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martedì 9 agosto 2016

Il tema della valutazione dei crediti deteriorati


Negli ultimi mesi il tema bancario è stato senza dubbio il più caldo e quello che ha catalizzato maggiormente l’attenzione degli investitori. I recenti risultati degli stress test condotti sulle 51 banche sistemiche europee hanno fatto emergere un quadro eterogeneo.
Sul fonte italiano hanno trovato spazio sia situazioni di stabilità patrimoniale, come nel caso di Intesa SanPaolo, che situazioni delicate, come il Monte dei Paschi di Siena. Gli istituti di credito si trovano ora a dover fronteggiare da un lato la necessità di un rafforzamento patrimoniale, mentre dall’altro sono venuti alla luce anche problemi legati alla valutazione dei crediti deteriorati.

Il ministro dell’economia continua a rassicurare i mercati ribadendo anche di fronte alla Camera che in Italia non vi è rischio sistemico.
Nel frattempo però la domanda che si pongono analisti e banchieri riguarda la percentuale di deprezzamento degli assets deteriorati che il sistema potrebbe sopportare in caso di svalutazioni corali.
Al centro dell’attenzione vi è Monte dei Paschi: dopo la bocciatura agli stress test la banca senese ha alzato gli accantonamenti al 40%, ma a spaventare il mercato è la solita questione della valutazione dei crediti deteriorati, anche perché questa volta la percentuale applicata andrebbe a fungere da benchmark per tutte le altre negoziazioni sul mercato italiano.
Inoltre, nel caso di percentuali di svalutazione inferiori al 20%, l’altro tema centrale è quello relativo agli aumenti di capitale.

In tal senso un’altra situazione calda è quella di UniCredit, per cui si prospetta un aumento di capitale di circa 5 miliardi. In questo quadro si inserisce il nuovo fondo Atlante2, destinato ad intervenire in prima battuta per Mps e successivamente anche per le altre banche alle prese con il problema.

Analisi tecnica

Con la seduta del 10 giugno l’indice Euro Stoxx Banks ha violato al ribasso i supporti dinamici espressi sul daily chart dalla trendline rialzista tracciata con i minimi del 9 febbraio e del 7 aprile.

Detta linea di tendenza rappresentava la parte inferiore dell’ampio triangolo in costruzione da febbraio e delimitato superiormente dalla trendline ribassista tracciata con i top decrescenti del 14 marzo e 27 maggio. Con le sessioni successive al 24 giugno le quotazioni del paniere si sono poi spinte fino a 80  punti, al di sotto anche dei precedenti minimi annuali registrati in febbraio in area 90 punti, dando maggior valenza al segnale di vendita emerso con la rottura della figura precedentemente descritta.

In seguito al rimbalzo registrato a luglio, i corsi del basket hanno trovato opposizione nelle resistenze statiche espresse da area 92,60 punti.
L’insieme di questi elementi potrebbe spingere nel medio termine i corsi sui minimi di giugno a 77,26 punti. In questo scenario si potrebbero valutare ingressi a 88 punti, con stop su accelerazioni superiori alla resistenza prima citata. Solo in quest’ultimo caso si avrebbero cambiamenti di stato nel medio periodo, dai quali avviare posizioni rialziste che avrebbero target a 100 punti.

Strategia Long

Acquisti a 92,60 punti avrebbero come target i 100 punti.

Stop al cedimento dei 90 punti.
Banks PRODOTTO leva Codice ISIN prezzo

Strategia Short

Ingressi short a violazione di 88 punti, con stop su accelerazioni oltre i 92,60 punti, avrebbero target a 77,26 punti.
PRODOTTO leva Codice ISIN prezzo


Autore: Vontobel Fonte: News Trend Online

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