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venerdì 1 luglio 2016

Report dei mercati

MERCATO USA
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Borsa Usa: terza seduta positiva di fila, male Visa e Mastercard
La Borsa di New York ha chiuso la seduta, la terza consecutiva, in deciso rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato l'1,33%, l'S&P 500 l'1,36% e il Nasdaq Composite l'1,33%. I listini Usa hanno accelerato dopo le dichiarazioni del presidente dell Bank of England. Mark Carney ha parlato di possibili nuove misure a sostegno all'economia.

Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 24 giugno si sono attestate a 268 mila unità, superiori alle attese (267 mila) e al dato rilevato la settimana precedente (258 mila unità). Il numero totale di persone che richiede l'indennità di disoccupazione si attesta a 2,120 milioni, inferiore ai 2,150 milioni attesi.

L'Indice PMI Chicago (attivita' manifatturiera) nel mese di giugno e' cresciuto a 56,8 punti da 49,3 punti del mese precedente, risultando nettamente superiore alle attese degli addetti ai lavori, fissate su un indice pari a 50,7 punt i.

Sul fronte societario Hershey +16,75%. Il produttore di cioccolata ha annunciato di aver ricevuto e rifiutato una offerta da 23 miliardi di dollari da Mondelez (+5,91%). Visa -3,34% e Mastercard -4,36%. Un tribunale federale Usa ha annullato un accordo da 7,25 miliardi di dollari tra i due colossi delle carte di credito ed i commercianti relativo alle commissioni. Starz +5,91%. Lions Gate (-3,49%) ha comunicato l'acquisto del network televisivo nell'ambito di una operazione debito incluso da 4,4 miliardi di dollari (in parte in contanti e in parte in azioni).

Care.com +38,13%. Google Capital, fondo di venture capital finanziato da Alphabet, ha rilevato una quota del capitale del gestore di un un marketplace specializzato sull'assistenza familiare (badanti, baby sitter, dog sitter, tutori, personale delle pulizie etc) per 46,35 milioni di dollari diventandone maggiore azionista. Constellation Brands +3,74%. Il gruppo delle bevande alcoliche ha annunciato u na trimestrale superiore alle attese. Nel primo trimestre l'utile è cresciuto del 33% a 318 milioni di dollari (1,55 dollari per azione) mentre i ricavi sono aumentati del 15% a 1,87 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps di 1,52 dollari su ricavi per 1,83 miliardi.

Darden Restaurants -3,97%. La catena di ristoranti ha chiuso il quarto trimestre con un utile di 139,6 milioni di dollari, in crescita rispetto ai 105,3 milioni dello stesso periodo di un anno prima. Escluse le poste straordinarie l'Eps si è attestato a 1,10 dollari, un centesimo in più delle attese. Peggio del previsto invece i ricavi, diminuiti a 1,79 miliardi da 1,88 miliardi (consensus 1,82 miliardi) e le vendite a parità di perimetro (+1,7% contro il +2,7% del consensus). Delude poi l'outlook per l'esercizio fiscale 2017. L'Eps adjusted è atteso tra 3,80 e 3,90 dollari (consensus 3,99 dollari) con vendite in crescita tra l'1% ed il 2% (consensus +2,4%). La socie tà ha aumentato il dividendo trimestrale del 12% a 0,56 dollari.

MERCATI ASIATICI

Ultima seduta d’ottava ancora in positivo per l’Asia nonostante i dati macroeconomici

Non bastano i dati macroeconomici tutt’altro che entusiasmanti per fermare il consolidamento del recupero dei listini asiatici, in scia a un’altra seduta più che positiva giovedì per i listini sulle due sponde dell’Atlantico. A Tokyo il Nikkei 225 ha infatti chiuso con un incremento dello 0,68% (performance simile per l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,60%). A sostenere gli scambi ha contribuito il leggero calo dello yen nei confronti del dollaro (mentre la divisa Usa è rimasta sostanzialmente invariata rispetto a giovedì sul paniere delle altre valute e la sterlina è ancora in altalena dopo l’outlook pessimistico diffuso dalla Bank of England). Un’ampia serie di dati m acroeconomici non ha fornito indicazioni rialziste per il Sol Levante: l’inflazione è scesa allo 0,4% in maggio, mentre la spesa delle famiglie è calata a sorpresa. La lettura finale dell’indice Pmi del Giappone stilato da Markit/Nikkei relativa al mese di giugno intanto evidenzia un progresso a 48,1 punti dai 47,8 punti preliminari e dai 47,7 punti di maggio (48,2 in aprile), livello più basso dal dicembre 2012. Ma la soglia di 50 punti che separa espansione da contrazione resta lontana. Meglio di Tokyo fa Seoul: il Kospi ha infatti guadagnato lo 0,86% al termine delle contrattazioni.

