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giovedì 28 luglio 2016

Piazza Affari: nuova direzionalità dopo esito stress test


I rialzi delle ultime due sedute hanno lasciato il posto ad un ritorno delle vendite sulle Borse europee che hanno chiuso gli scambi in calo. Il Dax30 e il Ftse100 sono scesi entrambi dello 0,43%, mentre il Cac40 ha ceduto lo 0,59%.

Ftse Mib alla prova degli stress test

La maglia nera è stata indossata da Piazza Affari dove il Ftse Mib si è fermato sui minimi intraday a 16.522 punti, con un ribasso del 2,02%, dopo aver toccato un massimo a 16.871 punti.

L'indice non è stato capace di allungare ulteriormente il passo verso l'area dei 17.000 punti, lasciando campo libero ai ribassisti che lo hanno riportato in direzione dei 16.500 punti.
Viene così confermato il trading range nel quale il Ftse Mib si muove ormai da un po', compreso tra i 17.000 punti e l'area dei 16.500/16.400 punti.

Fino a quando uno di questi due estremi non sarà violato, sarà improbabile assistere ad un movimento direzionale sul nostro mercato. 
E' molto probabile che la lateralità in atto venga interrotto dopo la diffusione dei risultati degli stress test sulle banche, evento che dovrebbe favorire un aumento della volatilità.
I livelli di riferimento sono sempre quelli già segnalati nelle ultime giornate e al rialzo ci riferiamo all'area dei 17.000 punti, oltre la quale il Ftse Mib potrà allungare il passo verso i 17.500 prima e i 18.000 punti in un secondo momento.


Al ribasso il sostegno chiave è in area 16.500/16.400, la rottura della quale aprirà le porte ad un test dei 16.000 punti. Negativo sarà l'abbandono di quest'ultimo livello, visto che in tal caso non sarà da escludere un'accelerazione ribassista verso i 15.500 punti prima e in seguito in direzione dei minimi dell'anno in area 15.000.
La prossima seduta potrebbe essere caratterizzata da volatilità in aumento, proprio in attesa dell'esito dell'esame condotto dalla BCE sulle banche.

Per questo motivo sconsigliamo qualsiasi operatività, rimandando l'apertura di nuove posizioni, long o short, agli inizi della prossima settimana.

I market movers in America e in Europa

In America domani sul fronte macro sarà diffusa la seconda lettura del PIL del secondo trimestre che dovrebbe mostrare un rialzo del 2,6% rispetto all'1,1% precedente.
Per l'indice Chicago PMI di luglio si prevede un calo da 56,8 a 54,6 punti, mentre il dato finale della fiducia Michigan a luglio dovrebbe attestarsi a 93,7 punti, in crescita rispetto agli 89,5 della versione definitiva di giugno.
In agenda un discorso di John Williams, presidente della Fed di San Francisco, ma a prendere la parola sarà anche Robert Kaplan, a capo della Fed di Dallas.
Sul fronte societario da seguire le trimestrali di UPS e di Xerox Corp., dai quali ci si attende un eps di 1,43 e di 0,25 dollari.

In calendario anche i conti di Exxon Mobil e di Chevron che dovrebbero riportare un utile per azione rispettivamente di 0,64 e di 0,32 dollari.   
In Europa si conoscerà la stima preliminare del PIL del secondo trimestre visto in positivo dello 0,3% ma in frenata rispetto allo 0,6% precedente.
Per l'inflazione preliminare di luglio si parla di un rialzo dello 0,1% rispetto allo 0,2% precedente, mentre la versione "core" dovrebbe mostrare un rialzo dello 0,9% su base annua. Il tasso di disoccupazione a giugno dovrebbe rimanere invariato al 10,1%.
In Francia sarà diffuso il dato preliminare del PIL del secondo trimestre che dovrebbe salire dello 0,2% rispetto allo 0,6% dei tre mesi precedente, mentre le vendite al dettaglio in Germania a giugno sono attese sulla parità, in frenata rispetto alla crescita dello 0,9% precedente.
Sempre venerdì DBRS aggiornerà il rating sulla Germania, mentre Fitch quello sulla Spagna.

I titoli da seguire a Piazza Affari

A Piazza Affari saranno resi noti i numeri del secondo trimestre e dei primi sei mesi dell'anno di A2A, ENI, Generali e Banca Monte Paschi.
Tra i titoli a piccola e media capitalizzazione che diffonderanno i risultati societari troviamo Anima Holding, Autogrill, CIR, Parmalat, Banca Sistema, Centrale del Latte di Torino, Fiera Milano, TerniEnergia, Zignago Vetro, Bacisnet, Boero Bartolomeo, Caltagirone, Cofide, Gabetti PS e Stefanel.
Da seguire Mediaset che nel primo semestre dell'anno ha registrato una perdita consolidata di 27,8 milioni di euro, rispetto all'utile di 24,2 milioni dello stesso periodo dello scorso ann.

I ricavi sono aumentati da 1,72 a 1,87 miliardi di dollari, mentre l'Ebit è calato da 137 a 97,3 milioni di euro. 
Fonte: News Trend Online

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