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mercoledì 3 agosto 2016

JPY rafforzato malgrado gli stimoli, occhi puntati sul dato ADP

L’elicottero monetario è l’unica opzione per generare domanda negativa di JPY sufficiente
di Peter Rosenstreich
Il gabinetto del primo ministro giapponese Shinzo Abe ha approvato 13,5 trn di yen come stimolo fiscale nell’ultimo tentativo di guidare l'economia a debita distanza dalla deflazione. Il pacchetto si compone di misure fiscali e di spesa non specificate atte a stimolare la domanda a breve termine e ad accelerare una crescita economica sostenibile. La reazione del mercato è stato ha riflesso a malapena il brio che i funzionari del governo auspicavano. La risposta in sordina è stata dovuta in parte alle misure che preannunciano una sotto-speculazione, ma anche perché in molti ne mettono in dubbio l'efficacia. Inoltre, il rally dei rendimenti JGB, il restringimento quasi politico, indica che gli investitori sono preoccupati per il fatto che tale misura fiscale segni un allontanamento dalla politica monetaria. Solo la scorsa settimana la BoJ non è riuscita a estendere la portata dell’acquisto di obbligazioni o del taglio dei tassi di interesse, suggerendo che ciò comporterebbe una rivalutazione della strategia politica a settembre.
L’USD/JPY rimbalza attotno a 101, non riuscendo a riguadagnare da nessuna delle vendite di ieri da 102,83. A nostro giudizio, il Giappone sta attraversando attualmente una fase di riflessione. La pressione è in aumento per un sostegno politico supplementare, ma il mix attuale non è efficace. Tassi negativi più incisivi puniranno soltanto i risparmiatori e le istituzioni finanziarie, ma l'acquisto di più titoli di stato implica problemi di trasmissione in quanto la richiesta di prestiti resta al lumicino. Tuttavia la BoJ non è a corto di opzioni. A nostro avviso un "programma fiscale valutario e finanziario" o una "riduzione del debito valutaria e finanziaria" costituiscono entrambi un "elicottero monetario" come risposta politica praticabile. L’idea sembra radicale, ma solo pochi anni fa lo era il quantitative easing e il tasso di interesse negativo.
Alla luce del fallimento delle attuali misure politiche per guidare la sostenuta debolezza del JPY, riteniamo che l'unica opzione rimasta sia quella di generare una sufficiente domanda negativa di JPY (salvo gli aumenti del tasso FOMC), perché la BoJ possa immergersi nell'abisso dell’"elicottero monetario". Un’impostazione che la maggior parte degli investitori non oserà seguire.
Per oggi il dato ADP - un buon indicatore degli NFP di venerdì?
di Yann Quelenn
In più occasioni i dati ADP non sono riusciti a prevedere con precisione gli NFP. Nel (Londra:0E4Q.L - notizie) mese di maggio, la differenza è stata straordinaria, con il dato ADP che vaticinava 173.000 nuovi posti di lavoro, mentre le buste paga NFP segnavano 38.000 unità. I dati di giugno segnalavano anch’essi una forte incongruenza, ma erano più positivi alla luce del sentiment del mercato. Il dato ADP prevedeva un aumento di 172.000 unità e l’NFP segnava la creazione di 287.000 posti di lavoro. Sembra pertano che il mercato sia contenuto a patto che entrambi gli indicatori siano robusti.
Con entrambi gli indicatori relativi ai dati del lavoro che forniscono dati constrastanti, determinare una tendenza chiara genera confusione. Gli NFP sono in gran parte più volatili, mentre l'ADP è stato relativamente stabile. La previsione di oggi è che l'indicatore del lavoro sarà in linea con il mese precedente segnalando così che  170.000 posti di lavoro si incorporeranno al settore privato.
Tuttavia rimaniamo scettici in quanto al vero stato dell'economia degli Stati Uniti e non ci attendiamo numeri sul lavoro possenti. La volatilità dei dati e la mancanza di una correlazione a breve termine tra ADP e PFN ci fa preferire l’attesa di una chiara tendenza sul mercato del lavoro prima di trarre conclusioni. Accorti sulle valute, gli investitori dovrebbero rimanere in attesa questo mese a causa della stagionalità del mercato del lavoro. Nel breve termine, la coppia EUR/USD è destinata a rimanere stabile attorno a 1,1200.
Autore: Swissquote Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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