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giovedì 28 luglio 2016

Tokyo scivola con le Banche centrali (Nikkei 225 -1,13%). In Asia guadagna solo Sydney (+0,31%)


Dopo la seduta constrastata di Wall Street mercoledì (dei tre principali indici Usa solo il Nasdaq ha chiuso in positivo, guadagnando lo 0,58%), alla riapertura dei mercati l'Asia si è mossa prevalentemente in negativo appesantita da Tokyo. Gli investitori puntano lo sguardo sul meeting di due giorni della Bank of Japan e sulle misure che l'istituto centrale comunicherà venerdì.
Mercoledì la stampa nipponica ha riportato dichiarazioni del premier Shinzo Abe, secondo cui il nuovo piano di stimolo dovrebbe ammontare a 28.000 miliardi di yen (241 miliardi di euro). Intanto la Federal Reserve ha lasciato come previsto invariati i tassi d'interesse ribadendo il suo approccio a un graduale aumento, nonostante abbia riconosciuto che i rischi per l'economia Usa sono diminuiti.

Il risultato è stato un ulteriore indebolimento del dollaro. Il Bloomberg Dollar Spot Index, che monitora la divisa Usa nei confronti delle dieci altre principali monete, è in calo dello 0,30% dopo avere perso lo 0,40% nelle due precedenti sedute. Lo yen ha invece recuperato il terreno perso mercoledì e questo ha contribuito alla performance negativa di Tokyo.
A fine seduta il Nikkei 225 ha perso l'1,13% (performance simile per l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dell'1,11%). A Seoul, il Kospi ha invece limitato allo 0,20% il suo declino.
La seduta è complessivamente di tono negativo per l'Asia ma le perdite degli altri listini sono più ridotte rispetto a Tokyo.

Non a caso l'indice Msci Asia Pacific, Giappone escluso, è anche temporaneamente salito ai massimi dall'agosto dello scorso anno. Dopo il sell-off di mercoledì, a circa un'ora dalla chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi limitano il declino allo 0,20-0,30% mentre è intorno allo 0,70% la flessione dello Shenzhen Composite.
Allineata a Shanghai è anche la performance di Hong Kong, con l'Hang Seng che perde circa lo 0,30% (performance peggiore per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in declino dello 0,70%). Sul fronte delle materie prime, nichel e rame rimbalzano di ben oltre l'1% a Londra, mentre anche i corsi del greggio sono in tono positivo.

E questo sostiene i titoli legati alle materie prime a Sydney: Bhp Billiton sfiora un progresso dell'1% nonostante il colosso minerario abbia comunicato che i suoi profitti d'esercizio potrebbero essere erosi di oltre 1 miliardo di dollari a causa dei costi legati al disastro avvenuto lo scorso autunno in Brasile.
E l'S&P/ASX 200 segna un progresso dello 0,31% al termine della seduta.
(RR)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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