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lunedì 4 luglio 2016

La sterlina sotto pressione è un’occasione per i bond. Purché…


Se la Borsa di Londra ha reagito a Brexit annullando le perdite iniziali, la valuta inglese continua a penare, sebbene sia indubbio che le quotazioni contro euro sotto 0,78, protrattesi soprattutto nel 2015, dipendessero da flussi monetari in entrata agevolati dalla favorevole tassazione per le società, in un quadro di tensioni nell’area euro.
Dove può ora puntare il “cable”? Le analisi indipendenti rese disponibili negli ultimi giorni sono abbastanza concordi nel ritenere che una fluttuazione per alcuni mesi fra 0,80 e 0,85 sia probabile, sebbene – nel caso di tensioni finanziarie nell’estate – “spike” oltre 0,85 e verso 0,90 non siano da escludere.

Si apre quindi un’occasione per chi operi con le obbligazioni, a tre condizioni:
  1. attivare un conto in valuta - appunto in sterline - come supporto, il che non costituisce un problema data la disponibilità in tal senso da parte di quasi tutte le piattaforme di trading e degli intermediari bancari;
  2. agire in tempi separati nel passaggio di liquidità sul conto in sterlina e nell’acquisto di obbligazioni, poiché spesso le migliori occasioni non coincidono;
  3. trasferire liquidità a “tranche” in base a possibili ulteriori fasi di debolezza della valuta inglese.

Le migliori emissioni su Borsa Italiana

Attenzione alle tante Bei presenti sul Mot ed espresse in sterline.

Hanno quotazioni elevate e soprattutto scambiano poco, seppur presenti su varie Borse europee; quindi – se non acquistate in “Otc” – rischiano di essere penalizzanti, a causa di “spread” denaro/lettera non corretti. Meglio puntare allora su alcune emissioni bancarie, garantendosi la massima diversificazione.
Tre titoli interessanti, perché strutturati in maniera diversa sono i seguenti:
Mediobanca a tasso variabile Libor GBP + 1,40% scadenza 2020 (Isin IT0005143257) a lotto minimo 2.000, che quota leggermente sotto la pari, con la prossima cedola di 0,502%, che sarà pagata ad agosto, data la scadenza trimestrale. 
Morgan Stanley a tasso fisso crescente (1,50% in pagamento il 29 marzo 2017; 1,60% in pagamento il 29 marzo 2018; 1,70% in pagamento il 29 marzo 2019; 1,80% in pagamento il 29 marzo 2020; 1,90% in pagamento il 29 marzo 2021), a scadenza 2021 (Isin XS1366716261), con lotto minimo 1.000, che quota anch’essa leggermente sotto la pari. 
Credit Suisse a tasso misto (fisso 4,00% per le cedole in pagamento il 7 giugno 2017, 2018 e 2019; tasso variabile Gbp-Libor a 3 mesi, maggiorato dello “spread” 0,40%, con un “cap” 4,00% e un “floor” 0%, per le restanti cedole in pagamento il 7 giugno dal 2020 sino al rimborso) scadenza 7/6/2026 (Isin XS1396701168), dal lotto minimo 1.000, che quota a 100.
Le tre soluzioni consentono di costruire un piano di investimento protettivo rispetto alla variabile tassi in area britannica, del tutto imprevedibile come evoluzioni future.

 

E alcune delle migliori su Tlx

In tal caso il parametro prescelto è quello della vita residua. Abbiamo cercato obbligazioni cortissime, medie e lunghe, con caratteristiche diverse per gestire al meglio anche in questo caso possibili mutazioni dei mercati:  
British Telecom scadenza 7/12/2016 è un tasso fisso 7,5% (Isin XS0123682758) a lotto 1.000: con una vita residua inferiore a mezzo anno consente di operare su possibili rimbalzi della sterlina senza alcun rischio di credito.

Attenzione solo agli “spread” denaro/lettera in acquisto, poiché la liquidità inevitabilmente si riduce in una fase di prossimo rimborso. Il rendimento è in pratica nullo, ma i fattori di rischiosità pure e di fronte a un’estate che potrebbe essere torrida per i mercati, questa è un’opzione quanto meno da prendere in considerazione. 
Banca Imi propone un ex tasso misto ora diventato variabile che paga fino al 14/5/2017 lo 0,98613%, essendo indicizzato al Libor Gbp 3 mesi + 0,396%, ma l’importante è che quota nettamente sotto la pari, collocandosi sui 97 Gbp (Isin IT0005012932), con lotto minimo 1.000 e scadenza 14/5/2019.

Lo “spread” denaro/lettera è tornato ora sotto controllo, dopo la tempesta immediatamente successiva a Brexit. 
Un governativo inflation della Gran Bretagna deve essere messo in portafoglio, considerando le probabilità che proprio Brexit conduca nel medio termine a un rialzo dell’inflazione.
La gamma di titoli disponibili è molto ampia. Segnaliamo – sempre su Tlx – il Gilti 0,125% scadenza 2029 (Isin GB00B3Y1JG82), che prezza sui 122, con un movimento al rialzo nettamente in ascesa nelle ultime sedute. Appena passata la fase anomala attuale potrebbe tornare sotto 115, valore più realistico. 

E infine tre opzioni sull’“Otc”

Cominciamo dal gruppo della grande distribuzione Tesco, che quota un “senior unsecured” 5,5% scadenza 2033 (Isin XS0159013142), a taglio 1.000: gira attualmente sui 97,5 Gbp, con un rendimento a scadenza del 6,1%.

Considerando che può essere facilmente acquistato a “tranche” – dato il basso importo minimo – va preso in considerazione in un’ottica di possibile rimbalzo di medio termine. Fino a gennaio 2015 si muoveva sopra 100 e in passato ha anche toccato livelli di circa 120.
La banca inglese HSBC ha emesso nel 2002 un subordinato a cedola 5,75% con scadenza 2027 (Isin XS0159497162), molto liquido, che quota sui 112, ma che si sta caratterizzando nel dopo Brexit per uno “spread” piuttosto anomalo su alcune Borse.

Si potrebbe ipotizzare di mettere un ordine a 110, senza garanzia però di essere “colpiti”. Il rendimento a scadenza è di circa il 4,6%. Anche in questo caso il taglio è di 1.000. 
Infine per chi voglia restare un po’ in terra di casa nostra ecco un Repubblica Italiana a scadenza 2028 con cedola 6% (Isin XS0089572316).
Quota al Lussemburgo sui 126 Gbp, con rendimento a scadenza del 3,2%. Si tratta di un cavallo di battaglia conosciuto dagli obbligazionisti italiani, grazie anche al taglio 1.000.
Qualcosa di più redditizio? Nella fase attuale sulla sterlina gli “yield” sono particolarmente compressi e proprio per questo la scelta di puntare su bond a basso taglio è l’unica ipotizzabile se si vuole restare flessibili in un’ottica di medio e lungo termine.

 
Fonte: News Trend Online

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