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mercoledì 3 agosto 2016

Breakout e Intesa SanPaolo


Gli strumenti finanziari a disposizione di ogni trader sono paragonabili a un vero e proprio arsenale, armi finanziarie capaci di creare grossi danni, immani devastazioni ma anche di assicurare veloci e schiaccianti vittorie. Non è forse il trading una battaglia continua contro il proprio Ego, contro la controparte che ci vende il titolo oggetto della nostra analisi?

Il trader ha a disposizione innumerevoli strumenti finanziari, conoscere gli strumenti sui quali si vuole operare è fondamentale, prima ancora di iniziare a discutere delle tecniche operative, anche perché ogni strumento finanziario ha caratteristiche uniche.

Un intermediario potrà poi trasformare delle idee di trading in operazioni vere e proprie. Esistono diverse tipologie di direzione dei prezzi, alcune  sono scontate:
  • Direzione rialzista
  • Direzione ribassista
  • Direzione laterale
Altre direzioni sono meno considerate ma ugualmente fondamentali:
  • Direzione immaginata
  • Direzione sperata
E, a volte:
  • Direzione supplicata
Tutte le direzioni dei prezzi hanno, inevitabilmente, a che fare con i breakout.
Un breakout, in Analisi Tecnica, è una rottura di un livello tecnico.
I breakout possono essere:
  • di continuazione del trend;
  • di inversione del trend.
breakout di continuazione, come lascia intendere il nome, consentono ai prezzi di riprendere la loro direzione originaria dopo una congestione.
breakout di inversione, consentono ai prezzi di muoversi in direzione opposta a quella di provenienza.
In un trend definito e rialzista i breakout sono la norma, è ovvio dato che i prezzi crescono senza interessare la precedente area di congestione.

Emerge la necessità di individuare il cambiamento qualitativo del trend.
Anche perché non è stata ancora introdotta la tipologia di breakout più diffusa: il falso breakout.

E di falsi breakout il trader deve imparare a nutrirsi o diverrà esso stesso cibo. Ne è un perfetto esempio l’indice FTSE MIB di questa settimana che ora veleggia a quota 16.000 dopo aver, solo 2 giorni fa, testato e superato quota 17.000

Ma andiamo con ordine.
Dopo l’affare “brexit” con il tracollo dell’indice fino a quota 15.000 (da 18.000) è iniziato un pericoloso rimbalzo con target naturale, se mi consentite il termine, posto sui livelli pre brexit, recuperati peraltro da tutti i mercati finanziari eccezion fatta per il nostro. Per ben 14 sessioni i prezzi hanno lateralizzato con una volatilità bassa e una direzionalità inesistente, a patto di voler escludere dal novero delle direzioni la lateralità perfetta.
Poi, il 1 agosto, un’apertura a razzo, il superamento di 17100 e una chiusura sui minimi in prossimità di 16.500. Il giorno dopo un ulteriore affondo fino quasi a quota 16.000. Più di 1.000 punti di escursione in 2 soli giorni.

E’ quello che possiamo definire un falso breakout.

Dunque, quale lezione portare a casa? Innanzitutto questo non è mercato da breakout ma da swing trading, si comprano gli eccessi negativi più che le forzature al rialzo. E questo perché il trend non è rialzista giocoforza.

Poi, la più timida ma importante delle lezioni. Qualunque sia il livello tecnico che si sta monitorando il tempo ha un suo ruolo fondamentale, se un livello vede i prezzi consolidarsi per troppe sessioni significa solo che c’è grande indecisione. E dove c’è indecisione c’è sempre una battaglia da combattere. Un mercato potenzialmente ancora isterico nei movimenti può, facilmente, recuperare tutto e forzare nuovamente i 17.000 punti ma una cosa è certa, chi insegue il mercato con stop inadeguati alla volatilità e direzionalità che stiamo, è il caso di dirlo, sopportando, viene triturato vivo.

Stoppato sui minimi, e più volte.

E se dunque ambiente swing dev’essere tanto vale essere preparati, pianificare qualche trade e osservare in agguato i titoli che si dirigono velocemente sui supporti chiave, pronti ad operare in swing trading perché, le evidenze lo rendono chiaro, questo non è mercato da breakout, ma da swing trading. Da non confondere con l’operatività controtrend in senso stretto…

A CACCIA DI OCCASIONI
In questa particolare fase la pianificazione è d’obbligo. Occorre individuare i livelli chiave dei titoli, analizzare gli strumenti adatti al livello atteso e poi decidere quando colpire. Il timing è tutto in mercati volatili, ma senza una preventiva pianificazione quando giunge il momento si è impossibilitati ad entrare consapevolmente.

A partire da questo numero farò i raggi X a un titolo che potenzialmente ha una situazione tecnica esplosiva o quantomeno interessante. Proporrò i 2
o più prodotti più interessanti da seguire, Bonus cap, Reverse o Top Bonus.
Inizio, ovviamente, da un bancario, tartassato ma con i piedi ben fuori dalla fossa almeno per il momento.

