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martedì 16 agosto 2016

Caro Vecchio continente

Stock europee più care dopo il rimbalzo post-Brexit dei listini. Nel mese di luglio le azioni del Vecchio continente hanno guadagnato il 3,43% (rendimento dell’indice Msci Europe in euro), recuperando parzialmente il passivo di circa il 4,5% accusato nel mese precedente, e ora i prezzi di mercato sono in linea con le valutazioni degli analisti.
Il Morningstar Europe Barometer mostra come tutti i segmenti abbiano realizzato performance positive.
Particolarmente brillanti si sono dimostrate le azioni Small Cap, il cui rendimento è stato superiore al 6%, mentre le stock a larga capitalizzazione sono state costrette a rincorrere. La distinzione per stile di investimento mostra come i titoli value abbiano performato meglio di quelli growth, mentre il risultato più basso è stato realizzato dalle azioni Large Blend (+2,5%).
Figura 1: Rendimenti per stile di investimento

Brillano i tecnologici, male gli energetici

Le maggiori differenze in termini di rendimento si rilevano a livello di settore.

Quello tecnologico ha recuperato circa il 12% grazie al prezioso contributo di titoli come SAP, ARM Holding (spinta dall’annuncio da parte di Softbank di acquistare la società britannica per 24,3 milioni di sterline), ASML Holding e Infineon Technologies che nell’ultimo mese hanno guardagnato rispettivamente il 16,8%, il 45,9%, l’11,9% e il 14,1%.
Bene anche il comparto dei beni di consumo ciclici (+8,4%), che ha beneficiato dell’exploit delle case automobilistiche tedesche come Volkswagen, Daimler e BMW, le cui quotazioni sono salite rispettivamente del 16,2%, 13,6% e 17,1%.
Male, invece, gli energetici che hanno ceduto il 4% a causa dalle vendite sui titoli delle compagnie britanniche come Royal Dutch Shell e BP, che nel periodo considerato hanno perso rispettivamente il 4,2% e il 3,9% (anche se va ricordato che su queste performance pesa il deprezzamento dell’1,3% della sterlina nei confronti dell’euro).
Figura 2: Rendimenti per settore

Valutazioni in ascesa

La risalita dei listini azionari ha reso meno convenienti le valutazioni delle stock europee.

Il mercato, dicono gli analisti, sta scontando le attese per una ripresa della crescita degli utili societari che però non si è ancora concretizzata. Inoltre, le aziende hanno approfittato dei bassi tassi di interesse per finanziare operazioni di buy back che hanno compensato la mancata espansione dei profitti societari.
I settori più a sconto sono quello finanziario e dei servizi alla comunicazione (con un rapporto Prezzo/Fair value medio rispettivamente pari a 0,76 e 0,93), mentre i titoli energetici e delle materie prime presentano le valutazioni più alte.
Figura 3: Le valutazioni dei settori
Di Fernando Luque
Autore: Morningstar Fonte: News Trend Online

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