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lunedì 1 agosto 2016

C'è una nuova sfida all'orizzonte per le banche

Banche: croce e delizia del mercato italiano. Se nei giorni scorsi è stata croce oggi, e forse anche nei prossimi giorni, potrebbe essere delizia. Sempre con le eccezioni di rito. 

La situazione della mattinata 

La mattinata si è presentata positiva all’apertura dei mercati e del mese di agosto: Piazza Affari cammina in territorio positivo con +0,5%, come anche il resto d’Europa e per la precisione il Dax di Francoforte a +0,65%, Londra a +0,2% e Parigi a +0,15%
Un cammino che, per quanto incerto, resta comunque spinto, per l’Italia, dal settore bancario, reduce dal respiro di sollievo che hanno portato gli stress test dell’Eba, la cui pubblicazione è arrivata venerdì sera e che ha decretato la promozione di quasi tutte le banche italiane coinvolte, per la precisione 4 su 5 (Intesa, Banco Popolare, Ubi Banca e Unicredit) mentre l’unica respinta è stata Mps.

a favore di quest’ultima, però, è arrivato il salvagente della rappresentato dal via libera della Bce al piano di salvataggio per la banca senese la quale, negli stress test, ha riportato un CET1 a -2,44% in caso di scenario avverso. Per gli altri istituti coinvolti, invece, i numeri sono positivi: si va dal CET1 di Intesa a 10,24% a quello di Banco Popolare al 9,05%, passando per Ubi Banca (8,85%) fino ad arrivare a Unicredit al 7,1%.

I dubbi del presente e le sfide del futuro 

Un ottimismo che però per quest’ultima non corrisponde a un rialzo sul fronte dell’azionario: intorno alle 10, infatti, il titolo registrava un passivo del 5,11%, a differenza di quanto avveniva per gli altri protagonisti.

Intesa , infatti, aveva un attivo dell’1%, Banco Popolare del 3,8%, Ubi banca dello 0,66% ma è Banca Mps la vera star della mattinata con un rialzo che supera il 6,4%, forte proprio del nulla osta per il piano di ristrutturazione. Una situazione che conferma, alla luce di quanto sta accadendo per Mps e Unicredit (a sua volta alle prese con la ristrutturazione in atto e la cessione, oltre che del 10% di Bank Pekao e FinecoBank, anche di altri asset almeno stando ad indiscrezioni di stampa), non solo la forza relativa del giudizio degli stress test fatti dall’Autorità di vigilanza, ma anche l’importanza di quella che sarà la vera sfida per il comparto bancario italiano in primis ma europeo (e mondiale) in generale per il futuro, ovvero la capacità di generare reddito.

Nell’era dei tassi a 0, se non addirittura negativi, assediati dai sempre più numerosi obblighi di copertura oltre che dalle regole stringenti delle autorità europee, gli istituti di credito, nell’immediato futuro potrebbero avere problemi a rafforzare i margini di guadagno o addirittura a mantenerli tali.
Alla luce di questo sarà perciò necessario da una parte, quella delle banche, continuare, come suggeriscono da IG a implementare i il taglio dei costi operativi e lo smaltimento delle sofferenze, dall’altro, quello degli investitori, monitorare i piani industriali proposti e ancora di più, i bilanci presentati.   
Fonte: News Trend Online

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