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giovedì 11 agosto 2016

ENI poco aiutato dal positivo newsflow, ma i broker dicono buy


Tra le blue chips che oggi non riescono a sintonizzarsi con l'andamento positivo di Piazza Affari troviamo ENI che perde terreno per la terza seduta consecutiva. Il titolo, dopo aver chiuso la giornata di ieri con un calo dello 0,3%, quest'oggi si muove sostanzialmente allo stesso modo, passando di mano a 13,43 euro, con un ribasso dello 0,59% e bassi volumi di scambio visto che fino ad ora sono transitate sul mercato oltre 6 milioni di azioni, rispetto alla media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 17 milioni di pezzi.

Approvati in Egitto accordi di esplorazione e perforazione

ENI è frenato dalla negativa espressa dal petrolio nelle ultime ore che si è riportato al di sotto dei 42 dollari al barile, mantenendo al momento un andamento stabile dopo la flessione della vigilia.
Il titolo non riesce a trovare sostegno in alcune buone notizie arrivate da più parti, a partire dall'Egitto dove il Governo ha approvato cinque accordi di esplorazione e perforazione per gas e greggio con alcuni gruppi stranieri in vista del voto finale del Parlamento.


Quattro degli accordi riguardano il gas e sono tra l'egiziana Egas ed ENI, BP, Totale ed Edison, mentre un quinto accordo è relativo a gas e greggio ed è tra l'egiziana EGPC e una società locale.

Dissequestrati gli impianti del centro oli di Viggiano

In Italia invece arrivano buone notizie dal gip di Potenza che ha disposto il dissequestro degli impianti del centro oli di Viggiano in Val D'agri, bloccato lo scorso 31 marzo nell'ambito dell'inchiesta sul petrolio in Basilicata.


Il gip aveva parzialmente dissequestrato il centro oil a giugno scorso per consentire ad ENI di realizzare lavori di adeguamento nella struttura.

Il commento di Equita SIM

Secondo gli analisti di Equita SIM è difficilmente comunque che il campo possa tornare in produzione prima di fine agosto, in quanto i legali devono prima esaminare il provvedimento ed eventualmente adeguarsi alle richieste.
La produzione è ferma dal 31 marzo scorso in Val D'Agri dove ENI è operatore con il 60,77% di quota di partecipazione.

I volumi in capo alla società del cane a sei zampe erano pari a 60mila barili al giorno. 
In occasione della presentazione dei risultati del secondo trimestre, ENI si attendeva di riprendere la produzione a fine agosto.
La SIM milanese fa notare che l'impatto sui conti della sospensione è stato significativo: includendo anche i fenomeni non ricorrenti nella divisione G&P, ovvero la rinegoziazione dei contratti, la fermata produttiva in Val d’Agri ha ridotto di circa 400mila euro il risultato operativo lordo nel secondo trimestre di quest'anno.
Anche se in linea con le indicazioni di ENI, gli analisti di Equita SIM ritengono che la notizia relativa al dissequestro degli impianti abbia comunque implicazioni positive per il titolo.

Su quest'ultimo la SIM milanese mantiene una view positiva con una raccomandazione "buy" e un prezzo obiettivo a 15,5 euro.

La view di Bca Akros

Indicazioni bullish per ENI arrivano anche da Banca Akros che proprio oggi ha ribadito il rating "buy", con un target price a 18 euro. Gli esperti definiscono il titolo attraente non solo per la solida crescita della produzione attesa per i prossimi anni, ma anche per i buoni risultati relativi al processo di ristrutturazione nelle attività mid/downstream, senza dimenticare i possibili aggiornamenti sul programma di cessioni e il rendimento offerto dal titolo.


Fonte: News Trend Online

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