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lunedì 25 luglio 2016

Weekly Economic Monitor

Il punto
Riunione del tutto interlocutoria per il Consiglio Direttivo BCE. Serve ancora un po’ di tempo per valutare la situazione: il referendum inglese non ha portato ad alcun restringimento delle condizioni finanziarie, né a impatti repentini sulla domanda interna britannica. La situazione sarà riesaminata con maggiore attenzione a settembre.
 
Il FOMC alla ricerca del tasso di interesse neutrale: bersaglio mobile?
La riunione del FOMC del 27 luglio dovrebbe concludersi con tassi invariati e una valutazione in miglioramento della ripresa. Il comunicato dovrebbe mantenere un atteggiamento di cautela, pur ripetendo che il Comitato si aspetta ulteriori graduali rialzi dei tassi.
Se le condizioni economiche e finanziarie globali resteranno stabili nei prossimi mesi, l’evoluzione dei dati americani dovrebbe convalidare le stime del FOMC che prevedono il proseguimento di un sentiero dei tassi in rialzo molto graduale. Prevediamo un modesto rialzo dell’inflazione, espansione intorno a 150 mila nuovi occupati al mese e crescita moderata sostenuta da consumi, costruzioni residenziali e da una stabilizzazione dell’attività nel manifatturiero.
In questo quadro, in assenza di shock esogeni significativi e di ampi movimenti sul dollaro, riteniamo che il FOMC possa considerare un rialzo a settembre. Un messaggio in questo senso potrebbe essere trasmesso in modo velato nel comunicato, ma in modo più chiaro nei verbali e possibilmente in occasione dell’intervento di Yellen a Jackson Hole.
Per quanto riguarda il sentiero dei tassi nel medio termine, tuttavia, l’incertezza sulla stima del tasso di interesse neutrale indurrà il Comitato a muoversi con estrema cautela, e a preferire il rischio di agire troppo tardi piuttosto che troppo presto.
 
I market mover della settimana
Nell’area euro, le indagini IFO, Commissione UE e Istat completeranno il quadro per il mese di luglio e forniranno qualche informazione in più sull’effetto Brexit. Non è esclusa una reazione ampia sulle attese ma quel che conta è che il pessimismo non si traduca in un calo anche degli indicatori di domanda e condizioni correnti. Le stime preliminare sul PIL nei mesi primaverili dovrebbero mostrare un rallentamento della crescita euro zona a 0,3% t/t dal +0,6%t/t di inizio anno, gonfiato da fattori di calendario e stagionali inusuali. In Francia, il PIL dovrebbe aver frenato anche di più che nella media area euro: a 0,2%t/t da 0,6%t/t, in Spagna il PIL è visto moderare a 0,6% t/t da 0,8% t/t un ritmo ancora assai solido. Le stime preliminari dovrebbero mostrare l’inflazione stabile nella media area euro (+0,1%) e in Spagna (-0,9%) e in lieve aumento in Germania (0,3% da 0,2%), Francia (0,5% da 0,3%) e Italia (-0,1% da -0,2%). Le vendite al dettaglio sono attese ancora in crescita a giugno in Germania (+0,5% m/m dopo +0,7% m/m) ma pressoché stabili in Francia. La dinamica degli aggregati creditizi dovrebbe riaccelerare.
La settimana ha molti dati ed eventi di rilievo negli Stati Uniti. Il focus sarà sulla riunione del FOMC che dovrebbe concludersi con una valutazione positiva della ripresa USA ma con segnali di cautela per i rischi globali. Sul fronte dei dati di giugno, le vendite di case nuove dovrebbero risalire, gli ordini di beni durevoli sono previsti in calo, il deficit commerciale dei beni dovrebbe essere stabile. La stima advance del PIL del 2° trimestre dovrebbe mostrare un’accelerazione della crescita a 2,6% t/t ann., da 1,1% t/t ann. del 1° trimestre.
Autore: Intesa Sanpaolo Studi E Ricerche

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