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mercoledì 3 agosto 2016

Ferragamo in calo. I conti non convincono e i broker si dividono


A dispetto dell'andamento leggermente positivo di Piazza Affari, tra le blue chips che viaggiano in controtendenza troviamo Salvatore Ferragamo, che perde terreno per la seconda seduta consecutiva. 
Il titolo, dopo aver chiuso la giornata di ieri con un ribasso di circa tre punti percentuali, quest'oggi è arrivato a segnare un minimo intraday a 19,52 euro, con un affondo del 5%.
Da questi livelli si è avuto un recupero e negli ultimi minuti Salvatore Ferragamo passa di mano a 20,16 euro, con un calo dell'1,99% e circa 1 milione di azioni transitate sul mercato fino ad ora, già al di sopra della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 630mila pezzi.

I risultati del primo semestre e del secondo trimestre

Salvatore Ferragamo perde terreno sulla scia dei risultati del primo semestre che è stato archiviato con un utile netto in rialzo dello 0,3% a 90 milioni di euro, a fronte di ricavi in calo dell'1,7% a 710 milioni di euro.


Il margine operativo lordo è cresciuto dell'1% a 166 milioni di euro, mentre il reddito operativo è rimasto stabile a 136 milioni di euro. L'indebitamento finanziario netto del gruppo alla fine del primo semestre è pari a 75 milioni di euro, in contrazione rispetto ai 98 milioni dello stesso periodo dello scorso anno.
Con riferimento al secondo trimestre, l'utile netto di Salvatore Ferragamo è sceso da 57 a 56 milioni di euro, al di sotto dei 58 milioni del consensus, mentre i ricavi hanno riportato un calo del 2% a 388,7 milioni di euro, deludendo le stime degli analisti fissate a 390 milioni.


L'Ebitda è calato del 2% a 101,8 milioni di euro, sotto i 103 milioni del consensus, mentre la marginalità è rimasta stabile, malgrado l'apporto positivo per 12 milioni di euro delle valute e dei minori oneri di affitto. 

Bullish la strategia di Equita SIM e Citigroup

Gli analisti di Equita SIM parlano di una trimestrale leggermente inferiore alle attese con riferimento all'Ebitda, mentre il fatturato è stato sostanzialmente in linea con le previsioni.

Alla luce di questi dati la SIM milanese ha deciso di rivedere al ribasso dell'1,5% le stime sui ricavi per quest'anno a 1,45 miliardi di euro, tagliando del 3% quelle riferite all'Ebitda a 339 milioni, mentre le aspettative sull'utile netto sono ora fissate a 185 milioni di euro, con una revisione al ribasso del 4% rispetto all'indicazione precedente.
Le indicazioni degli analisti di Equita SIM si collocano dell'1%-2% al di sopra del consensus ed evidenziano un maggiore ottimismo, motivo per cui su Salvatore Ferragamo è stata confermata la raccomandazione "buy", con un prezzo obiettivo ridotto del 2% da 24,3 a 23,9 euro.
Lo stesso rating viene ribadito da Citigroup, con un target price a 25 euro, sulla scia dei risultati trimestrali definiti in linea con le stime.

La banca americana si aspetta che il consenso sull'Ebitda di quest'anno resti sostanzialmente invariato a 335 milioni di euro, considerando anche il miglioramento delle vendite a parità di perimetro nel mese di giugno e luglio, un tono generalmente fiducioso nella conference call, lo sviluppo del margine lordo meno favorevole e l'attuale contesto difficile per la domanda.

Caute altre banche d'affari

I colleghi di Raymond James hanno invece deciso di rivedere la raccomandazione sul titolo da "strong buy" ad "outperform", con un fair value abbassato da 27 a 25 euro.


Il broker definisce ancora una volta deludente la crescita dei ricavi, segnalando al contempo che l'attuale contesto pesa sul momentum del gruppo, motivo per cui le stime sull'utile per azione riferite al triennio 2016-2018 sono state ridotte in media dell'8%.
A mettere mano alle stime è stato anche Barclays che per quest'anno ha modificato le attese sull'eps da 1,15 a 1,07 euro, per il prossimo da 1,19 a 1,13 euro e per il 2018 da 1,25 a 1,18 euro.
Per gli analisti i conti hanno riportato vendite in linea con le attese, sottolineando che i costi sono decisamente sotto controllo e che il gruppo ha sostenuto i margini nel periodo di riferimento. Viene così confermata la strategia "equalweight" sul titolo, con un prezzo obiettivo a 20 euro.
Non si sbilancia neanche JP Morgan che su Salvatore Ferragamo mantiene fermo il rating "neutral", con un target price a 21 euro.

Per gli analisti il gruppo ha mancato di poco le stime, ma di fatto i conti lo pongono tra i perdenti e non tra i vincitori nell'ambito delle trimestrali del settore del lusso. 
Negativo infine il giudizio di UBS che invita a vendere il titolo con un fair value abbassato da 19 a 18,4 euro.
La banca elvetica ritiene che i tempi d'oro della pelletteria siano ormai giunti al termine, come evidenziato anche dalla progressiva contrazione del segmento nel secondo trimestre dell'anno. 
 
Fonte: News Trend Online

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