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venerdì 1 luglio 2016

Fisica e moneta, ritorno al baratto


La spropositata ondata di liquidità immessa dalle Banche Centrali sui mercati finanziari ha portato ad un nuovo paradigma empirico mai provato: tassi di interesse globali negativi con trappola della liquidità e record dei debiti pubblici e privati di molti paesi sia Sviluppati che Emergenti.
Da questi fatti viene spontaneo un quesito pericoloso: quale ruolo ha oggi effettivamente la moneta rispetto al passato? Per rispondere alla domanda è utile fare un parallelo tra la scienza esatta, quale è la Fisica, più precisa e pragmatica, con la “scienza triste” ossia  l’economia.

Carlo Ravelli nel libro “La realtà non è come ci appare” descrive bene le recenti teorie quantistiche di spazio-tempo, tanto care ad Einstein: Esiste un limite inferiore alla divisibilità dello spazio.
E’ una scala molto piccola ma esiste…lo spazio è dunque granulare…veniamo finalmente alla gravità quantistica e al significato dell’asserzione “il tempo non esiste”.
Il significato è semplicemente che lo schema newtoniano non funziona più, quando ci occupiamo di cose molto piccole. Era uno schema buono, ma solo per fenomeni grandi. Se vogliamo capire il mondo più in generale, se vogliamo capirlo anche in regimi a noi meno familiari, dobbiamo rinunciare a questo schema.

L’idea di un tempo t che scorre da sé, e rispetto a cui tutto il resto evolve, non è più un’idea efficace. Il mondo non è descritto da equazioni di evoluzione nel tempo t.
Quello che dobbiamo fare è semplicemente limitarci a elencare le variabili A (= posizione di un oggetto), B (= ampiezza di un pendolo che oscilla), C (= la temperatura di un corpo)…che effettivamente osserviamo, e scrivere relazioni fra queste variabili, cioè equazioni per le relazioni A(B), B(C), C(A)…che osserviamo, e non per le funzioni A(t), B(,t),C(t)…che non osserviamo.

I capisaldi della relatività del tempo e dello spazio trovano una loro naturale evoluzione con la Fisica Quantistica. Sulla stessa linea sarebbe il pensiero “la moneta non esiste = la moneta non serve”. In che senso? I mercati finanziari determinano i valori dei prezzi grazie all’incrocio di quantità domandate e offerte e, in presenza di un eccesso di liquidità del sistema i valori “fair”, ossia quelli giusti e corretti che sono legati ai fondamentali, sballano, anche per tempi lunghi come nel caso dei tassi a zero che non sono razionali.

Gli operatori, tramite la liquidità (moneta), determinano un prezzo di scambio che corrisponde al valore di mercato dello strumento finanziario o di qualsiasi bene/servizio.
Oggi i soldi non sono più ancorati a valori reali quali ad esempio le riserve d’oro delle Banche Centrali e, con i tassi negativi che rappresentano un costo, vengono considerati non una riserva di valore o merce di scambio ma, estremizzando, quasi “carta straccia”.
Questa impostazione economica e psicologica si può superare con il baratto: oltre al sistema di pagamenti in vigore si istituzionalizza il baratto di beni e servizi. Così facendo avremmo infiniti “mercati istantanei” dove le due parti C (compratore) V (venditore) si trasformerebbero in un’entità paritaria B (baratto/scambio) dove le quantità di beni o servizi da corrispondere è decisa insieme senza ricorrere ad un prezzo monetario determinato dalla massa di operatori che agisce sul mercato.
Esempio: se sono un produttore di formaggi è ho un eccesso di produzione, invece di stare sul mercato con i prezzi monetari, posso decidere di scambiare il bene con un servizio o bene corrispondente dove la controparte ha magari un eccesso di offerta e quindi si trova una quantità di scambio congrua di equilibrio per chiudere l’affare.

In pratica non si valorizza con un prezzo il baratto dei due beni, ma si scambia alla pari magari con sconti reciproci. Spazio/tempo = mercato/moneta, fisica quantistica = baratto. Quali controindicazioni? Ci vorrebbe un regulator che garantisca sulla qualità ed efficienza degli scambi magari con un meccanismo online tipo “tripadvisor”; scarsità iniziale di beni/servizi da scambiare; difficoltà tra i due “scambisti” a quantificare le quantità da cedere/ricevere dei due beni/servizi.
Al sistema baratto ci sarebbero anche altri vantaggi quali quello fiscale, non si pagherebbero tasse perché non ci sono plusvalenze, permettendo a tutti di partecipare: chi non ha soldi ma beni ed è in situazione di difficoltà o perché ha un eccesso di beni/servizi, i benestanti che vogliono ad esempio liberarsi di un immobile senza pagare tasse e aspettare tempi biblici di una vendita a saldo.

Ci sarebbe maggiore sicurezza visto che girerebbe meno moneta, l’unico oggetto di scambio universale. Si potrebbe pensare anche ad una “riserva di valore” dove si potrebbero acquisire “punti baratto” da utilizzare in altri scambi, una specie di criptovaluta sicura perché non convertibile se non in beni e servizi e non in altre valute.
Come si trasformerebbe il commercio e la vita di tutti i giorni? Una parte con il vecchio sistema monetario un’altra con il baratto, sicuro, meno costoso e possibile “collante sociale”. Sognare fa solo bene.
Autore: Guido Gennaccari Fonte: News Trend Online

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