Non ci sono sorprese positive neanche per l’economia cinese. Il manifatturiero segna infatti il quarto mese consecutivo di espansione (dopo sette mesi di fila in flessione), ma il dato si ferma proprio sulla soglia che separa crescita da contrazione. Secondo quanto comunicato dall'Ufficio nazionale di statistica di Pechino, infatti, l’indice Pmi manifatturiero è calato in giugno a 50,0 punti dai 50,1 punti di aprile e maggio, in linea con il consensus. La lettura relativa al mese appena chiuso del Purchasing Managers' Index (Pmi) elaborato da Markit/Caixin si è invece attestata a 48,6 punti dai 49,2 punti attesi dagli economisti per una lettura invariata rispetto a maggio. Si tratta del sedicesimo mese consecutivo sotto alla soglia di 50 punti che separa crescita da contrazione. Mentre Hong Kong rimane chiusa per festività, a circa un’ora dalla chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in progresso di circa lo 0,20% mentre scambia in flessione, seppure marginale, lo Shenzhen Composite. Chiude in positivo l’ottava anche Sydney: l’S&P/ASX 200 segna infatti un progresso dello 0,25% al termine degli scambi.

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MERCATI EUROPEI
Borse europee positive

Le principali Borse europee hanno aperto l'ultima seduta della settimana in rialzo. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,6%, il Cac40 di Parigi lo 0,5%, il Ftse100 di Londra lo 0,2% e l'Ibex35 di Madrid lo 0,8%.

Ieri il governatore della Bank of England ha parlato di possibili nuovi interventi di stimolo all'economia.

Standard & Poor’s ha tagliato il rating dell'Unione europea ad AA da AA+ con outlook stabile. In Francia le immatricolazioni di auto nuove sono cresciute a giugno dello 0,8% a 227.363 veicoli. Lo ha annunciato il comitato dei costruttori francesi (CCFA). Sul fronte societario bene il settore bancario mentre perde terreno il comparto legato alle risorse di base. Tra i maggiori rialzi ArcelorMittal (+2,8%) e Renault (+2,7%).

APERTURA MERCATO ITALIANO

Avvio incerto per l&rsqu o;azionario italiano.

Il Ftse Mib segna un rialzo dello 0,15% (in rallentamento), il Ftse All Share uno dello 0,23% e il Ftse Italia Star uno dello 0,27 per cento. Contrastato l’andamento dei maggiori indici azionari europei durante i primi scambi. Il Dax guadagna lo 0,4%, il Cac 40 cede invece lo 0,27% e l’Ibex 35 lo 0,09 per cento. Il Ftse 100 britannico recupera lo 0,22 per cento. Euro ancora in calo sul dollaro: il cambio EUR/USD si riporta a 1,1099 con un calo dello 0,06 per cento. Rimane sotto sorveglianza speciale la sterlina che si deprezza ancora sulle maggiori valute con un calo dello 0,09% sull’euro, dello 0,21% sullo yen, ma con un rialzo dello 0,08% sul dollaro. Le istituzioni europee e britanniche sono in movimento dopo il Brexit e stanno compiendo una serie di valutazioni tese e scongiurare gli effetti di eventuali nuovi shock su mercati. Ieri in un’analisi tutt’altro che ottimistica sulle prospettive britanniche di breve term ine Mark Carney, il governatore della Banca d’Inghilterra (Boe) ha confermato che il Brexit potrebbe modificare notevolmente le prospettive di crescita (deterioratisi) e di inflazione, mentre la sterlina si è già notevolmente deprezzata. A parere del governatore il percorso di crescita dei tassi deciso in passato potrebbe essere messo a repentaglio e alcune manovre di stimolo monetario potrebbero rendersi necessarie durante l’estate.

Si discute però anche in Europa, dove la Commissione Ue ha approvato uno schema di protezione delle banche italiane che prevederebbe, in caso di necessità, garanzie pubbliche sull’emissione di bond senior da parte di banche solvibili in caso di crisi di liquidità. Lo schema potrebbe valere circa 150 miliardi secondo alcune stime.

Al contempo la Bce sta valutando l’opportunità o meno di alleggerire i vincoli sugli acquisti di bond (il quantitative easing Ue) e in pa rticolare il cosiddetto “capital key” che limita la percentuale di bond acquistabili dalla Bce.

La reazione sui mercati obbligazionari è notevole con lo spread BTP/Bund che flette a 138 punti base. Il BTP decennale italiano segna un rendimento in calo di ben 11 punti base all’1,25% e il Bund tedesco ha uno yield pari a -0,13% in contrazione di un punto base.

