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mercoledì 3 agosto 2016

Intesa: buoni i conti un po' meno il panorama


Buoni i numeri, un po' meno il contesto nel quale ci si trova. Questa, in estrema sintesi, il parere della maggior parte degli analisti all'indomani dei conti presentati da Intesa Sanpaolo, conti che hanno premiato con un buon trimestre assicurato da trading e commissioni.

I numeri

Purtroppo non basta questo per dare sicurezza.
A confermarlo sono i numeri: se da una parte si festeggiano sia l'utile netto a 901 milioni di euro che i ricavi entrambi superiori alle attese, dall'altra suona l'allarme sugli accantonamenti per le perdite su crediti e i costi di gestione del personale.
Ma nonostante questo, per Barclays, Intesa Sanpaolo riuscirà a reggere sia scenari avversi sia pressioni sul dividendo grazie a quella che gli esperti definiscono una “qualità del credito migliorata”. 
Pur mantenendo un rating overweight, salvato da un dividendo al 7% per il 2016 e al 13% per il 2017, gli analisti non hanno potuto evitare, di far loro tagliare il target price da 2,9 a 2,70 euro e le previsioni sul margine di interesse e dell'utile netto tra quest'anno e il prossimo. A quanto pare è proprio il fattore dividendo che salva la situazione, almeno per Ubs che giudica Intesa degna di essere comprata (rating buy) con un target a 2,15 euro grazie al fatto che le paure sulla sostenibilità futura si cancellano grazie all'aumento degli accantonamenti.

Il report di Mediobanca 

Stando a quanto analizzato da Mediobanca Securities, una volta esaminati i conti di Intesa, al netto delle voci della redditività core, il risultato finale è in calo dell'11,5% rispetto alle attese.

A migliorare le aspettative, però, sarebbe l'analisi dei dati, tra i quali si evidenzia, sottolineano gli analisti, che il secondo trimestre è al centro di un'operazione sulla strategia della banca in ambito dividendi. Questo scenario di metamorfosi, unito a un panorama più ampio di rischi politici e sistemici, favorisce un atteggiamento di cautela.
Ridimensionate, quindi, le stime dell'utile per azione dell'11% per l'anno in corso e del 5% tra il 2017 e il 2018 con un Cet1 che tra due anni arriverà al 12,2%. In pericolo gli utili in presenza di un eccesso di carta sul mercato e di una volatilità che, sottolineano, arriverà con gli aumenti di capitale per le altre banche italiane e che andrà a mettere sotto pressione i prezzi delle azioni. 
Fonte: News Trend Online

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