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lunedì 25 luglio 2016

Piazza Affari: tanti titoli su supporti chiave. Quali scegliere?

Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l’intervista realizzata a Gianvito D’Angelo, trader professionista che coniuga analisi intraday e multiday su futures, azioni e forex. Chi volesse contattare Gianvito D’Angelo può scrivere all’indirizzo email: supergianvi@gmail.com, oppure richiedere la sua amicizia su Facebook (NasdaqGS: FB - notizie) .
L'indice Ftse Mib non è ancora riuscito ad avere ragione della resistenza in area 17.000 di cui parlavamo nell'ultima intervista. Si aspetta un superamento di questo livello nel breve?
Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) week-end ho lanciato un posto su Facebook dal titolo: "Visioni di lungo periodo" su cui ho realizzato anche una diretta live. Nel posto ho scritto che un conto è ragionare su un orizzonte temporale di qualche giorno o qualche settimana, un altro conto è farlo su una view di qualche anno.
Partendo da qui e guardando gli indici americani che hanno superato i precedenti massimi e non accennano minimamente a flettere, questo mi fa pensare che probabilmente siamo in un momento in cui il mercato è destinato a salire, quindi siamo forse all'inizio di un ciclo molto forte dal punto di vista borsistico.
Quanto a Piazza Affari, è chiaro che se il Ftse Mib non va oltre i 18.000 punti, e quindi non esce dalla parte alta del triangolo, la figura ribassista continua ad essere in vigore. In maniera opposta posso dire che fino a quando l'S&P500 si mantiene al di sopra di area 2.130, la view non può essere short, malgrado la logica ci dica che ad una volatilità bassa ne segue sempre una alta.
Al momento però quest'ultima non c'è e devo essere realista e visto che la volatilità è molto bassa, questo è compatibile con un trend long per gli indici americani.
Il Ftse Mib invece è particolarmente debole perchè continua a veleggiare intorno ai 16.700/16.800, senza riuscire neanche a rientrare nel vecchio triangolo ribassista. E' chiaro che in quest'ottica Piazza Affari è molto debole e sensibile e la paura è che se il mercato americano dovesse fletter pochissimo, probabilmente il Ftse Mib tornerà in area 15.000 molto velocemente.
Il deficit di forza relativa di Piazza Affari e l'impostazione ribassista di breve e medio periodo rimangono, a meno che non lavoriamo su uno scenario opposto in cui gli indici americani continuano a rimanere sui massimi storici o addirittura li aggiornano e il Ftse Mib è in grado di spingere oltre i 18.000 punti, ossia sopra la parte alta del triangolo ribassista.
In quel caso potremmo dire che la figura ribassista sarebbe invalidata e una nuova view potrebbe prendere il posto di quella vecchia, ma fino a quando ciò non accade l'impostazione di Piazza Affari rimane short nel breve-medio periodo.
Nel settore bancario Unicredit (EUREX: DE000A163206.EX - notizie) continua a recuperare forza relativa rispetto ad Intesa Sanpaolo (Amsterdam: IO6.AS - notizie) . Quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?
Unicredit per tanto tempo è stato impostato peggio rispetto ad Intesa Sanpaolo, ma se andiamo su grafici di lunghissimo periodo, notiamo che l'area dei 2,3 euro per Unicredit corrisponde ai minimi di agosto del 1992, con tutti gli aggiustamenti del caso.
A livello mensile si sta creando potenzialmente un hammer e visto che mancano poche sedute alla fine del mese, possiamo pensare che questa candela sia del tutto definitiva o tutt'al più potrebbe migliorare un po'.
E' difficile che da qui a fine mese il mercato crolli, per cui la candela mensile non dovrebbe cambiare più di tanto.
Questo ci porta a dire che è vero che Piazza Affari è decisamente più debole rispetto a Wall Street, ma è altrettanto vero che il mercato italiano sta lavorando su supporti importantissimi.
In ottica di lungo periodo è probabile che Unicredit inizi a rimbalzare su questi supporti per tornare su dei valori decisamente più alti, quali ad esempio i massimi di swing da cui è partita la discesa degli ultimi mesi.
In ottica di lunghissimo periodo mi riferisco all'area dei 6 euro per cui si tratterebbe di un apprezzamento di quasi il 200% rispetto ai valori correnti.
Intesa Sanpaolo ha avuto una migliore impostazione grafica rispetto ad Unicredit e questo lo possiamo capire anche dal fatto che i minimi che il titolo sta testando sono decisamente più alti rispetto a quelli dell'estate 2012 a 0,83 euro.
Se però andiamo su un grafico di lungo periodo, i minimi attuali sono quelli del 2009 e del 2002, livelli che Intesa Sanpaolo ha sempre sporcato e riassorbito molto bene.
La peggiore reazione, ossia la più contenuta, che ha avuto il titolo è stata dall'area attuale fino ai 3 euro. Non saranno da escludere nuovi test di minimi ma è probabile che questi ultimi siano decisamente comprati.
Sembra che la maggior parte dei titoli più importanti del Ftse Mib sia su supporti enormi e io direi quasi storici.
STM continua ad avanzare in direzione dei 6 euro, ma sta cercando di recuperare anche Telecom Italia (Other OTC: TIAJF - notizie) rimasta molto indietro fino ad ora. Valuterebbe un acquisto di questi due titoli?
STM ha sempre il problema del famoso doppio massimo in area 9,5 euro che ha decretato la discesa dell'ultimo anno e mezzo. La cosa interessante è che il titolo, che storicamente aveva sempre tenuto la soglia dei 5,2 euro, ha bucato quest'area, ma sembra che la fascia di prezzo tra i 4,5 e i 5,2 euro, sempre in ottica di lunghissimo periodo, sia stata pesantemente comprata.
Se devo valutare la reazione minimi avuta da questo livello, ricordiamo che il movimento più contenuto è stato quello che ha portato da 5,2 a 7,45 euro. Questo ci potra a pensare che in qualche modo STM possa provare a salire verso i target appena segnalati.
Telecom Italia negli ultimi 9-10 mesi è sceso da 1,3 a 0,6 euro, per cui si è più che dimezzato il valore. L'area attuale a 0,7 euro corrisponde ai minimi toccati tra ottobre 2008 e marzo 2009, alla fine della crisi dell'ultimo decennio.
Il titolo è sceso anche al di sotto di 0,7 euro, ma in ottica di lunghissimo periodo questo è un livello di potenziale supporto dove si potrebbe avere un'enorme formazione di testa-spalle rialzista.
Atlantia (Londra: 0I2R.L - notizie) sta reagendo dall'area dei 22 euro dopo i recenti cali. Il titolo è destinato a salire ancora nel breve?
Atlantia (EUREX: 1683373.EX - notizie) è su un livello molto interessante perchè il trend positivo c'è e tutta la fascia compresa tra i 21 e i 21,5 euro è stata un'area su cui il titolo ha lavorato nel 2006.
La suddetta area sta fungendo da supporto e la stessa viene comprata come già accaduto in passato. Solo l'abbandono di area 20,9 euro potrebbe essere deleterio per Atlantia e se i corsi dovessero spingersi sopra i 25 euro questa si configurerebbe come una flag e quindi come un movimento di continuazione che potrebbe aiutare il trend a rimanere long.
I vecchi massimi stanno facendo da supporto per cui in ottica di breve Atlantia va sicuramente comprato.
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