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giovedì 21 luglio 2016

Per Schroders è l'ora delle materie prime


Dopo anni di depressione potrebbe essere arrivato il momento di puntare sulle materie prime andando anche oltre l'oro, il protagonista le cui performance hanno permesso un risultato del 23% di crescita da inizio anno. Ma non è il solo.

Tra Oro e Argento

Stando infatti ai numeri il campione dei metalli preziosi è l'Argento con un rialzo del 31,7% accompagnato, però, anche da una volatilità consistente pari al 28%.
Ma se si vuole parlare dell'accoppiata Commodity/Volatilità la palma d'oro va al caffè con il suo 34,5% mentre al secondo posto, poco sotto il 30% (per la precisione 29,7%) c'è il petrolio. A spingere sull'acceleratore è un report di Schroders secondo cui i rischi non sembrano essere eccessivi rispetto ai vantaggi.

A vantaggio della tesi in questione la casa d'affari cita tre elementi che giustificherebbero la scelta di puntare sulle commodity, oro in primis: la prima è la più classica e sarebbe la protezione del portafoglio contro la volatilità (e l'inflazione), quindi una sostanziale debolezza del dollaro e il ritorno dell'India, grande amante dell'oro e protagonista sul mercato del metallo giallo.
Una possibilità di investimento, continuano da Schroders che sarebbe facilitata anche per la presenza sul mercato degli Etf, strumenti che permettono anche ai piccoli investitori di partecipare con costi inferiori e capitali limitati.

Quotazioni in prima linea

Guardano le quotazioni si vede un oro a 1.300 dollari l'oncia che, grazie anche alle tensioni degli ultimi giorni sul panorama internazionale potrebbe spingere i prezzi anche a 1.500 dollari nel breve termine, secondo la view più bullish.

Ancora di più se si pensa che i beni rifugio come le obbligazioni di stato solitamente giudicate più sicure possono essere soggette a rendimenti negativi, come nel caso dei Bund, o alle necessità d un cambio di rotta sulla politica dei tassi di interesse. Da qui un ritrovato interesse per il metallo giallo, continua l'analisi, il quale dovrebbe essere già di per sé presente almeno con un 5% in ogni portafoglio diversificato, in qualità di polizza assicurativa contro mercati instabili.

Proprio come quelli presenti in questa fase. Andando oltre l'oro, si guarda all'oro nero, sempre più al confine tra fiducia e scetticismo con rialzi che spesso nascono da notizie e speranze, rumors che altrettanto spesso non trovano conferma nei fatti e che danno vita a rialzi estemporanei e speculativi.
Attualmente l'equilibrio tra domanda e offerta per alcuni potrebbe essere in fase di riequilibrio anche se in questo caso il resto degli analisti appaiono divisi: da una parte lo scetticismo di Goldman Sachs che crede a una debolezza del greggio sul lungo periodo, fino a quelli di Credit Suisse i quali, invece, vedono difficoltà per il barile ma solo ne breve termine con una view sul 2017, per la precisione nella primavera del prossimo anno, che non dovrebbe essere lontana dai 50 dollari.

 
Fonte: News Trend Online

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