-
.....................

PER MANTENERTI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

martedì 16 agosto 2016

Le sinergie del matrimonio Banco-Bpm


Fervono i preparativi per il matrimonio tra Bpm e Banco Popolare. Come annunciato in occasione della trimestrale dall’a.d. di Bpm, Giuseppe Castagna, la fusione avrà effetto a decorrere dal 1° gennaio 2017. Intanto la banca di Piazza Meda ha chiuso il secondo quarter 2016 con un utile netto di 109,8 milioni di euro, meglio degli 86,5 milioni di un anno fa e oltre le attese (74 milioni).
Si tratta di un risultato reso possibile dalla crescita della componente trading dei ricavi e dalla plusvalenza generata dalla cessione della quota in Anima Holding. Ma quale sarà l’impatto della fusione dei due istituti sulla divisione private banking? Lo spiega a ITF News Gianfranco Venuti, responsabile Private Banking e Wealth Management di Banca Popolare di Milano.
 
Dr. Venuti, cosa cambierà per il private banking e il wealth management di Bpm con la fusione?
 
Il progetto di fusione vedrà la nascita del terzo gruppo bancario italiano e siamo certi che assumere dimensioni maggiori favorirà la specializzazione e l’integrazione di importanti sinergie; per quanto riguarda il private banking si concretizzeranno nell’opportunità di sfruttare le aree di eccellenza – come Banca Aletti e Banca Akros - e di beneficiare del rafforzamento della base di capitale e del posizionamento competitivo. Il progetto prevede una private bank dedicata di alto livello con un marchio affermato, come quello di Aletti, con l’evoluzione del modello di business da gestione degli investimenti a gestione del patrimonio familiare, in una visione patrimoniale integrata, anche a protezione delle future generazioni. Inoltre, potenzieremo ulteriormente la collaborazione e il cross selling con la divisione Corporate e con il segmento Imprese.

È in atto un programma di reclutamento? Che obiettivi per fine anno? 
 
Siamo sempre disponibili ad ampliare la squadra da mettere in campo per gareggiare in campionati di serie A. Il piano a cui stiamo lavorando ora è quello messo a punto con il Banco Popolare e approvato a maggio, che vede un orizzonte temporale al 2019. Nel solco della nostra tradizione, continueremo a reclutare le professionalità di maggior talento anche in vista della previsione che il private banking che nascerà dal progetto di fusione si posizionerà al terzo posto tra i player del mercato nazionale.   
 
Oggi da quanti banker è composto il team?
 
Attualmente il nostro servizio può contare su di una rete composta da 73 gestori, organizzati in 12 team in altrettanti headquarter fisici sul territorio, che si occupano di consigliare gli investimenti migliori, assistendo circa 10 mila clienti e gestendo masse per circa 8 miliardi di euro.
 
Quali caratteristiche deve avere il banker del futuro?
 
Dovrà essere un ottimo “portavoce di bisogni”, un eccellente relationship manager che ha in capo l’interpretazione delle necessità del cliente e l’analisi delle sue esigenze. Il resto lo fanno le strutture a supporto e tanto farà l’evoluzione del digital banking, su cui Bpm è in continuo aggiornamento.  

Come attrarre i cosiddetti Millennials, prossimi depositari di gran parte dei risparmi?
 
Ci sarebbe tanto da dire, ma il proliferare degli studi sociologici su questa generazione ha restituito in maniera esaustiva analisi e descrizioni, quindi non mi dilungherò sulle caratteristiche di queste persone. Ma su una cosa ci tengo a soffermarmi: l’esigenza che spinge questi utenti a usare le tecnologie è risolvere le necessità quotidiane. Ecco la ricetta: offrire risposte a quesiti sempre e ovunque e le relative soluzioni in maniera immediata, coinvolgendoli nelle scelte, facendoli divertire e, perché no, anche imparare. Il tema dell’educazione finanziaria è di grande attualità e credo che la rete sarà sempre più un ottimo volano per l’educational.
 
Voltando pagina, dove cercare rendimento con tassi a zero e mercati volatili?
 
Le opportunità di investimento anche in un ambiente volatile ci sono, per esempio all’interno delle cosiddette attività rischiose. Ma in un contesto di tassi di interesse bassi, l’investitore deve prestare particolare attenzione al suo profilo di rischio: la ricerca del rendimento fine a se stessa potrebbe infatti portare a squilibri nella composizione del portafoglio. A livello di attività riteniamo interessanti i mercati azionari, specialmente quelli europei, eccessivamente penalizzati dalle notizie provenienti dalla Gran Bretagna. A livello globale un’ottima opportunità di investimento viene dalle azioni che distribuiscono alti dividendi.

E per il “reddito fisso”?

Anche nei mercati obbligazionari vi sono opportunità. Il segmento high yield ad esempio offre ancora ottimi rendimenti. Proprio questa tipologia ci riporta a quanto affermato all’inizio – i rendimenti dei titoli obbligazionari ad alto rischio sono interessanti ma, al fine di non incorrere in spiacevoli avvenimenti si suggerisce di approcciarlo attraverso soluzioni specializzate gestite da professionisti del settore che consentono di ottenere diversificazione e controllo dei rischi.

Come cambia in questo contesto difficile la relazione con i clienti?
 
In questi momenti di grande incertezza la relazione e la fiducia nei confronti del proprio banker sono fondamentale per non abbandonarsi ad atteggiamenti istintivi, come ci insegna la finanza comportamentale. L’attenzione e la conoscenza profonda del cliente, delle sue esigenze, dei suoi bisogni sono importanti in questi momenti. L’incertezza e l’ansia derivanti dalla grande volatilità infatti potrebbero indurre a compiere scelte non ponderate ed emotive in grado di pesare a lungo sull'andamento degli investimenti.


Sara Mortarini



Tratto da ITFORUM NEWS, clicca qui per leggere gli altri articoli:http://news.itforum.it/redazione/
ITFORUM - Il piu' grande evento gratuito dedicato a Risparmio Gestito & Trading On Line
 CLICCA QUI per rivedere l’edizione precedente

Nessun commento:

Posta un commento