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giovedì 11 agosto 2016

Investire su tazzina e aperitivi

Si osservano opportunità interessanti nell'industria del food & beverage, un settore relativamente stabile, capace di generare entrate ricorrenti e pertanto tipicamente difensivo. Negli ultimi anni la “premiumization” (ossia la strategia di valorizzazione della produzione di prodotti premium, di fascia più elevata, che possono essere venduti a prezzo più caro), ha premiato le aziende che hanno saputo cogliere i cambiamenti nei trend del mercato e nei consumi, sempre più orientati al salutismo e alla ricerca del benessere. In particolare, l’attenzione alla salute, molto rilevante negli Usa (e non solo), tocca numerose categorie di prodotti come le bevande, e perfino l'industria del caffè, che a livello globale vale circa 80 miliardi di dollari.

Venendo in Italia, pur con la sua capitalizzazione ridotta, appare molto interessante il titolo “Massimo Zanetti Beverage”, multinazionale trevigiana leader nella produzione e commercializzazione di caffè che negli ultimi anni punta sull’internazionalizzazione. I suoi mercati principali sono Stati Uniti e Italia, dove sono presenti le marche Segafredo e Chock full o’ Nuts. Proprio di recente il Gruppo MZB ha acquisito Nutricafés, uno dei principali operatori portoghesi, rafforzando la propria posizione in quel paese dove già opera attraverso la controllata Segafredo Zanetti Portugal S.A., con il brand Segafredo Zanetti, e raggiungendo una quota di mercato complessiva del 14%.

I presupposti, quindi, per un recupero in Borsa ci sono, sebbene dalla quotazione (avvenuta il 3 giugno del 2015) il titolo abbia perso circa il 35%. Dai minimi di aprile 2016 i prezzi oscillano all’interno di un canale rialzista i cui riferimenti si collocano attualmente a 7,05 e 8,25 circa; inoltre da circa tre mesi la media mobile a 50 sedute sostiene il tentativo di reazione. Saranno comunque necessari movimenti oltre area 8,25/8,30 per dare la spinta necessaria a risalire la china verso 8,90 (pari al 50% del ribasso dai record del 2015), e poi più in alto fino a 9,60 euro. Al contrario, alla violazione dei 7 euro verrebbero meno le attese di rialzo prospettando un nuovo test dei minimi assoluti toccati ad aprile a 6,10, ultimo baluardo capace di scongiurare la riattivazione del downtrend dell’ultimo anno.

GRAFICO MASSIMO ZANETTI



Non solo caffè, c’è anche il rito dell’aperitivo o “Happy Hour”, per una pausa di relax e di allegria conviviale. Un giro d’affari più che consolidato. Si comprendono così i numeri record di Campari, colosso internazionale che, nonostante crisi economica e contrazione dei consumi, continua a registrare performance positive. Questo perché Campari punta sulle acquisizioni: negli ultimi anni sono entrati nel gruppo Wild Turkey, permettendo all’azienda milanese di affacciarsi sul mercato del bourbon, prodotto che sta crescendo molto rapidamente negli Stati Uniti e in tutto il mondo, e Grand Marnier, brand secolare fondato nel 1827 a Parigi. Ma Campari ha completato anche piccole acquisizioni su categorie di nicchia, come il rum di fascia alta Appleton o il liquore italiano alla nocciola e alle erbe Frangelico.

Recentemente il titolo Campari si è reso protagonista di uno slancio degno di nota a Piazza Affari grazie ai buoni conti. Nel primo semestre il gruppo milanese ha riportato vendite in calo dell'1,8% a 743,9 milioni di euro con un utile netto sceso del 13,8% a 67,2 milioni, ma in rialzo del 9,4% a 77,3 milioni se depurato da rettifiche di proventi e oneri operativi e di effetti fiscali una tantum. Per l'amministratore delegato Bob Kunze-Concewitz le prospettive delineate a inizio anno rimangano sostanzialmente invariate. Settimana scorsa Bryan Garnier & Co. aveva confermato su Campari la raccomandazione "buy" con prezzo obiettivo a 9,7 euro. Gli analisti pronosticavano una crescita organica delle vendite del 2,7% nel trimestre mentre nel semestre stimavano un Ebit prima dei one-off pari a 144 milioni di euro. Da un punto di vista grafico il titolo continua ad aggiornare i record, ora a 10,06 euro. Ma il rialzo potrebbe spingersi fino a 10,20 dove transita il lato superiore del canale che contiene il movimento dei prezzi dai minimi di febbraio. L’arrivo su questi livelli, unito all’ipercomprato in cui sono sconfinati gli oscillatori tecnici a causa della velocità di salita, potrebbe tuttavia comportare l’avvio di una pausa riflessiva. Meglio quindi attendere una eventuale fase di ripiegamento prima di tornare compratori sul titolo. Attenzione però alla tenuta di area 8,90, ex resistenza al di sotto della quale lo scenario rialzista potrebbe vacillare.

GRAFICO CAMPARI




Claudia Cervi - Ftaonline.it



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Autore: Redazione Itforum

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