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lunedì 25 luglio 2016

Pensioni: possibili aumenti in vista per la quattordicesima


Situazione difficile quella dell'Italia: con un Pil che sale (forse) dello zerovirgola, si deve riuscire a garantire i diritti dei tanti pensionati, dei pochi lavoratori e far quadrare, nello stesso tempo, i conti su un deficit che cresce.

L'appuntamento di settembre

Il tutto con la famosa pausa estiva che potrebbe dilungare ulteriormente i tempi proprio mentre il resto d'Europa chiede di restringerli per poter contare su una nazione meglio organizzata di fronte alle sfide internazionali.

Tutto rimandato a settembre ovvero quando il ministro delle finanze Pier Carlo Padoan, dovrà rivedere le stime del prodotto interno lordo e i margini d'azione della manovra. Unica speranza per aumentare questi margini resta la flessibilità europea, sempre che arrivi e che si dimostri tanto flessibile: 8 miliardi, le prime stime provvisorie, per riuscire a evitare l'aumento dell'Iva.
Intanto il traguardo della riduzione elle tasse promesso dal governo Renzi si allontana (difficile riuscire a trovare le coperture se non ci sono le entrate previste e in quel caso la flessibilità europea dovrebbe arrivare a una cifra assolutamente irraggiungibile di 20 miliardi) mentre le banche fanno preoccupare sempre di più i mercati, a loro volta spaventati dalle cifre snocciolate dal FMI che vede un Pil 2016 per il Bel Paese a non più dello 0,9% contro previsioni del Def che ad aprile parlavano dell' 1,2%.

Complice anche un rallentamento diffuso del commercio mondiale che non aiuto l'economia italiana da sempre particolarmente sposta sull'export.

... e quello di ottobre

Intanto lo sguardo degli osservatori va al 12 ottobre quando verrà presentata la legge di Stabilità e soprattutto al debito pubblico, elemento sul quale presto dovremo dare spiegazioni all'Europa circa la sua sostenibilità e i tagli alla spesa, eventuali, da fare per renderlo gestibile.In tutto questo si apre anche il capitolo pensioni, tasto dolente, tra gli altri.

Per ora si tratta di un'ipotesi e cioè l'allargamento della quattordicesima, attualmente riservata a chi ha più di 64 anni e un assegno fino a 750 euro al mese, ma che potrebbe arrivare anche per chi tocca i 1000 euro. La prima ipotesi sarebbe quella di allargare la fascia dei beneficiari a chi ha un assegno annuale di 13mila euro contro l'attuale soglia che non va oltre i 10mila.
Costo dell'operazione: circa 600 milioni. Ci sarebbe anche l'alternativa di un innalzamento della no tax area per i pensionati, portandola a 8.140 euro (la stessa dei lavoratori) e che permetterebbe di risparmiare circa la metà di quanto in cantiere per le quattordicesime (in questo caso il costo sarebbe circa 300 milioni di euro), ma a livello politico, datasi la necessità di un impatto particolarmente forte quanto positivo in vista del referendum di fine ottobre/inizio novembre, l'annuncio di un'extra per i pensionati potrebbe essere più allettante. 

L'Ape

Sempre in ambito pensionistico sarà necessario anche riuscire ad organizzarsi sul fronte Ape, (Anticipo pensionistico) un provvedimento che permetterebbe di andare in pensione in anticipo di tre anni per chi ha maturato i diritti: in questo caso è previsto un assegno rivisto al ribasso e che in realtà sarebbe un prestito erogato dalle banche da restituirsi, con tanto di interessi, nel giro di vent'anni.

Calcoli alla mano si parla, da una prima analisi, di cifre che arrivano a 400 euro al mese per stipendi oltre i 2 mila euro lordi. La soluzione del governo punterebbe su un sistema di detrazioni che andrebbe diminuendo in base all'aumentare del reddito. Questo escamotage avrebbe lo scopo di migliorare la già pesante situazione di esodati ed esuberi ovvero per chi, come i primi, si trova senza né pensione né lavoro e per chi, come i secondi, è stato licenziato a causa di razionalizzazione dei posti di lavoro.
Fonte: News Trend Online

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