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lunedì 29 agosto 2016

Come investire su mercati che non danno certezze?


Stabilità senza certezze. Questa l'idea che PIMCO ha della situazione sui mercati attuali. In realtà quello che si prospetta di fronte agli occhi degli analisti altro non è che un andamento economico mediocre, appesantito anche da prospettive circa le strategie sempre più deboli messe in campo dalle banche centrali.

Nessuna recessione, anche se... 

Per quanto non si possa parlare di recessione, da PIMCO sono comunque scettici sulle possibilità di ripresa globale e anche per questo motivo si preferisce concentrarsi sulla liquidità, anche per poter sfruttare le occasioni offerte dalla volatilità.

Dunque, tra i principali temi di investimento va segnalata la propensione al rischio, ancora presente ma in misura inferiore rispetto al passato a causa di un eccessivo e ingiustificato ottimismo; la preferenza dovrebbe andare, secondo PIMCO ai titoli bancari statunitensi, giudicati più convenienti rispetto all'S&P500 (quindi il rating resta oveweight per questi ultimi mentre si preferisce sottopesare l'azionario europeo), nello specifico i Treasury Inflation-Protected Securities (TIPS) statunitensi suggeriti come strumento per sostituire i bond governativi di alta qualità.

Tra gli altri, in pole position, anche gli MBS on agency, preferiti per il fatto che offrono rendimenti corretti per il rischio. Allargando il focus al panorama globale, gli emergenti vengono visti di buon occhio grazie alla caduta di quegli ostacoli che in precedenza ne zavorravano le performance.

Le conferme

Il giudizio di PIMCO arriva dopo l'analisi della situazione attuale e del sentiment presente sia sul mercato che tra gli investitori: questi ultimi in cerca di di sicurezza e protezione per il proprio capitale, il tutto mentre le banche centrali stanno facendo di tutto per stimolare la propensione al rischio senza però riuscirci effettivamente visto che, sempre come segnalato da Pimco, i parametri relativi alla volatilità implicita sia per azioni che per bond, sono ai minimi storici.

A confermarlo è anche un report di Brian Smith, Senior Vice President U.S. Fixed Income di TCW che fa notare come siano iltre 13.000 i miliardi di dollari di debito globale che scambiano con tassi negativi, una misura di stimolo estrema che, però, non ha dato i risultati sperati visto che la crescita e l'inflazione globali ancora sono latitanti.
Un primo esempio arriverebbe proprio dagli Usa, nazione che per prima ha dato vita alle strategie di Quantitative Easing e che oggi può vantare una disoccupazione al di sotto del 5%; nonostante questo, però, la crescita economica reale e l'inflazione non sono arrivate al 2%. Lo stesso dicasi per le altre aree di intervento come l'Europa con Banca Centrale Europea, il Giappone, con la Bank of Japan e la Gran Bretagna con la Bank of England tutte orientate da diverso tempo verso politiche economiche molto espansive ma che, allo stesso tempo, non hanno dato risultati su crescita e inflazione, mai arrivate a toccare livelli significativi.

La view di PIMCO

Tornando invece al report di PIMCO, la loro view sulle strategie da adottare non vede il ricorso a rendimenti negativi e oro come una strada conveniente da percorrere visto che, come detto, una recessione non è in vista.

Meglio restare ancora sull'azionario con una modesta propensione al rischio visto che i rendimenti bassi saranno la normalità del futuro, tassi bassi, dunque, che rendono interessante anche un'altra categoria di investimenti, i REIT (Real Estate Investment Trust). Per quanto riguarda le esposizioni valutarie, dal report si evince un approccio definito "più tattico verso un paniere di valute legate alle materie prime e con rendimenti più elevati rispetto a un paniere di valute asiatiche”.
Resta comunque sempre valido il consiglio di sfruttare strumenti di diversificazione per generare rendimenti appetibili ma soprattutto decorrelati dagli attivi tradizionali.
Fonte: News Trend Online

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