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lunedì 4 luglio 2016

Un rendimento proprio Bonus

Redazione Websim

venerdì 1 luglio 2016
La svolta manageriale a Unicredit è arrivata con la nomina del nuovo Ceo, il francese Jean-Pierre Mustier, scelto all’unanimità da un consiglio di amministrazione convocato in via straordinaria.
 
Cinquantaquattro anni, laureato all’Ecole Polytechnique di Parigi, Mustier (nella foto)  ha fama di essere un eccellente manager con vasta esperienza internazionale,  in più conosce bene Unicredit, dove ha guidato per tre anni, d al 2011 al 2014, la divisione Corporate & Investment Banking. In precedenza aveva lavorato a lungo a Société Générale, sempre come responsabile del Corporate & Investment Banking.
 
Con la nomina di Mustier, viene meno uno degli elementi di incertezza che ha più danneggiato le quotazioni di  Unicredit [CRDI.MI] negli ultimi mesi, da quando sono incominciate a circolare le indiscrezioni sulla possibile uscita del precedente Ceo, Federico Ghizzoni.
 
Anche in previsione della imminente soluzione dell’assetto di vertice della banca, la settimana scorsa avevamo indicato l’opportunità di investire su Unicredit  comprando il Certificate Bonus Cap di Banca Imi con sottostante l’azione Unicredit. Questo strumento ha codice Isin XS1428019738 [XS801973.MI].  

E' un’idea di investimento che ribadiamo alla luce delle ultime novità che lo rendono ancora più interessante.
 
Il prezzo. Con il terremoto Brexit che ha squassato i mercati, Unicredit ha perso il 31% in tre giornate di Borsa, scendendo al nuovo minimo storico di 1,879 euro, salvo risalire fin oltre i 2 euro, comunque sempre sopra la barriera del certificate, fissata a 1,7794 euro. 

Ricordiamo che si tratta di una barriera di tipo europeo, il che vuole dire  che se  durante l'arco di vita del prodotto la quotazione di Borsa di Unicredit dovesse scendere sotto la barriera,  il certificate non ne avrebbe alcun danno e conserverebbe intatte le sue potenzialità e il suo bonus.
Quello che conta è la quotazione al giorno di rilevazione, fissato il 7 giugno 2017.
 
Il rendimento. 
Scendendo il prezzo di Unicredit, sono scese anche le quotazioni del certificate che oggi vale intorno a 830 euro. Emesso il 9 giugno scorso a un prezzo unitario di 1.000 euro, il certificate verrà rimborsato a 1.188 euro nel giugno 2017, il che vuole dire che acquistando oggi si punta a un rendimento del  43% in un anno.
 
Aumento di capitale e rischio barriera. 
Con la brusca discesa  di questi giorni, la quotazione di Unicredit si è portata a una distanza minima dalla barriera (7,3%).  E ’ parere unanime degli analisti che le quotazioni siano arrivate oggi a livelli che scontano tutto il peggio possibile. Da inizio anno Unicredit ha perso il 63% con una performance decisamente peggiore delle concorrenti europee: in Italia, Intesa ha perso il 48%, in Germania Deutsche Bank -45% e Commerzbank  -40%, in  Francia Société Générale -34%.

Ribadiamo qui quello che abbiamo già scritto la settimana scorsa: il problema di Unicredit [CRDI.MI], per come lo percepisce il mercato, è una  bassa dotazione di capitale rispetto ai requisiti della Bce. I risultati al 31 marzo scorso hanno evidenziato un Common Equity Tier 1 “fully loaded” stabile al 10,85%, solo di poco superiore al minimo richiesto dalla Bce entro il 2018, pari al 10,75%.

Misurato sul multiplo più usato in questo periodo per valutare le banche, il P/TE, Unicredit è scambiata in Borsa a forte sconto rispetto ai concorrenti. La sigla P/TE sta per rapporto fra Prezzo di Borsa e Tangible Equity, ovvero il patrimonio netto depurato degli attivi “intangibili”, come l’avviamento. Unicredit vale solo 0,25 volte il P/TE, molto meno delle banche comparabili: tanto per dare un’idea, Intesa è scambiata a 0,65 volte il Tangible Equity.

Una valutazione così bassa rispecchia la convinzione che per adeguare il patrimonio la banca dovrà ricapitalizzare: insomma, la Borsa dà già per scontato un aumento di capitale di entità compresa fra 5 e 10 miliardi di euro.
 
Se un’operazione di questo tipo verrà avviata nei prossimi 12 mesi, si sa che le quotazioni di Borsa ne risentiranno per il semplice effetto della diluizione (più azioni in circolazione). A quel punto aumenta il rischio barriera?
 
Lo abbiamo chiesto a Banca Imi che ci ha dato al seguente risposta: “La barriera in caso di aumenti di capitale viene rettificata per tenere conto dell’emissione di nuove azioni. Nell’ipotesi di eventi straordinari, come gli aumenti di capitale, si procederà a rettificare il valore del “Valore di Riferimento Iniziale” del Certificate e, conseguentemente, anche il Livello Barriera, che sarà calcolato come il 70% del nuovo strike rettificato.

Nell’ipotesi di aumenti di capitale i nuovi valori di Strike Iniziale e Livello Barriera saranno resi noti mediante Avviso pubblicato sulla paginahttps://www.bancaimi.prodottiequotazioni.com/Prodotti-e-Quotazioni/Pagina-di-dettaglio/XS1428019738 nella sezione Documentazione”.

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