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lunedì 4 luglio 2016

La carta vincente per guadagnare sul lungo periodo


Sorpresa: chi ha investito (solo) in Eurozona o Italia ha perso. Per quanto ci sia l?alibi della crisi del 2008, di quella del petrolio tuttora in corso, della guerra valutaria, dell?emergenza terrorismo e persino del crollo delle Torri Gemelle dell?11 settembre 2001, la sola medicina finora conosciuta è quella della diversificazione.
A dimostrarlo è anche il risultato di uno studio di MoneyFarm che fa capire come l?importante di un investimento siano l?equilibrio delle allocazioni e delle pretese oltre che la vista a largo raggio. In tutti i sensi. Oggi più che mai vista l?interconnessione dei mercati e la volatilità anche a lungo termine.

Ed è proprio quest?ultima che è stata evidenziata nel report che ha preso in considerazione 15 anni di investimenti (2000-2015) durante i quali gli sbalzi hanno raggiunto la percentuale del 20% su Piazza Affari la quale, a sua volta, avrebbe perso nello stesso tempo circa il 20,3%.

Italia, quindi perdente? 

Non sarebbe però solo il panorama italiano ad uscire malconcio (o per meglio dire chi su ddi esso ha puntato in maniera esclusiva negli ultimi 3 lustri) bensì tutta l?Eurozona.

Infatti, sempre guardando i numeri si vede come un portafoglio che abbia ampliato il suo orizzonte poco oltre i confini nazionali non sia andato meglio; in questo caso la perdita si ferma solo al 2,5%. Non è però certo l?Eurozona che è perdente, solo l?elemento zavorrante. Infatti andando a  guardare il resto dei risultati si può notare come un portafoglio che abbia in sè il 70% di asset europei e il 30 di quelli inglesi alla fine dei 15 anni possa vantare un attivo di ben il 26% mentre il risultato scende all?11% nel momento in cui si fa entrare l?ingrediente Italia.

Infatti nel caso di un portafoglio al 50% di titoli europei, con il 20% di azioni inglesi e il 30% italiani, il risultato cala. E non di poco. 

Chi vince allora?

Semplicemente chi allarga i propri orizzonti al massimo possibile dove per massimo si intende il resto del mondo. Infatti se si volesse inglobare Wall Street, tappa irrinunciabile per ogni investitore (oggi chiusa per la festività del 4 luglio, giorno dell?indipendenza degli Stati Uniti) si potrebbe arrivare addirittura a +39%.

La ricetta? 50% Eurozona, 30% Usa e 20% Uk: totale +39% sui rendimenti azionari. Ma per chi se la sente e vuole andare oltre, si può tentare con qualcosa dagli Emergenti in modo da rendere tutto più succulento: il cocktail vincente, in questo caso prevede il 40% di Europa, il 10% di Gran Bretagna, il 30% Usa, 10% Giappone e il 10% dagli Emergenti per avere alla fine un +502,5%.
A vantaggio non solo del portafoglio ma anche della sua stessa stabilità, infatti chi ha puntato il tutto per tutto sull?Italia oltre alla perdita di oltre un quinto della somma iniziale, in 15 anni ha dovuto sorbirsi anche la stessa cifra, o quasi, sulla volatilità, ovvero il 19,8% che invece scende al 15,4% nel caso dell?ultimo portafoglio esaminato, quello ad ampio spettro.

   
Fonte: News Trend Online

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