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venerdì 29 luglio 2016

Pil secondo trimestre: dall'Europa agli Usa frena ovunque


Giornata di fine mese che registra un forte ottimismo sul lato finanziario: alle 15.30 Piazza Affari vantava un attivo dell'1,9% vantaggio che spicca su un panorama del resto delle Borse Europee piuttosto fiacco.

La situazione in Europa

Il Dax di Francoforte non andava oltre lo 0,4% mentre il Cac di Parigi faceva anche peggio con lo 0,17% mentre in territorio negativo, seppur di poco, era Londra a -0,09%
Sullo sfondo, nel frattempo, la pubblicazione dei dati del Pil.
Le prospettive non erano certo rosee per l'economia mondiale viste le continue revisioni al ribasso del Pil globale. Quindi la conferma di dati in frenata sul prodotto interno lordo di Europa e Usa non dovrebbe essere una novità. A stupire, però, è l'entità del calo, soprattutto per l'area statunitense.

Partiamo dai dati del Vecchio Continente

Il secondo trimestre dell'anno vede numeri in calo: l'Eurostat, infatti,ha pubblicato previsioni per la zona Euro che vedono un aumento dello 0,3% congiunturale tra aprile e giugno contro un +0,6% del trimestre precedente mentre su base tendenziale il dato arriva all'1,6%.

La situazione risulta diversa quando si allarga la visuale e si considera l'Unione Europea dei 28 paesi: il Pil a 0,4% è inferiore allo 0,5% del primo trimestre mentre si ha un vantaggio sulla prospettiva annuale, arrivata a 1,8%. Consumi, commercio e produzione industriale hanno perso slancio in tutta l'area anche se la pecora nera è rappresentata dalla Francia che, nel secondo trimestre ha visto una crescita 0, una stasi favorita, appunto dal blocco dei consumi e degli investimenti e peggiorata a causa degli scioperi nati con la riforma del lavoro.
Chi invece è risultato una sorpresa, come detto, è il dato sul Pil statunitense: 1,2% nel secondo trimestre su previsioni che parlavano del 2,6% mentre, in parallelo, sono stati rivisti al ribasso anche i dati del primo trimestre 2016: +0,8% contro una lettura iniziale dell'1,1%.

Come se ciò non bastasse sono stati la rilevazione del secondo trimestre 2015 è stata anch'essa tagliata: l'iniziale +3,9% è stato trasformato in +2,6%.

Fonte: News Trend Online

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