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mercoledì 20 luglio 2016

Sudafrica a tripla A

Gianni Lupotto ALFA Consulenza Finanziaria

martedì 19 luglio 2016

A quasi un mese di distanza dalla Brexit, il mondo dei titoli obbligazionari in euro prosegue la sua corsa verso nuovi record di tassi negativi, apparentemente non risentendo dell’evento che ha cambiato il quadro politico ed economico internazionale. Se un ulteriore rafforzamento del Bund tedesco poteva essere preventivabile essendo il paradigma per eccellenza del titolo obbligazionario risk-free, molto meno prevedibile poteva essere la solida tenuta dei titoli governativi periferici e, soprattutto, dei titoli high yield.

E’ significativo il dato per cui oggi gli indici high yield europei hanno tutti valori maggiori rispetto al 23 giugno; ciò significa che anche i bond high yield rendono meno rispetto a quattro settimane fa e che un maggior rischio, dato da uno scenario più instabile, viene di fatto pagato di meno.
Questo quadro contorto del reddito fisso, per cui si tende a rischiare sempre di più per avere sempre di meno, può essere mitigato volgendo lo sguardo alle obbligazioni in valuta.

Grazie alla presenza di emittenti sovranazionali come la Banca Europea degli Investimenti (BEI) o la Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BIRS) è possibile effettuare investimenti in valuta estera attraverso obbligazioni che godono di un rating “AAA”, il più alto della scala del merito creditizio.

Tra le valute che offrono la possibilità di investire in emittenti risk free con rendimenti elevati per scadenza inferiori ai 3 anni, c’è il Rand Sudafricano. Il grafico EUR/ZAR offre infatti a livello tecnico degli spunti interessanti.



Dal grafico a 3 anni (daily) si può infatti notare come il trend di rafforzamento del Rand nei confronti dell’Euro partito a metà maggio sia stato ulteriormente rafforzato dalla rottura delle medie mobili a 50, 100 e 200 periodi. Inoltre si può notare come i supporti prossimi all’area 16 siano stati rotti. Un possibile ulteriore segnale di conferma del trend in atto potrebbe essere l’incrocio di medie mobili.

Da un punto di vista macro, ricordiamo che il Sudafrica è il paese al mondo più ricco di riserve minerali non-energy (oro, platino, cromo, manganese ecc.) e che per quanto l’impianto economico si stia lentamente spostando verso il settore terziario, il livello dei prezzi delle materie prime ha un impatto assai rilevante sul PIL e conseguentemente sulle dinamiche di apprezzamento/deprezzamento della valuta. Dal picco di metà gennaio in cui il cambio EUR/ZAR ha addirittura superato quota 19 il rand si è apprezzato nei confronti dell’euro di quasi il 20%; nel medesimo periodo l’oro e il platino (con prezzi espressi in dollari) sono cresciuti rispettivamente del 25% e del 33%.

Un altro elemento molto importante che influenza l’andamento del Rand Sudafricano, che lo accomuna alle altre valute emergenti, è il livello dei tassi di interesse USA. La prudenza espressa dalla FED negli ultimi mesi su eventuali rialzi dei tassi, ancora più enfatizzata dopo l’esito del referendum nel Regno Unito, ha contribuito all’apprezzamento del Rand sia nei confronti del dollaro che dell’euro.

Sul MOT e sul ETLX esistono diverse emissioni con scadenze differenti di titoli in ZAR. Rimanendo su orizzonti temporali di breve periodo (meno di tre anni), una soluzione di investimento potrebbe essere rappresentata dal bond emesso dalla BEI con Isin XS0356222173 e scadenza 21/12/2018. Esso prevede il pagamento annuale di una cedola del 9% e a un prezzo di 101,80 ha un rendimento a scadenza del 7,90%.

Il rendimento lordo indicato si ottiene in Rand Sudafricani, il rendimento in EUR dipende dall’andamento futuro del tasso di cambio EUR/ZAR. La vita residua dell’obbligazione è circa 2 anni e mezzo, per cui considerato l’elevato rendimento nominale sarebbe necessaria una svalutazione del Rand di circa il 20% per portare l’operazione in perdita a scadenza.

Il rapporto rischio/rendimento ci pare favorevole, ma come sempre ciascun investitore dovrà soppesare l’opportunità di esporsi a questo investimento ad alto rischio in base alla propria tolleranza al rischio e al suo orizzonte temporale, e sempre all’interno di una ampia diversificazione di portafoglio.

www.alfaconsulenza.it

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