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martedì 5 luglio 2016

Report dei mercati

MERCATO USA
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Borsa Usa chiusa lunedì 4 luglio in occasione dell'Independence Day.

MERCATI ASIATICI

Finisce il rally in Asia. Male Sydney e Tokyo, Shanghai in positivo

Prima frenata in una settimana per i mercati asiatici appesantiti dal declino delle materie prime. Il petrolio è in calo di circa l’1% su previsioni degli analisti per un arretramento della domanda a causa del debole outlook economico globale. Il Bloomberg Commodity Index ha perso lo 0,7% rispetto alla chiusura di venerdì, in calo dai massimi delle ultime tre settimane. L’argento, dopo un rally di oltre l’8% nelle ultime due sedute (il più sostenuto in cinque anni), perde quasi il 2% mentre l’oro lascia sul terreno circa mezzo punto percentuale. In flessione del 3% a Londra è invece il nichel dopo avere guadagno il 14% nelle ultime ci nque sessioni. Il risultato è una perdita di circa lo 0,70% per l’indice Msci Asia Pacific, Giappone escluso, che rimane però in progresso di ben oltre il 5% rispetto ai minimi del 23 giugno, in scia alla vittoria dei sostenitori della Brexit al referendum in Gran Bretagna. Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, che monitora la valuta Usa nei confronti delle dieci principali altre monete, è in moderato progresso, mentre l’euro s’indebolisce. Guadagna comunque lo 0,50% sul dollaro Usa lo yen, che spinge in declino Tokyo. Il Nikkei 225, che aveva sfiorato una perdita dell’1% in intraday, limita allo 0,67% la sua flessione in chiusura (leggermente migliore la performance dell’indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,42%). In declino anche Seoul: il Kospi segna una perdita dello 0,27% al termine delle contrattazioni.

Peggiore performance di giornata è però quella di Sydney, mercato parti colarmente sensibile ai corsi delle materie prime. Non aiuta la performance neppure la Reserve Bank of Australia (Rba), che ha lasciato invariati i tassi d’interesse ai minimi di sempre dell’1,75% dopo averli tagliati di 25 punti base nel meeting di maggio per la prima volta in un anno (la precedente riduzione sempre di 25 punti base era stata infatti nel maggio 2015). L’S&P/ASX 200 si attesta quindi su una flessione dell’1,02% al termine delle contrattazioni. In controtendenza, invece, i mercati della Cina continentale. A circa un’ora dalla chiusura lo Shanghai Composite guadagna infatti circa lo 0,50% mentre sono intorno alla parità Shanghai Shenzhen Csi 300 e Shenzhen Composite. Allineata alle perdite generalizzate è invece la piazza di Hong Kong: l’Hang Seng scambia in declino di circa lo 0,70% (performance peggiora per l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per l a Corporate China, in calo intorno all’1%).

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MERCATI EUROPEI
Borse europee negative

Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in ribasso. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,8%, il Cac40 di Parigi lo 0,9%, il Ftse100 di Londra lo 0,2% e l'Ibex35 di Madrid l'1%.

Sul fronte societario ThyssenKrupp -3%. Kepler Cheuvreux ha peggiorato la raccomandazione sul titolo del produttore di acciaio a hold da buy. Bnp Paribas +0,5%. Il gruppo bancario francese ha comunicato di attendersi un guadagno dopo le tasse di 565 milioni di euro nel secondo trimestre dalla cessione della sua quota in Visa Europe.

Hugo Boss -3%. Jefferies ha tagliato il rating sul titolo del gruppo del lusso a hold da buy.

APERTURA MERCATO ITALIANO

Borsa italiana a ridosso della parità: Ftse Mib -0,13%. Bancari in recupero, MPS ancora debole