Il settore bancario recupera con il Ftse Italia Banks che guadagna lo 0,88 per cento. In verde Mps (+2,24%), Ubi Banca (+0,65%) e Banco Popolare (+0,56%). Intesa guadagna l’1,35% e Bpm l’1,35 per cento. Il governo italiano ragiona su una ricapitalizzazione del Fondo Atlante da 3-5 miliardi di euro dopo che il fondo ha raggiunto il controllo quasi pieno di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza. Una iniezione di risorse pubbliche potrebbe permettere interventi in altri dossier delicati, da Mps a Unicredit (+0,86%) passando per Carige. E’ stata ufficializzata ieri la nomina del nuovo amministratore delegato francese del gruppo Unicredit Jean Pierre Mustier.

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TITOLI DEL GIORNO
Il ribasso del petrolio non ha condizionato il buon andamento di Tenaris. Il titolo ha ripercorso al rialzo tutta la discesa provocata dalla Brexit, tornando a mettere sotto attacco le resistenze presenti tra 13,05/ e 13,10. Segnali di forza oltre questo ostacolo introduttivi ad un allungo verso 14,50 circa, lato alto del canale che sale dai minimi di febbraio, e fino a quota 15,34, massimi di aprile 2015. Al contrario, sotto 11,50, verrebbe nuovamente messa in discussione la struttura rialzista in essere da febbraio per target a 10,90/11, quota pari al 50% di ritracciamento del rialzo partito a febbraio.

Per chi volesse comprare il titolo intervenire al superamento di 13,10 protetti da stop sotto 12,20, con target a 14,50 e 15,34 euro.

Per chi già detiene il titolo mantenere uno stop sotto 12,20. Incrementare solo al superamento di 13,10 euro per target a 14,50 e 15,34 euro.

Il Consiglio di Ammini strazione di UniCredit SpA ha cooptato giovedi' Jean Pierre Mustier approvando ad unanimità che, a partire dal prossimo 12 luglio, lo stesso assumerà la carica di Amministratore Delegato, in sostituzione di Federico Ghizzoni. Il titolo ha reagito positivamente alla notizia riportandosi in vista dei 2 euro dopo aver terminato mercoledi' a 1,926 euro. La reazione non basta tuttavia per il momento a riportare i prezzi su di un sentiero di crescita stabile. Unicredit ha infatti accelerato al ribasso nella prima parte della settimana dopo la violazione a 2,132 dei minimi del 16 giugno fino a toccare quota 1,85 euro. Un eventuale rimbalzo dovrebbe innanzitutto recuperare oltre 2,132, poi riuscire a risalire al di sopra di 2,514, lato alto del gap del 24 giugno, per guadagnarsi la possibilità di mettere alla prova a 3,10 la media mobile a 100 giorni. Sotto 1,85 invece supporti a 1,68 e a 1,44 euro.

Per chi volesse comprare il titolo attendere quindi la rottu ra di 2,132 per intervenire con target a 2,51 e stop loss sotto i 2 euro.

Per chi gia' detiene il titolo mantenere le posizioni con stop subito sotto 1,85, incrementarle oltre 2,132 per il test di area 2,51.

Prysmian ha messo a segno un bel rialzo nella seduta di ieri che ha permesso di dare continuità al rimbalzo accennato dal titolo dopo il test di inizio settimana a 17,87 euro. I prezzi sono risaliti fin sopra 19,15 euro dando l'impressione di voler andare a ricoprire almeno in parte l'ampio gap lasciato aperto venerdì scorso in area 21. Conferme giungeranno con il superamento dei prossimi ostacoli a 19,78 e 19,92 euro. Il quadro grafico resta tuttavia difficile ed il rischio di nuove ricadute verrebbe probabilmente scongiurato solo con il superamento dei massimi di settimana scorsa a 21,66 euro, preludio ad un nuovo attacco ad area 22,40/22,50, top allineati dello scorso agosto e di fine maggio. Nuovi indicazioni di debolezza invece già ; sotto 18,40, introduttive al ritorno in area 18 ed al successivo affondo verso i minimi di febbraio a 16,06 euro.

Per chi volesse acquistare il titolo: intervenire oltre 19,95 per 21 euro, stop sotto 19,50

Per chi detiene attualmente il titolo: mantenere aperte le posizioni sopra 18,40 per il target a 21 euro

DATI MACRO ATTESI

Venerdì 1 Luglio

Tutto il Giorno Festa Hong Kong;

01:30 JPY Consumi delle famiglie (Mag);

01:30 JPY Inflazione (Mag);

01:30 JPY Tasso di disoccupazione (Mag);

01:50 JPY Indice Tankan (2° trim.);

03:00 CNY Indice PMI manifatturiero (Giu);

03:00 CNY PMI non Manifatturiero (Giu);

03:45 CNY Manifatturiero PMI -Caixin (Giu);

04:00 JPY Indice PMI manifatturiero (Giu);

