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lunedì 29 agosto 2016

Fiducia ai minimi in GB

Atto di coraggio o gesto di imprudenza collettiva. Il dibattito sulla Brexit rimane vivo anche dopo che il confronto tra il Leave e il Remain si è concluso. E non esistono ancora elementi quantitativi per poter sancire in modo assoluto il “dissesto” del voto degli elettori britannici.
In tale contesto il consensus degli economisti è quasi univocamente diretto al ribasso.
I primi dati ufficiali atti a fornire elementi di preoccupazione provengono dagli indicatori di fiducia, crollati a picco sul finire di luglio, sia dal lato delle imprese, con lo UK Business Confidence giunto a -47 (livello raggiunto da inizio millennio soltanto in occasione delle due gravi crisi delle Torri Gemelle e subprime), sia dal lato dei consumatori, con il Consumer Confidence che nell’ultima release si è attestato a -12, annullando in un colpo i risultati faticosamente raggiunti nei 24 mesi pre-Brexit.
Al tempo stesso, economicamente, non sono ancora univoci gli effetti che la svalutazione della sterlina provocherà sulle capacità di esportare delle aziende britanniche nel medio termine e i riflessi di questa attività sul mercato del lavoro.

Il settore immobiliare resta un sorvegliato speciale per il venir meno dell’appeal speculativo che aveva indirizzato la liquidità di ogni parte del globo verso l’investimento real estate sui principali centri finanziari ed economici della Gran Bretagna.
UK – Yield Curve
Fonte: Factset
Una serie di elementi che hanno contribuito ad elevare la percezione del rischio “Great Britain” tra gli investitori internazionali, con la Yield Curve che pur mantenendo una conformazione espansiva lascia trasparire come sia avvenuto negli ultimi 12 mesi un cambio di sentiment degli investitori sulla crescita economica e sulla necessità di ricevere nuovi e prolungati interventi di politica monetaria espansiva a sostegno del ciclo economico.
Eur/GBP
Fonte: FIDA
L’impatto sulla valuta britannica è stato rumoroso con una sensibile svalutazione della sterlina nei confronti dell’Euro.

Il cross in oggetto è sicuramente tra i più monitorati considerando che su di esso si rifletteranno le misure che saranno adottate nel processo di separazione tra le due aree economiche.
Tecnicamente le quotazioni del cross Eur/Gbp dopo aver violato in break-out la resistenza in area 0,80 hanno raggiunto l’area di distribuzione registrata nel 2013, tra 0,85 e 0,90.
Nel breve termine la conformazione grafica del cross sta assumendo una tendenza neutrale mentre nel medio periodo non si registrano indicazioni di inversione considerando che anche un ritorno verso 0,80 andrebbe interpretato come un movimento di mean reverting.
Ftse 100
Fonte: Fida
Fase di studio anche per il Ftse 100 che ha rallentato il proprio cammino all’avvicinarsi dei 7.000 punti, area di massimo assoluto.

Un valore che comprende la svalutazione monetaria e di riflesso la capacità di esportare delle aziende manifatturiere a cui occorrerà aggiungere un contrappeso legato a specificità di incertezza settoriale del comparto bancario e/o immobiliare.
L’investimento sull’indice britannico è possibile attraverso una serie di ETF quali:
  • Lyxor Ucits ETF Ftse 100 - FR0010438127;
  • Ubs Ftse 100 Ucits Etf A - LU0136242590;
  • IShares Core Ftse 100 Ucits ETF - IE00B53HP851
Fonte: News Trend Online

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