Il Ftse Mib segna -0,13%, il Ftse Italia All-Share - 0,19%, il Ftse Italia Mid Cap -0,86%, il Ftse Italia Star -0,52%. Mercati azionari europei deboli. DAX -0,9%, CAC 40 -0,8%, FTSE 100 -0,3%, IBEX 35 -0,8%. Future sugli indici azionari americani attualmente in ribasso dello 0,5-0,6 per cento. Ieri Wall Street è rimasta chiusa per festività (Independence Day). Queste le chiusure della seduta di venerdì: S&P 500 +0,19%, Nasdaq Composite +0,41%, Dow Jones Industrial +0,11%. Tokyo negativa con l'indice Nikkei 225 che chiude a -0,67%. Borse cinesi incerte: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a +0,08%, a Hong Kong l'Hang Seng al momento segna -1,4% circa. Euro in recupero sul dollaro, tocca quota 1,1185, massimo dal 24/6. EUR/USD al momento segna 1,1165 circa. Mercati obbligazionari eurozona in divergenza. Il rendimento del Bund decennale scende di 2 bp a -0,15%, quello del BTP si incrementa di 2 bp all'1,27%. Lo spread sale di 4 bp a 142. I titoli bancari italiani tentano una reazione: l'indice FTSE Ita lia Banche segna +1%, contro il +0,2% dell'EURO STOXX Banks. Il recupero è guidato da Unicredit (+2,9%) che approfitta della decisione di Goldman Sachs di migliorare la raccomandazione sul titolo a BUY da NEUTRAL. In rialzo anche Banco Popolare (+2,2%), BP Milano (+3%), BPER (+1,9%). Banca MPS (-5,9%) resta invece bersagliata dai venditori. Secondo indiscrezioni di stampa il governo italiano ha studiato un piano di ricapitalizzazione da 3 miliardi di euro per sostenere l'istituto senese, piano comprendente anche l'emissione di bond convertibili e l'intervento del fondo Atlante ricapitalizzato per 3-5 miliardi di euro. Secondo altre fonti le trattative con la Commissione Europea per il salvataggio di MPS sono bloccate a causa della pretesa di Bruxelles di coinvolgere gli investitori istituzionali nell'operazione facendo loro sostenere parte delle perdite, ipotesi cui Palazzo Chigi si opporrebbe. In verde Telecom Italia (+2,3%) grazie a rumor relativi a un'accelerazione delle tr attative per la fusione di Wind e 3 Italia, con conseguente creazione dell'operatore leader nella telefonia mobile in Italia.

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TITOLI DEL GIORNO
Resta delicata la situazione di Anima Holding. Il titolo resta aggrappato in area 4,10 al lato inferiore del canale tracciato dai massimi di marzo, l’area di resistenza a 6,60 da cui è partito l’ultimo segmento ribassista che ha spinto i prezzi fino a un minino a 3,92 circa nella seduta del 27 giugno. La tenuta di questo riferimento, unita ai segnali di divergenza rialzista tra il grafico dei prezzi e quello dell’oscillatore RSI a 8 sedute, permetterebbe di credere nel ritorno in area 5/5,10. Segnali in questo senso oltre 4,50. Fintanto che questo livello non sarà alle spalle il trend resterà tuttavia orientato al ribasso con un rischio elevato di approfondimenti in direzione dei minimi del 2014 a 3,60 circa. Oltre 5,10 atteso invece un allungo in direzione di 5,60/5,70.

Per chi volesse acquistare il titolo: intervenire oltre 4,50 euro per 5/5,10 e 5,60 euro con stop sotto 4 euro.

Per chi detiene attualmente il titolo: mantenere aperte le posizioni sopra 4 ed incrementare oltre 4,50 per i target a 5/5,10 e 5,60 euro.

BP Emilia Romagna accelera al ribasso e tocca i livelli più bassi dall'estate 2012. Il titolo sembra destinato a un test del minimo pluriennale di quattro anni fa a 2,5438 euro, supporto che se violato determinerebbe la riattivazione del movimento discendente in forza dal 2007 verso i minimi assoluti del 1987 a 2,10 circa. Segnali di forza nel brevissimo al superamento di 3,4860 (massimo di venerdì scorso) per 3,90. Oltre questo ultimo riferimento possibile un allungo di proporzioni maggiori verso 4,30 almeno, con obiettivi successivi a 4,60/4,65 e 5,30.

Per chi volesse acquistare il titolo: posizioni long oltre 3,90 per 4,30, stop sotto 3,4860.

Per chi detiene attualmente il titolo: incrementare oltre 3,90 per 4,60 e 5,30, ridurre sotto 2,5438, uscire alla violazione di 2,10.

Medias et perde terreno ma riesce, almeno per il momento, a mantenersi sopra il minimo a 2,9740 euro toccato all'inizio della scorsa settimana. In caso di rottura del supporto i prezzi riattiverebbero il rapido trend ribassista innescato dall'evento Brexit, con probabile test del minimo annuale a 2,77. Segnali positivi al superamento di 3,24, operazione che determinerebbe il completamento del potenziale doppio minimo in formazione nelle ultime sedute con obiettivo sul massimo del 24/6 a 3,4420. Oltre questo ultimo riferimento le quotazioni potrebbero tentare la copertura dell'ampio gap ribassista lasciato proprio il 24/6, con primo obiettivo a 3,73 e successivo in area 4,10, massimi allineati di aprile e maggio.

Per chi volesse acquistare il titolo: posizioni long oltre 3,24 per 3,4420, stop sotto 3,14.

Per chi detiene attualmente il titolo: incrementare oltre 3,4420 per 3,73 e 4,10, ridurre sotto 2,9740 e uscire alla violazione di 2,77.

DATI MACRO ATT ESI

Martedì 5 luglio

03:45 CNY Indice PMI Servizi di Caixin (giugno);

03:45 CNY Indice PMI Composito di Caixin (giugno);

09:15 SPA Indice PMI Servizi e Composito(giugno);

09:45 ITA Indice PMI Servizi e Composito (giugno);

09:50 FRA Indice PMI Servizi e Composito (giugno);

09:55 GER Indice PMI Servizi e Composito (giugno);

10:00 EUR Indice PMI Servizi e Composito (giugno);

10:30 GBP Indice PMI Servizi e Composito (giugno);

11:00 EUR Vendite al dettaglio di maggio;

14:30 GBP Discorso di Mark Carney (BOE ), Financial Stability Report;

16:00 USD Ordini alle imprese di maggio;

16:00 USD Ordini di beni durevoli di maggio;

20:30 USD Discorso di William Dudley (FOMC).

