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martedì 30 agosto 2016

5 Buy per chi vuole sfruttare i colossi del web


La pubblicità online è la nuova frontiera? Una cosa è certa: i canali tradizionali della comunicazione (radio e ancora di più TV) sono in crisi, quindi tutti corrono sul web. 

Alphabet Inc 's (NASDAQ: GOOGL , NASDAQ: GOOG )

Il mercato della pubblicità su Internet è governato da un gigante, Google il quale, approfittando della sua posizione di leader (praticamente la metà delle quote è sua) è riuscito anche a centrare perfettamente quella migrazione verso il mobile che lo ha reso praticamente invincibile.

Ad aiutarlo è stata soprattutto la popolare Google Maps appche fornisce non solo indicazioni stradali ma anche informazioni su locali e luoghi di incontro, il che ha permesso al padre di tutti i motori di ricerca di fidelizzare utenti di tutte le fasce d'età. Per questo motivo, come fa notare Ryan Fuhrmann, gli inserzionisti sono disposti a sborsare somme impressionanti anche per lo sfruttamento delle "parole chiave" che meglio possano assicurare il posizionamento all'interno delle ricerche.

Ottimi risultati si sono avuti anche sul fronte delle vendite che nel secondo trimestre hanno visto un aumento del 20% a 21.5 miliardi di dollari, rendendo il rapporto prezzo-utili attualmente a 19 un rapporto piuttosto accettabile viste le potenzialità di crescita futua del titolo.

Facebook Inc (NASDAQ: FB)

Se da un lato Google padroneggia la metà del mercato, dall'altro è Fb il secondo del settore della pubblicità digitale.

In realtà la sua quota si aggira intorno al 14% ma è anche vero che nessun altro può avvicinarsi a questa cifra. Il punto di forza del titolo, secondo l'analisi, è che il tasso di crescita del padre dei social, è più alto rispetto a Google ma anche il suo P/E di circa 25.
Sbarcato a Wall Street a maggio del 2012 con una quotazione di 38 dollari per azione, da allora ha più che triplicato il proprio valore, un aumento che parallelamente si visto anche nei conti dell'ultimo trimestre con un +59% sul fatturato e utili quasi triplicati, mentre gli utenti sono arrivati a 1,7 miliardi di unità.

Microsoft Corporation (NASDAQ: MSFT)

Per il titolo della società a suo tempo creata da Bill Gates si parla di un 4,5% di quote del mercato pubblicitario digitale, un nulla rispetto a Google ma comunque sia sempre il terzo posto della classifica, cifra che, fa notare Fuhrmann, potrebbe essere incrementata grazie all'apporto di LinkedIn Corp (NYSE: LNKD ), il nono più grande inserzionista digitale, recentemente coptato da Microsoft.

Il suo motore di ricerca, Bing è cresciuto in modo convincente negli ultimi anni soprattutto considerando lo strapotere di Google, ma il lato negativo è rappresentato dal fatto che la crescita misurata al di fuori delle acquisizioni non è incisiva sul lungo periodo.

Verizon Communications Inc.
(VZ)

In realtà nasce come gestore di telefonia, ma recentemente ha deciso di orientare il suo business anche verso l'advertising con l'acquisizione di AOL, a sua volta specializzato nella creazione di contenuti e sesto player del segmento con una quota di mercato totale del 2%. Interessante anche l'annuncio fatto da Verizon di una possibile acquisizione di Yahoo ! La cui quota di mercato è al 4,4%.

Il motivo è da ricercarsi nel fatto che la sincronia tra Yahoo! E AOL permetterà a Verizon di arrivare a occupare il terzo posto scalzando la coppia Microsoft/LinkedIn.

Twitter Inc (NYSE: TWTR)

Quinto player con la suo quota del 2,2%, unica consolazione per chi vede fortune alterne: come fa notare Fuhrmann, Twitter ha registrato una crescita di tutto rispetto nel secondo trimestre con ricavi del 20% in aumento ma continua altresì a registrare a vedere un progressivo rallentamento della crescita soprattutto sul fronte degli utenti oltre al fatto che le alte aspettative che si erano poste sul titolo sono state fortemente deluse, il che rende il suo P/E a 32 troppo alto ma adeguato qualora si volesse inquadrare il titolo come una possibile preda in caso di acquisizione da parte di terzi.

Ciò che invece risulta particolarmente positivo è il fatto che l'89% della sua pubblicità deriva da mobile.

Fonte: News Trend Online

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