Intesa San Paolo
In pieno trend ribassista ha 2 livelli chiave importanti, 1,5 dove ha già reagito una volta e 2 euro, livello di resistenza che deve essere validato in chiusura. Se i prezzi tornassero fino a 1,5 si assisterebbe a un potenziale doppio minimo da manuale, mente il superamento di quota 2 interromperebbe un canale ribassista ben delineato che dura da diversi mesi e che mantiene ancora il titolo in un quadro ribassista. Qui 2 cose devono succedere per poter pianificare un trade:
  1. i prezzi fuoriescono da 2 euro con decisione interrompendo il canale
  2. un eccesso ribassista porta le quotazioni a ridosso di 1,5 e si opera in swing trading
A dire il vero ci sarebbe anche una terza possibilità, il lavoro del tempo che crea e mantiene una lateralizzazione, ma appare uno scenario assai improbabile data la precedente lateralizzazione dell’indice.
Quindi con quali prodotti operare? Diamo un’occhiata.
http://www.investimenti.unicredit.it/
Vado nella sezione BONUS CERTIFICATES e ricerco Intesa San Paolo.
In effetti il focus merita. Ci sono molti prodotti interessanti.

Per prima cosa elimino il reverse che è fuori mercato ci sono 4 bonus cap ancora attivi, con barriera integra, e ben 6 top bonus, in parte sotto la barriera, in parte sopra. Con il titolo a 1,83 occorre fare delle scelte di campo. Quanto si vuole rischiare?

Direi poco perché la fase attuale impone, come già detto, un’operatività in swing trading e prendere un buon minimo non è facile.
Il primo prodotto che seleziono è DE000HV4BFW8 un Bonus Cap dalle caratteristiche interessanti.
Quota 88,7, barriera a 1,4688 (19,83%) ha un bonus a 110 (25% circa) e una scadenza il 13-12-16 (83% su base annua di rendimento). A dir poco esplosivo.

Lo stesso prodotto c’è con scadenza il 12-12-17 ma non ha lo stesso profilo di rendimento calcolato su base annua. Ecco perché preferisco la scadenza corta in questo caso. E’ un prodotto buono sia sulla forza che sulla debolezza, il livello di barriera è da cardiopalma essendo appena sotto il supporto chiave. Ma quando mai è stato facile fare trading? Beh, a volte capita anche questo, ma non viviamo quei giorni ora.

Il secondo prodotto che seleziono è DE000HV4BKX6 questa volta un Top Bonus con barriera da validare a scadenza quindi.
Quota 88,95, barriera a 1,5078 (17,52%) ha un bonus a 118 (33,3%) e una scadenza il 15-12-17 (23,4% di rendimento su base annua).
Molto meno performante del precedente, ma ha il vantaggio di una scadenza lunga che dovrebbe far superare il picco di crisi del settore bancario e una struttura che valida la barriera solo a scadenza. Emesso quando il titolo quotava 2,154 si può comprare ben sotto i 100.
Non esiste lo stesso prodotto con scadenza diversa, gli altri top bonus sono meno interessanti per la situazione tecnica attuale, hanno prezzi di barriera non adeguata a questa fase.

Questi due prodotti sono quindi da mettere in osservazione. A ogni trader la decisione di quando comprare, con quanto denaro e soprattutto se comperare. Ma se Intesa Sanpaolo entra in osservazione, questi sono i prodotti da seguire. Il primo della serie “no pain, no gain”, il secondo più strategico, a patto che si consideri questa fase superabile in circa 15 mesi.
Non è sbagliato prenderli entrambi con pesi adatti alla propria propensione al rischio.
 
L’ANGOLO ZEN
Pagina Tradepedia Zen su Facebook: https://www.facebook.com/Lo-Zen-e-la-V ia-del-Trader-Samurai-1507943786185653/?ref=hl
 
Una riflessione sul percorso da compiere per diventare Trader o, comunque, sopravvivere ai mutevoli venti dei mercati finanziari. Comparsa sulla pagina FB di Traderpedia come commento a un post e capace, in poche parole, di evidenziare l’importanza della conoscenza apparentemente inutile, non funzionale al trading, ma in realtà importantissima. La conoscenza della storia finanziaria.

Quanti di voi possono dire di poter lavorare grazie agli studi di Latino/Greco o di Storia/Filosofia fatti al Liceo? E' ovvio che a meno di non essere diventati latinisti o insegnanti di storia, difficilmente ciò è successo. Però lo studiare quelle materie ci ha formato e resi in grado di poter pensare, ragionare ovvero di poter indagare il mondo e trovarne regole/mestieri/opportunità. […] I mercati sono mutevoli e ciò che funziona oggi ed ha funzionato per i precedenti 5 anni potrebbe non funzionare più per i prossimi 5 anni, oppure funzionare in modo diverso. Una mente che si adatta riesce a sopravvivere, una mente che ha imparato un metodo e basta non potrà che fare male. […]
 
Commento:
Nel trading occorre preparare la mente al mutamento atteso.
 
LO ZEN E LA VIA DEL TRADER SAMURAI è disponibile in formato cartaceo. Se volete chiederne una copia una mail a traderpedia@gmail.com
Per informazioni collegatevi al nuovo portale www.professionetrader.com
 
 VARIE
1) Il gruppo FB che amministro, Traderpedia - Gruppo di discussione sul trading è stato creato per discutere di analisi tecnica e di questa rubrica. Iscrivetevi se volete aggiornamenti della rubrica in real time o se semplicemente volete discutere di analisi tecnica, siamo già 5.020 https://www.facebook.com/groups/traderpedia/
Autore: Stefano Fanton

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