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martedì 26 luglio 2016

Nervi tesi sulle banche. Analisti cauti, pochi i titoli buy


A Piazza Affari si registrano ancora tensioni sui titoli bancari, reduci da una mattinata piuttosto volatile. Ad avere la peggio al momento è Unicredit che arretra del 3,13%, seguito da Mediobanca e Banca Popolare dell'Emilia Romagna che arretrano del 2,59% e del 2,25%, mentre Ubi Banca e Banca Popolare di Milano flettono dell'1,82% e dell'1,55%, tallonati da Banco Popolare che viaggia in rosso dell'1,42%.
Si difende meglio Intesa Sanpaolo che limita i danni allo 0,36%, mentre Banca Monte Paschi oscilla ora intorno alla parità.

Focus sulla stagione dei risultati: le attese di Equita SIM

Quest'oggi il settore bancario di Piazza Affari è finito sotto i riflettori di Equita SIM, i cui analisti ricordano che la stagione dei risultati societari delle banche inizierà il 29 luglio, nello stesso giorno in cui saranno diffusi i risultati degli stress test, per concludersi il 5 agosto.
Anche se la stagionalità è favorevole, la SIM milanese si attende un rallentamento dei ricavi rispetto al primo trimestre, legato all'effetto mercato sulle masse e all'Euribor medio, che verso la fine del primo trimestre ha registrato un calo significativo rispetto alla media del trimestre stesso.
Per gli analisti la seconda metà dell'anno dovrebbe risultare ancora più sfidante perchè l’effetto mercato sugli asset under management dovrebbe essere più negativo verso la fine del primo semestre, mentre la propensione al rischio dei clienti dovrebbe ridursi ulteriormente.

Riviste le stime: view cauta sul settore

Equita SIM ha così deciso di ridurre le stime del 14% con riferimento al periodo 2016-2018, e il ROTE scende da 3,7%/6,6% al 3,2%/5,5%.
La view degli analisti sul settore resta cauta, nonostante il sell-off perchè non sono chiari i contorni di un eventuale intervento governativo, inoltre non è chiaro a quale costo sarà realizzato il derisking del settore.

A ciò si aggiunga che le decisioni del regolatore sui non performing loan risultano difficili da anticipare e interpretare e inoltre il quadro macro potrebbe portare ulteriori revisioni al ribasso degli utili.

Analisi e strategie per i titoli bancari

Guardando ai singoli titoli, gli analisti di Equita SIM, incorporando per tutti uno scenario più prudente su net interest income e commissioni nella seconda metà dell'anno, hanno tagliato del 26% le stime sull'utile 2016-2018, mentre il Rote 2017-2018 passa da 4,7%/5,5% a 3,6%/4%.


Di conseguenza è stato ridotto il prezzo obiettivo del titolo da 4,1 a 3,1 euro, con una raccomandazione ferma a "hold".
Lo stesso rating è mantenuto invariato per Intesa Sanpaolo, con un target price che scende da 3 a 2,8 euro. Le previsioni sull'utile 2016-2018 del gruppo sono state ridotte dell'8%, mentre quelle sul Rote 2016-2017 passano da 7,6%/9,1% a 7,2%/8,4%.
Pesante il taglio delle stime per Banca Monte Paschi, nell'ordine del 36%, con un Rote 2017-2018 che scende drasticamente da 1,5%-2,7% a -0,3%/1%.

Per il titolo la raccomandazione viene confermata a "hold", con un fair value rivisto da 0,88 a 0,35 euro, includendo un aumento di capitale da circa 2 miliardi di euro, ipotizzando la cessione di 26 miliardi di euro di non performing loan ad un prezzo del 25%.
Per Banco Popolare il giudizio resta bullish con un rating "buy" e un prezzo obiettivo ceh passa da 5,7 a 4,6 euro.
Gli analisti hanno ridotto le stime sull'utile 2016-2018 del 35%, mentre quelle sul Rote 2017-2018 stand-alone variano da 4%/4,3% a 4,4%/5% e le previsioni sul Rote 2018-2019 dell'entità combinata scendono dal 6,8%/7,4% al 4,5%/5,9%.
Equita SIM scommette anche su Banca Popolare di Milano che al pari di Banco Popolare è da acquistare con un target price tagliato da 6,1 a 4,4 euro.

Anche in questo caso la revisione della valutazione riflette una riduzione delle stime sull'utile del 15%, mentre il Rote 2016-2017 stand-alone cala dal 6,1%/6,6% al 5,4%/5,7% e il Rote 2018-2019 dell'entità combinata dal 6,8%/7,4% al 6,1%/6,7%.
Più cauto il giudizio su Banca Popolare dell'Emilia Romagna che resta da mantenere in portafoglio con un fair value modificato da 6,1 a 4,4 euro.
L'utile 2016-2018 viene ridotto del 24%, mentre il Rote 2016-2017 dal 4,5%/5,8% al 3,2%/4,4%.
Infine, anche per Ubi Banca il rating è invariato a "hold", con un prezzo obiettivo rivisto da 4,3 a 3,4 euro. Le stime sull'utile 2016-2018 sono abbassate del 26%, mentre il Rote 2017-2018 passa da 4,7%/5,5% a 3,6%/4%. 
Fonte: News Trend Online

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