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lunedì 4 luglio 2016

La lunga corsa del Vietnam

Gerardo Murano Head of Financial Analysis ADB

lunedì 4 luglio 2016

Mentre l’attenzione di cittadini e investitori europei continua a essere assorbita da questioni come Brexit o austerità tedesca, ci sono aree geografiche dove sono in atto processi di rebound pur in presenza di fattori esogeni non ancora rassicuranti, come l’oscillazione del prezzo del petrolio o la fase di rallentamento cinese.

Stiamo parlando dei Paesi del Sud-Est asiatico che, tornando alla Brexit, potrebbero rappresentare un riferimento di allocazione azionaria all’interno del proprio portafoglio grazie a un minore rischio geo-politico implicito nelle quotazioni.

In tale contesto l’economia del Vietnam sta assumendo uno spessore crescente, come indicato dai principali indicatori reddituali, come il Gdp che registra una crescita annualizzata del 7%, e di consensus, con il Manufacturing PMI che nel 2016 ha registrato una fase di consolidamento al di sopra dei 50 punti.

Tasso di crescita del PIL


Fonte: Tradingeconomics

Un quadro d’insieme che viene valutato positivamente dagli investitori, come dimostra l’andamento dell’VIETNAM HO CHI MINH Stock Index, tornato in prossimità dei massimi assoluti in area 640.

Tecnicamente la tendenza dell’indice (vedi grafico sotto) nel medio termine esprime neutralità, con una conformazione rettangolare che delimita l’andamento da circa due anni e che non è stato scalfito nel suo lato inferiore neanche dalla crisi dell’agosto 2015. Fase di storno che ha avuto, come è possibile immaginare, dei riflessi importanti in tutti i Paesi dell’orbita cinese.

Il breve termine esprime invece un andamento differente, con le quotazioni che nel 2016 sono caratterizzate da una tendenza rialzista ben definita che ha riportato le quotazioni nel giro di cinque mesi dal lato inferiore a quello superiore della figura rettangolare.

Vietnam Ho Chi Minh Stock Index


Fonte: FIDA

Su realtà dimensionali così differenti anche l’approccio operativo deve necessariamente seguire logiche diverse tra medio e breve termine, con una strategia di più ampio respiro che potrebbe essere incentivata anche da una immediata violazione dei massimi di riferimento, area 640, e un approccio di breve che dovrebbe necessariamente tener conto del livello di ipercomprato raggiunto, preferendo strategie in buy area, che comprendono un ritorno verso il livello mediano in area 580 in attesa di una nuova proiezione verso i massimi di periodo.

Sul mercato italiano è possibile acquistare sul mercato vietnamita attraverso l’ETF:
DB X-TRACKERS FTSE VIETNAM UCITS ETF – Isin LU0322252924
Diversamente, in maniera indiretta, sono disponibili numerosi fondi azionari che investono nell’area geografica Asia Pacifico Emergente.

http://news.itforum.it/

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