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mercoledì 3 agosto 2016

It’s shorts time! E non parlo dei pantaloncini alla Daisy Duke!


Siamo nel 1979 quando viene trasmesso il primo episodio di una delle migliori serie televisive di tutti i tempi, almeno a mio modesto avviso. Ideata dalla brillante mente di Gy Waldron, viene infatti lanciata The Dukes of Hazzard. Ai cugini Bo e Luke, viene affiancato il personaggio di Daisy Duke, la cugina sexy e tosta interpretata prima dalla mitica Catherine Bach e, nel remake cinematografico, da una statuaria Jessica Simpson.
È stata Daisy a far scoprire al mondo i celebri shorts… i pantaloncini naturalmente.
Allontanandoci purtroppo dalle meravigliose curve di Catherine e Jessica, ci tocca passare agli short intesi in senso finanziario. Recentemente ho infatti notato un’importante variazione sia nell’S&P 500 sia nel NASDAQ 100.
In particolare, numerose società componenti tali indici e caratterizzate da un’alta capitalizzazione di mercato stanno mostrando una volatilità ad un mese di gran lunga inferiore a quella a sei mesi.

Tale fenomeno è paradossalmente da interpretarsi, a causa di una dinamica di volatilità a breve inferiore di quella a medio, come un momento di possibile inversione negativa del trend. Reputo in particolare che tale inversione si verificherà nel breve-medio termine.
Sulla base di tale teoria, ho deciso di effettuare una parziale riallocazione del mio portafoglio, esprimibile sostanzialmente come un bilanciamento delle posizioni short e long da me assunte.
Alla luce anche di una serie di posizioni chiuse perché giunte al proprio prezzo obiettivo (come quelle in EMC e US Bancorp, che hanno portato rispettivamente a profitti del 4,38% e dello 0,72%), mi ritrovo in questo momento con un portafoglio composto da 8 posizioni lunghe e da 6 corte, una proporzione molto prossima al 50-50.

Tra le posizioni short che ho di recente aperto troviamo due società estremamente differenti: IBM, gigante statunitense del settore informatico, e United Health Group, importante gruppo sanitario nord-americano.
Oltre ad una volatilità a breve termine inferiore a quella a medio termine, entrambe queste azioni sono influenzate da rilevanti dinamiche light.
IBM, nonostante presenti dati di bilancio migliori rispetto ai competitor, non dovrebbe riuscire, secondo le mie stime, ad ammortizzare per intero il calo di ricavi e profitti che sta colpendo il settore. United Health Group, sarebbe invece influenzato negativamente da un’eventuale salita al potere negli USA di Trump.

È infatti la candidata democratica Hillary Clinton ad essere maggiormente focalizzata sul proseguire la politica sanitaria “espansiva” di Obama. In altre parole, reputo che il mercato del settore sanitario non abbia ancora scontato la ricerca, poi confermata dai poll, da parte di un popolo statunitense in tensione, di una presidenza forte come quella repubblicana proposta.
Passando quindi dalle posizioni corte a quelle lunghe, tra i miei nuovi investimenti, è presente Cisco, una delle poche aziende del settore IT che mi ispirino fiducia.

L’attuale CEO della società, Chuck Robbins, ha infatti definito in data 18 luglio, davanti alle telecamere di Bloomberg, le linee guida della filosofia aziendale. Tale filosofia, incentrata non tanto su un’innovazione “obbligata” ma sul tentativo di soddisfare i reali desideri dei clienti, potrebbe rappresentare, a mio modesto avviso, un punto di forza determinante per la società.
In particolare, sono dell’idea che, di questi tempi, molti player del settore informatico si stiano purtroppo allontanando da un orientamento al cliente muovendosi invece verso un orientamento all’innovazione pura e quasi fine a se stessa, non necessariamente apprezzata dai clienti del campo informatico.
Concludendo, reputo opportuno dedicare qualche riga all’ultima delle industrie in cui ho deciso d’investire: quello della logistica e dei trasporti.

Spinto in un primo momento da una volatilità a breve termine del settore relativamente alta – indice quindi del probabile avvicinarsi di un trend positivo, ho infatti deciso di investire sia in CH Robinson sia in Expeditors International of Washington, due delle principali large-cap del settore.
Riassumendo, il mio impegno in quest’ultimo periodo è stato quello di ribilanciare il peso aggregato delle posizioni long e short nel mio portafoglio.
Tutto ciò ha di per sé un unico ed ai miei occhi sempre valido scopo: cercare di preservare il capitale mantenendo, tramite hedging, una volatilità, per quanto possibile, ridotta.
Autore: Rataran Fonte: News Trend Online

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