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mercoledì 17 agosto 2016

3 dividendi oltre il 4% e a prova di... tutto


I dividendi sono garanzia di reddito? A volte, soprattutto se riescono a sopravvivere alla tempesta e alla concorrenza. O a tutte e due. 

Chevron (NYSE: CVX)

Non si può negare che la società e tutte le altre aziende del settore abbiano attraversato una delle peggiori tempeste del secolo.
A peggiorare le cose, il fatto che questa crisi è arrivata dopo un lungo periodo di investimenti che si sperava di recuperare con la realizzazione, in futuro, delle vendite di un petrolio che, invece, ha visto le sue quotazioni crollare. La scelta per riuscire a salvare la situazione, è stata difficile perché la società si è trovata costretta a tagliare tutti i tipi di spesa e tutti i costi, investimenti compresi.

Il risultato sono conti che sul secondo trimestre del 2016 hanno visto la seconda società statunitense chiudere con una perdita di 1,47 miliardi di dollari, rispetto all'attivo di 571 milioni del 2015, un numero che nasce per lo più dal peso degli oneri per 2,8 miliardi di dollari e soprattutto dal crollo delle attività downstream del 57% a 1,28 miliardi.
Numeri che fanno riflettere ma secondo l'analisi di Tyler Crowe, fa riflettere ancora di più, e in positivo, il fatto che si sia riusciti a salvaguardare la cedola, in crescita trentennale e che attualmente cede il 4,17%, grazie a un bilancio estremamente sano prima della crisi e a una gestione attiva, durante.

Brookfield Infrastructure Partners (NYSE: BIP)

Il punto di forza della soietà, secondo l'analisi di Crowe, è il portafoglio particolarmente diversificato che va dalle linee di trasmissione elettriche agli oleodotti alle linee ferroviarie.

Oltre a questo il report evidenzia i vantaggi non solo di una ampia rete a livello geografico ma anche il fatto che il 90% delle entrate della società deriva da contratti a lungo termine e da business regolamentati, tipico delle utilities, settore di riferimento di Brookfield Infrastructure Partners, il che permette, per chiunque cercasse reddito, di avere ben poche preoccupazioni sui prezzi della concorrenza.
Inoltre un'ulteriore certezza arriva dal fatto che l'azienda ha deciso per una politica di payout piuttosto conservativa. Oggi, l'azienda paga solo il 65% capitale il che offre spazio di manovra nel caso in cui la società dovesse avere difficoltà di sorta. Grazie a tutto questo è facile capire come si arrivi a un rendimento del 4,7%.

Verizon Communications (NYSE: VZ)

Come fa notare Crowe, uno dei vantaggi di essere il più grande fornitore di telecomunicazioni degli Stati Uniti, cosa di cui si può vantare Verizon è quello di poter gestire piuttosto serenamente i prezzi ovvero diminuirli riuscendo a reggere la differenza delle tariffe oppure aumentarli senza temere troppo di cederli alla concorrenza.

Un esperimento che ha avuto la sua dimostrazione recentemente ovvero quando Verizon ha registrato un aumento dei suoi abbonati nonostante le offerte della concorrenza e la pressione sui prezzi. Anche per questo, oltre che per il suo cash flow solido e il suo payout al 61%, Crowe considera il suo dividend yield del 4,2% come interessante oltre che sostenibile nel tempo. 
Fonte: News Trend Online

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