07:00 JPY Fiducia delle famiglie (Giu);

09:00 EUR Variazione tasso disoccupazione Spagna;
09:15 EUR Indice PMI manifatturiero Spagna (Giu);

09:45 EUR Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero italiano (Giu);

09:50 EUR Indice PMI manifatturiero francesi (Giu);

09:55 EUR Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero (Giu);

10:00 EUR Tasso mensile di disoccupazione italiano (Mag);

10:00 EUR Indice PMI manifatturiero (Giu);

10:30 GBP Indice PMI manifatturiero (Giu);

10:30 EUR Discorso Nowotny (BCE );

11:00 EUR Tasso di disoccupazione (Mag);

15:45 USD Indice PMI manifatturiero (Giu);

16:00 USD Spese costruzioni edili (Mag).


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DATI MACRO ATTESI
Corea del Sud: in giugno 18esimo mese consecutivo di declino dell’export

Secondo i dati preliminari diffusi dal ministero di Commercio, Industria ed Energia di Seoul, in giugno l’export della Corea del Sud (sesto maggiore esportatore al mondo) ha fatto registrare un declino su base annua del 2,7% in deciso miglioramento rispetto alla flessione del 6,0% di maggio (e al crollo dell’11,2% in aprile). Il dato segna il 18esimo mese consecutivo di declino per l’export di Seoul, ma con il tasso più limitato dal giugno dello scorso anno e soprattutto decisamente migliore rispetto all’8,3% del consensus di Reuters. Nel mese appena chiuso le importazioni sono invece calate dell’8,0% contro il 9,0% di maggio (e il crollo del 14,9% in aprile).

Brasile: Bndes lascia ancora invariato al 7,50% il tasso dei prestiti di lungo

Il consiglio monetario nazionale del Bra sile giovedì, come ampiamente previsto, ha lasciato invariato al 7,50% il tasso d’interesse con cui il Banco Nacional de Desenvolvimento Econômico e Social (Bndes, la Banca di per lo sviluppo del Brasile) eroga i suoi prestiti. La Taxa de Juros de Longo Prazo (Tjlp, il tasso d’interesse di lungo periodo) era stata portata all’attuale livello nel dicembre dello scorso anno con l’ultimo di una serie di cinque rialzi consecutivi.

Giappone: disoccupazione rimane stabile al 3,2% anche in maggio

In maggio il tasso di disoccupazione in Giappone, secondo quanto comunicato dal ministero di Affari interni e Comunicazione nipponico, è rimasto invariato al 3,2% segnato in aprile e marzo come atteso dagli economisti. Il dato si muove in una forchetta compresa tra 3,2% e 3,4% dal marzo 2015 con la sola eccezione di ottobre, quando era sceso al 3,1% (livello più basso dal 1995). Il job-to-applicant ratio (rapporto tra posizioni disponibili e richieste di lavoro) è cresciuto a 1,36 contro 1,34 di aprile (1,30 in marzo) e 1,35 del consensus.

Giappone: lettura finale Pmi Markit/Nikkei di giugno a 48,1 punti

Recupera il manifatturiero in Giappone, pur restando per il quarto mese consecutivo sotto alla soglia di 50 punti che separa crescita da contrazione. La lettura finale dell’indice Pmi stilato da Markit/Nikkei relativa al mese di giugno è infatti per un progresso a 48,1 punti dai 47,8 punti preliminari e dai 47,7 punti di maggio (48,2 in aprile), livello più basso dal dicembre 2012.

Giappone: indice Tankan invariato a 6 punti nel secondo trimestre

Rimane invariata la fiducia delle grandi imprese del Sol Levante, come evidenzia l’indice Tankan, stilato trimestralmente tra 10.500 aziende dalla Bank of Japan. Il dato relativo al secondo trimestre 2016 è infatti rimasto stabile ai 6 punti del preceden te periodo, già in significativo calo rispetto ai 12 punti di terzo e quarto trimestre 2015 (15 nel secondo), ma contro i 4 punti del consensus. La componente in prospettiva dell’indice cresce invece a 6 punti, contro attese degli economisti per 3 punti, in una lettura che sarebbe stata invariata rispetto al trimestre precedente.

Cina: indice Pmi Markit/Caixin in giugno cala ulteriormente a 48,6 punti

Rallenta oltre le attese anche in giugno l’attività manifatturiera in Cina, restando sotto alla soglia di 50 punti che separa crescita da contrazione per il sedicesimo mese consecutivo. La lettura relativa al mese appena chiuso del Purchasing Managers' Index (Pmi) elaborato da Markit/Caixin si è attestata infatti a 48,6 punti dai 49,2 punti attesi dagli economisti per una lettura invariata rispetto a maggio (49,4 in aprile).

 
ADVFN III

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