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martedì 30 agosto 2016

Etf, matrimonio Shenzhen-Hong Kong farà bene agli investitori


Il 16 agosto 2016, la Hong Kong Securities and Futures Commission (SFC) e la China Securities Regulatory Commission (CSRC) hanno approvato, in linea di principio, il lancio del tanto atteso Shenzhen-Hong Kong Stock Connect, un programma che prevede la creazione di un unico accesso condiviso alle Borse di Shenzhen e di Hong Kong.
Ci sono voluti quasi due anni per arrivare all’approvazione (il progetto è stato presentato ufficialmente il 17 novembre 2014).
Uno dei punti più interessanti riguarda il fatto che i regolatori hanno deciso che gli Exchange traded funds (Etf) saranno considerati come strumenti idonei a far parte del programma.

La data effettiva per l’inclusione dei replicanti in questo canale preferenziale avverrà tuttavia in un secondo momento, sarà annunciata dopo che il programma sarà stato in funzione per un periodo di tempo non ancora definito. In ogni caso, lo Shenzhen-Hong Kong Stock Connect dovrebbe essere operativo fra circa quattro mesi.

I punti di domanda

“Nonostante sia incoraggiante il fatto che gli Etf saranno inclusi in questo progetto di collegamento, ci sono alcune domande che necessito una risposta”, afferma Jackie Choy, analista Etf di Morningstar, basato a Hong Kong.
Relativamente all’inclusione degli Etf, si legge sul comunicato ufficiale congiunto della SFC e della CSRC che “una data di lancio verrà comunicata separatamente, una volta che il programma Shenzhen-Hong Kong Stock Connect sia stato in funzione per un periodo di tempo e al verificarsi di alcune condizioni rilevanti”.

“Il fatto è che a oggi non sappiamo quali siano queste condizioni rilevanti”, commenta Choy.
Ma gli interrogativi non finiscono qui. Per gli Etf già esistenti su entrambe le piattaforme, quale fondo sarà incluso? Verrà richiesta una domiciliazione specifica per l’Etf o l’emittente? O un’esposizione specifica? Quali sono le procedure che un Etf deve seguire per essere ammissibili all’inclusione?
Insomma, mancano ancora delle informazioni, alcune delle quali piuttosto rilevanti, almeno dal punto di vista tecnico.

Implicazioni per l’industria dei replicanti

“Riteniamo tuttavia che l'istituzione del Shenzhen-Hong Kong Stock Connect sia un altro passo da parte della Cina verso una maggiore apertura dei suoi mercati dei capitali.

E vediamo una serie di implicazioni per il settore dei fondi passivi quotati”, prosegue Choy.
Gli Etf che in ultima analisi saranno ritenuti idonei a essere inclusi nel programma di collegamento delle due Borse, saranno disponibili a un gruppo molto ampio di investitori in Hong Kong e in Cina continentale.
La domanda aggiuntiva probabilmente si tradurrà in una crescita delle masse gestite e in una maggiore disponibilità dei prodotti in entrambi i mercati.
“Per quanto riguarda gli Etf A-share, o quelli esposti alle A-Shares, questo nuovo collegamento fornirà un canale di accesso più ampio al mercato delle A-Shares, grazie appunto all’espansione possibile verso i titoli quotati sulla Borsa di Shenzhen.

Di conseguenza, gli Etf potrebbero potenzialmente ridurre la loro attuale dipendenza dalle loro quote QFII / RQFII. Tuttavia, la loro capacità di farlo sarebbe comunque vincolata dagli accordi previsti col governo”.
Avere più possibilità di accesso alle A-Shares, infatti, potrebbe intensificare la concorrenza e in ultima analisi, potrebbe servire a ridurre i costi di negoziazione, nonché le spese di gestione per questo tipo di Etf.
Questo, a sua volta, potrebbe potenzialmente fare pressione sulle commissioni dei prodotti con esposizioni simili.
Con il nuovo canale d’investimento verso la Shenzhen Stock Exchange, i titoli azionari presenti anche sotto forma di H-shares, attualmente 90 titoli, saranno a disposizione degli investitori sia a Hong Kong che in Cina.

Intuitivamente, questo dovrebbe contribuire a ridurre le differenze di prezzo tra i due mercati per queste azioni.
“Nel complesso, accogliamo con favore l'introduzione del Shenzhen-Hong Kong Stock Connect e l’inclusione degli Etf come titoli ammissibili nell’ambito dei programmi di collegamento, soprattutto dal momento che ciò potrebbe portare dei benefici agli investitori”, conclude l’analista.
Di Valerio Baselli
Autore: Morningstar Fonte: News Trend Online

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