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lunedì 25 luglio 2016

Snam - Il rendimento totale sara' del 10%

Il top manager del colosso di San Donato ha confermato che l' effetto combinato dell' incremento annuo del 5% dell' utile netto e del dividend yield di circa il 5% portera' agli azionisti un ritorno annuo a doppia cifra. A sostenere questi numeri un piano di investimenti da 4,3 miliardi in Italia, risorse che verranno destinate prioritariamente al reverse flow al nord e alla realizzazione del gasdotto Tap. A tal riguardo, Alvera' si e' detto ' non particolarmente preoccupato' per il rischio geopolitico della Turchia, mentre sul gasdotto MidCat lo stesso Ceo ha dichiarato che basterebbero 300 milioni di investimenti per sbloccare 5-6 miliardi di m3/anno di gas che arriverebbe presso la rete francese gestita da Tigf, partecipata da Snam al 40,5 per cento.

In un' intervista pubblicata ieri sul ' Corriere della Sera' Marco Alvera' , amministratore delegato di Snam, ha dichiarato che l' utile netto di Snam crescera' mediamente del 5% l' anno. Sul fronte della politica di remunerazione degli azionisti, il numero uno del gruppo di San Donato ha sottolineato che la cedola crescera' del 2,5% l' anno nei prossimi due anni e che sara' tutta coperta con i flussi di cassa. Considerando che alle quotazioni attuali il dividend yield e' di circa il 5%, il rendimento totale tra parte cash e crescita sara' di circa il 10 per cento. Dalla sua quotazione Snam ha remunerato i suoi soci con un ritorno del 543 per cento. 



Marco Alvera' , amministratore delegato di Snam. Alvera' ha inoltre ricordato che il Piano strategico 2016-2020, presentato lo scorso 29 giugno, prevede investimenti per 4,3 miliardi in Italia per farne un centro strategico nella gestione dei flussi di gas in Europa. Di questi, precisa l' Ad nell’intervista, il 37% sara' destinato al completamento dei due reverse flow a nord (verso Tarvisio e Passo Gries), dello stoccaggio di Bordolano e la dorsale adriatica, e dei 50 km per collegarsi a Tap (Trans Adriatic Pipeline), il gasdotto Italia-Albania-Grecia che connettera' l' Europa ai flussi di gas provenienti dal Mar Caspio. E tutto cio' consentira' a Snam di ' esportare gas stabilmente oltreconfine' entro il 2018. Alvera' non esclude poi la possibilita' di costruire un nuovo rigassificatore, in Italia o all’estero, ma l' investimento non dovra' superare il miliardo e dovra' essere garantito da una compagnia petrolifera o una utility, perche' Snam non si assume il rischio prezzo. Sul fronte delle attivita' oltre confine, il numero uno del colosso infrastrutturale ha dichiarato che basterebbero 300 milioni di investimenti per il tratto Barcellona-Perpignan (MidCat) per sbloccare 5-6 miliardi di metri cubi di gas all’anno e aprire la direttrice Ovest-Est. Il gnl della Spagna arriverebbe cosi' presso la rete francese gestita da Tigf, partecipata da Snam al 40,5 per cento. Alvera' si e' detto ' non particolarmente preoccupato' per il rischio geopolitico della Turchia sul Tap, in quanto tutti i Paesi coinvolti hanno interesse affinche' il gas scorra.

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