lunedì 1 agosto 2016

Non disturbate il manovratore

Come da attese, la Fed lascia i tassi invariati senza creare grandi aspettative per l’anno in corso. Le elezioni presidenziali non consentono al principale regista dei mercati di intervenire con il rischio di destabilizzare gli equilibri. Ne approfittano i Treasury decennali che dopo una breve correzione verso quota 1.65% sono tornati a flettere lasciandosi alle spalle un pull back che conferma la riflessività dei rendimenti nella parte lunga della curva.
Come risultato ci troviamo con il 10 anni inserito all’interno di una tendenza regressiva, mentre l’S&P 500 continua a quotare sui massimi di sempre manifestando una moderata perdita di momentum che potrebbe aprire la correzione accennata la scorsa settimana.
La correzione si inserisce in un quadro che non altera la struttura positiva dei corsi, quantomeno finché i valori continuano a quotare sopra area 2110.
GRAFICO S&P 500
Il Vix, l’indice che prezza la volatilità del mercato sottostante, rimane quindi schiacciato sui minimi tra 12 e 14 senza allertare gli investitori, se si esclude l’idea che dai minimi può solo reagire al rialzo riaccendendo la varianza dei prezzi.
Ciò nonostante si percepisce un clima di invisibile tensione che sottrae al rialzo lo spessore dei volumi utile a rimuovere dubbi ed incertezze.

Del resto anche il recupero del mercato azionario europeo non è riuscito al momento ad oltrepassare soglie tecniche significative: l’Eurostoxx 50 per il momento si è fermato a ridosso dell’area 3000 facendo base su 2980, cadute sotto tale livello potrebbero riaprire una nuova sequenza di vendite.
Il nostro Ftse Mib continua invece a rappresentare il mercato guida su cui si concentrano gli episodi di fuga che anticipano sequenze che si riverberano in successione sugli altri indici.

I valori dopo una successione di 11 sedute laterali sembra voler attendere la lettura degli stress test della BCE appoggiandosi all’area 16300/15950, prima di intraprendere nuove direzionalità. La violazione della soglia inferiore innescherebbe un nuovo processo di vendite con elevate criticità di tenuta dei minimi di giugno.
GRAFICO INDICE FTSE MIB
In anticipo probabilmente su un’evoluzione più instabile del quadro complessivo, l’oro è stato colpito da nuovi buy order senza nemmeno collaudare l’area 1300 usd/oz.

L’area 1300 costituisce per il nostro modello di valutazione il punto di sostegno di una tendenza rialzista il cui impulso potrebbe spingere i valori verso area 1450 usd; è presumibile che il mercato si concentrerà nelle prossime ore su area 1375 per cogliere eventuali nuovi trigger positivi in grado di accompagnare la domanda verso gli obbiettivi stimati.
Per coerenza l’azione espansiva dell’oro si controbilancia con un ritorno dell’incertezza e una ripresa della volatilità.

Sarà quindi di estremo interesse verificare se il mercato azionario americano saprà reggere anche in questa occasione all’eventuale spinta correttiva che noi pensiamo si possa aprire in direzione dell’area 2110. Su questo punto convergono le proiezioni dei precedenti massimi fissati in oltre 18 mesi di contrattazioni: perdere quota sotto tali valori innescherebbe l’attivazione delle protezioni sulle posizioni lunghe senz’altro presenti.
In altri tempi si potrebbero usare molto meno i verbi al condizionale nell’esprimere quest’ordine di valutazioni, tuttavia la presenza di una rete di controllo assai attenta al funzionamento dei mercati (NYSE in particolare), pone alcuni obblighi di lettura. Please, non disturbate il manovratore.

Di Wlademir Biasia
WBAdvisors
Autore: ItForum Fonte: News Trend Online

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