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mercoledì 3 agosto 2016

Attenzione alle false buone occasioni

Sotto la lente questa settimana un’emissione caratterizzata dall’ISIN IT0004655533. L’obbligazione è stata emessa nel novembre 2010, scade l’8 novembre 2024, ha quindi una vita residua di poco più di 8 anni, paga una cedola lorda annuale del 4,50%, ha taglio minimo 1000 euro ed è quotata al MOT in quanto destinata al pubblico indistinto.
Non ha gradi di subordinazione, è quindi un’obbligazione senior e il suo rating è investment grade da parte di tutte e tre le principali agenzie (BBB- da Fitch e S&P, Baa3 da Moody’s).
Il grafico del prezzo dell’obbligazione dimostra una certa stabilità nel tempo, il suo prezzo oscilla ormai da tempo nel range 103-107 con volumi in verità non entusiasmanti ma comunque sufficienti per una operatività retail sul MOT (grafico fonte Bloomberg).
L’ultimo scambio di lunedì 1/8 è a 105,48 che corrisponde ad un rendimento a scadenza del 3,71% lordo.

Un rendimento di tutto rispetto se pensiamo che un BTP di pari scadenza con un rating solo di poco migliore ha un rendimento lordo attorno allo 0,95%.
A prima vista quindi sembrerebbe un’obbligazione da consigliare senza riserve. Tuttavia un problema c’è, ed è nascosto nelle pieghe del regolamento.
Questa obbligazione, a partire dal novembre di quest’anno, diventa richiamabile dall’emittente al prezzo di 100.
Dexia Crediop ha quindi la facoltà di rimborsare tutti i sottoscrittori semplicemente corrispondendo il valore nominale + la cedola dell’anno in corso. La prima data di richiamo è il giorno 8/11/2016 e successivamente ogni anno l’8/11 con preavviso di 10 giorni.
Calcoliamo dunque il rischio a cui va incontro chi acquista oggi l’obbligazione: paga oggi 108,79 (105,48 + rateo 3,31) e potrebbe essere richiamato a 104,50 (100+cedola) a novembre, con una perdita di oltre 4 punti in poco più di 3 mesi.
E’ vero che l’emittente non ha l’obbligo di richiamare, ma non è affatto infrequente il caso di richiami anticipati.

Stante quindi il prezzo di scambio, sembrerebbe che il mercato consideri poco probabile l’ipotesi di richiamo anticipato. Dal momento che il mercato è fatto per lo più da piccoli trader e investitori, è probabile che non tutti abbiano letto con attenzione il prospetto informativo (o che sottostimino il rischio di richiamo).
È opportuno quindi rivalutare la situazione di questo bond subito dopo l’8 novembre, quando ci sarà di fronte un anno prima della successiva data di richiamo.
Di Gianni Lupotto
ALFA Consulenza Finanziaria
Autore: ItForum Fonte: News Trend Online

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