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DATI MACRO ATTESI
Peggiore primo semestre dal 2012 per le investment bank globali

Le entrate da commissioni della investment bank globali, secondo dati di Thomson Reuters, sono calate nei primi sei mesi del 2016 del 23% annuo a quota 37,1 miliardi di dollari. Si tratta del peggiore primo semestre per le commissioni (per servizi che vanno da fusioni e acquisizioni a sottoscrizioni di capitali) da quello del 2012. Dopo un 2015 da record per l’M&A, il nuovo anno si prepara a diventare sì un anno da record, ma per le cancellazioni dei deal. Nei sei mesi allo scorso 30 giugno, Jp Morgan ha mantenuto la leadership globale tra le investment bank (registrando un declino allineato alla media del 23% a 2,6 miliardi di dollari), seguita da Goldman Sachs e Bank of America Merrill Lynch.

Ubs deve fornire alla Francia informazioni su clienti nel periodo 2006-2008

Ubs Group ha comunicato di avere ricevuto d a parte delle autorità fiscali elvetiche un ordine di divulgazione di informazioni sulla base di una richiesta in arrivo dalla Francia. I dati richiesti riguardano clienti di Ubs residenti in Francia e si riferiscono al periodo 2006-2008. Le indagini francesi a loro volta si basano su quelle condotte negli scorsi anni dalle autorità tedesche in tema di evasione fiscale. “La banca ha espresso le sue preoccupazioni che i motivi legali per la richiesta siano ambigui nella migliore delle ipotesi”, ha comunicato Ubs, che ha detto di prevedere che altri Paesi seguiranno l’esempio della Francia. Ubs aveva chiuso in progresso dell’1,62% la seduta di lunedì a Zurigo.

Gran Bretagna: per Lagarde (Fmi) la Brexit taglierà il Pil fino al 4,5% entro il 2019

Il prodotto interno lordo (Pil) della Gran Bretagna è destinato a un calo dell’1,5-4,5% entro il 2019 a causa della Brexit. A dirlo, in un’inte rvista al quotidiano francese Le Monde, è stata Christine Lagarde, direttore del Fondo monetario internazionale (Fmi), riferendosi all’attivazione da parte di Londra dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona del 2009 e ai negoziati commerciali con la Ue. Lo scenario peggiore sarebbe se a Londra venisse concesso lo status di Paese terzo, secondo le normative della World Trade Organisation (Wto). Lagarde inizia martedì 5 luglio il suo secondo mandato alla guida del Fondo.

Australia: Rba lascia invariati i tassi d’interesse all’1,75% come previsto

La Reserve Bank of Australia (Rba) ha lasciato invariati i tassi d’interesse ai minimi di sempre dell’1,75% dopo averli tagliati di 25 punti base nel meeting di maggio per la prima volta in un anno (la precedente riduzione sempre di 25 punti base era stata infatti nel maggio 2015). Decisione attesa, visto che tutti i 27 economisti che componevano il consensus di Bl oomberg avevano previsto che i tassi non sarebbero stati toccati. Per il prossimo mese di agosto è invece intorno al 50% la previsione di un taglio.

Cina: indice Pmi servizi Markit/Caixin in giugno accelera a 52,7 punti

In giugno, il Purchasing Manufacturers' Index (Pmi) nel settore dei servizi in Cina elaborato da Markit/Caixin torna a crescere, attestandosi a 52,7 punti da 51,2 punti di maggio (51,8 in aprile). Il dato resta ampiamente sopra la soglia di 50 punti che separa espansione da contrazione e si confronta con attese degli economisti per un incremento a 52,3 punti. Rallenta invece il Pmi Composite, che raggruppa manifatturiero e servizi, sceso in giugno a 50,3 punti da 50,5 punti di maggio (50,8 in aprile), pur restando ancora sopra alla soglia psicologica di 50 punti.

Giappone: Pmi servizi Nikkei-Markit in giugno cala a 49,4 punti

Il Purchasing Manufacturers' Index (Pmi) dei servizi del Giappone, stilato da Markit in collaborazione con Nikkei, torna nuovamente sotto alla soglia che separa crescita da contrazione, livello sopra cui era salito in maggio, a causa del più netto declino degli ordinativi in quasi cinque anni. Il dato si attesta infatti in giugno a 49,4 punti da 50,4 punti di maggio (49,3 in aprile). Il Pmi composite, che combina l’indice dei servizi con quello del manifatturiero, cala invece da 49,2 a 49,0 punti (48,9 in aprile, livello più basso degli ultimi due anni).

 
ADVFN III

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