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martedì 9 agosto 2016

Generali a nozze con Axa? Mercato e analisti non credono al deal


In una seduta caratterizzata dall'assenza di notizie di particolare rilievo, complice anche la stagionalità poco favorevole che tiene lontani molti operatori dai mercati in questa parte centrale di agosto, l'attenzione è rivolta ad alcune indicazioni di stampa riguardanti Generali.

Bollorè punta a Generali passando per Mediobanca?

Nelle ultime ore si è tornati a parlare di una possibilità scalata alla compagnia assicurativa triestina, passando per il controllo di Mediobanca che detiene una quota del 13,465% della stessa.


Secondo quanto riportato dal quotidiano La Stampa, Vincent Bollorè, presidente di Vivendi, vorrebbe creare un colosso mondiale delle assicurazioni, facendo convolare a nozze la francese Axa con Generali, sua eterna rivale.
Al momento non c'è nulla di ufficiale, ma la stampa riporta che da tempo circolano voci sulla possibilità di questo matrimonio, non solo per l'attività di Bollorè su Mediobanca, di cui ormai possiede una quota vicina all'8%, ma anche per le possibili alleanze e amicizie che il finanziere sta coltivando.

Un deal con troppo ostacoli: la view degli analisti

Il piano di fusione tra Generali e Axa appare però tutt'altro che facile, visto che bisognerebbe passare in primis dal controllo di Mediobanca.

Un'impresa ardua visto che una scalata all'istituto di Piazzetta Cuccia sarebbe impedita da vari vincoli regolamentari, prima di tutto perchè Bollorè non può incrementare la sua quota oltre il 10% in Mediobanca senza l'autorizzazione della Banca d'Italia.
Gli analisti di Equita SIM aggiungono inoltre che ci sarebbero dei vincoli statutari, con riferimento al patto di sindacato di Mediobanca.
A vendere le quote di quest'ultima a Mediobanca dovrebbero essere Unicredit e Banca Mediolanum, che possiedono una fetta del capitale pari rispettivamente all'8,697% e al 3,343%.
Il gruppo di Doris e quello guidato da Mustier sembrano poco inclini ad alienare queste partecipazioni, almeno non in questo momento difficile di mercato.

Unicredit ad esempio non avrebbe alcun interesse a cedere oggi Mediobanca che vale in Borsa circa 6,5 euro, visto che la partecipazione è in cario a 9,7 euro e questo porterebbe a subire una pesante minusvalenza.
Equita SIM evidenzia inoltre che un ipotetico matrimonio tra Axa e Generali manca del necessario appoggio politico affinchè possa avere successo, dal momento che il Governo italiano non vedrebbe di buon occhio il passaggio in mani straniere del primo gruppo assicurativo del Belpaese.


Non cambia nel frattempo la strategia suggerita dalla SIM milanese su Generali, che resta un titolo da mantenere in portafoglio con una raccomandazione "hold" e un prezzo obiettivo a 16,2 euro.
In merito alle indiscrezioni su A2A e Generali, i colleghi di Icbpi fanno notare che queste speculazioni non sono nuove e che riflettono l'interesse della compagnia francese per il mercato italiano.

Gli esperti però vedono difficoltà sia di carattere regolamentare che politico, nella realizzazione di un'operazione simile, ancor più in ragione del contenzioso che si è aperto di recente tra Vivendi e Mediaset.

Il mercato non si lascia incantare dai rumors

Questo spiega anche l'assenza di particolari reazioni da parte del mercato, visto che Generali oggi a Piazza Affari vive una seduta sì positiva, ma senza eccessi.

Il titolo, che pure riesce a fare meglio dell'indice di riferimento, dopo aver guadagnato due punti percentuali ieri, continua a salire e negli ultimi minuti passa di mano a 12,08 euro, con un rialzo dell'1% e circa 4 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora, rispetto alla media giornaliera degli ultimi tre mesi di poco inferiore ai 10 milioni di pezzi.    
Fonte: News Trend Online

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