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martedì 26 luglio 2016

Fermi al 2011, ma stavolta è peggio

di Francesco Simoncelli


L'isterismo di questi giorno intorno alla situazione delle banche italiane, è qualcosa di davvero esilarante visto che è iniziata la classica corsa da parte dei policymakeralla rassicurazione più stupida. Ormai è fin troppo evidente alla maggior parte delle persone come questi clown non siano altro che degli sciamani voodoo che millantano di possedere l'elisir di lunga e perenne crescita. E clown non è affatto una parola forte riferita a gente come Padoan o Angela Merkel, i quali si sforzano diraccontare le sciocchezze più grandi solo per calmare le acque. Questa gente ha la minima idea di cosa sia, ad esempio, un trend di lungo termine? Oppure una visione d'insieme di quello che sta accadendo in Europa? Stando alle loro frasi o lo ignorano, oppure lo sanno e fanno finta di niente per permettere ai clientelisti di mantenere i loro posti di comando e privilegio.

Basterebbero i seguenti due grafici per mettere in discussione quanto finora detto da entrambi.





Ebbene sì, a meno che questa "percezione errata", come la chiama Padoan, non ha afflitto gli investitori sin dalla notte dei tempi, qualcuno s'è accorto di come il settore bancario commerciale non sia altro che il figlio deforme della politica monetaria allentata delle banche centrali. Non esiste più una determinazione onesta dei prezzi per quanto riguarda la valutazione degli attivi nei loro bilanci. Peggio ancora, non esiste più una determinazione onesta dei prezzi per quanto riguarda la valutazione delle passività nei loro bilanci. L'ingegneria finanziaria abilitata dalla BCE, ad esempio, sin da quando ha aperto i battenti, ha permesso a quelle entità all'inizio della catena del credito di sfruttare questo vantaggio e riversare sulla società una cascata di segnali di mercato distorti.

I banchieri centrali lo definiscono "effetto ricchezza", ovvero, la manna monetaria che a catena investe parti diverse del tessuto economico fino ad arrivare al suo ultimo strato. Il problema, però, con questa teoria è che si basa su concetti teorici sballati, i quali considerano obiettivi raggiungibili cose come il PIL potenziale e la piena occupazione. Miraggi. Illusioni. L'unica cose che le strategie monetarie allentate provocano è una ridistribuzione della ricchezza a favore di quelle entità all'inizio della catena del credito, e questo vuol dire banche commerciali e stato. Il resto del tessuto economico vede pian piano erodere il proprio potere d'acquisto in una perenne lotta per riuscire a sbarcare il lunario.

La percezione di questo furto oltre ad essere nascosta in quanto l'inflazione dei prezzi altro non è che una tassa nascosta, viene ulteriormente celata agli occhi degli individui focalizzando la loro attenzione su non-problemi quotidiani. Non è un caso se in frangenti critici spunta sempre una qualche campagna d'odio nei confronti di un qualsiasi gruppo della società. Questo distoglie ulteriormente l'attenzione degli attori di mercato dai problemi più urgenti che riguardano la loro vita. Il rumore di fatti di cronaca insignificanti e la canalizzazione dell'odio è uno degli espedienti più comuni tra i policymaker per "bussare" sulla spalla degli attori di mercato, farli girare da un lato e quindi fregare loro il portafogli.




Non cascateci. Senza concentrazione è facile finire nelle trappole. Da cosa viene distolta la concentrazione? Il settore bancario sta finendo praticamente in un burrone. Niente delle politiche messe in campo da questi buffoni sta funzionando. Il vecchio adagio keynesiano secondo cui bastava supportare la domanda di mercato, sta cadendo a pezzi ai piedi di coloro che tirano le leve nelle banche centrali. La stampante monetaria, ormai attiva giorno e notte nella maggior parte delle nazioni sviluppate e in via di sviluppo, sta solamente spingendo verso il torrente un asino che non vuole bere. Nei cosiddetti anni d'oro, il presunto effetto ricchezza a cascata abilitato dalle banche centrali, permetteva alle banche commerciali di erogare prestiti a "cani e porci" e, di conseguenza, pavoneggiarsi nei mercati come entità prive di rischio e in grado di gestire qualsiasi tipo di asset.

Era praticamente stata dichiarata la morte del ciclo economico. In realtà, il rischio veniva celato agli occhi degli attori di mercato attraverso l'espansione monetaria artificiale alimentata dalle banche centrali, la quale non ha fatto altro che nascondere gli errori del passato sotto errori più gravi che si sarebbero palesati in futuro. Monte dei Paschi è diventata un investimento improduttivo a causa della sua gestione sconsiderata delle attività bancarie che negli anni hanno caratterizzato il proprio management. Il caso non è diverso da tutte quelle grandi banche che hanno gozzovigliato col credito a basso costo, sfruttando l'ingegneria finanziaria (es. fusioni/acquisizioni, dividendi inattesi, ecc.) per raggiungere posizioni presumibilmente superiori. All'apparenza queste situazioni paiono durare per sempre, poi, però, arriva sempre il redde rationem. Così come arriverà per l'attuale UE moribonda. Lo zio Mario credeva che col QE potesse rimettere in carreggiata le cose facendo prosperare artificialmente il tessuto economico, in modo che, ancora una volta, gli errori di ieri potessero essere assorbiti dagli errori (più gravi) che si sarebbero palesati domani.

Ma questa gente non ha idea di cosa voglia dire determinazione dei prezzi, mispricing e picco del debito. Lo scopriranno. Così come lo scopriranno tutti coloro che, facendo ancora affari con MPS o avendoci ancora il proprio conto deposito, non saranno in grado di leggere la proverbiale scritta sul muro e che pensano che le colpe siano costantemente altrui (leggi tedeschi, ad esempio).

E adesso si pensa di risolvere questi problemi attraverso intrusioni più pervasive nei mercati, come ad esempio il divieto dishort-selling imposto dalla Consob. Ma questa gente è talmente stupida, credendosi più furba dei mercati, che dimentica sempre particolari importanti: gli investitori possono comprare CDS e aggirare il divieto.

Ma il punto è il seguente: impedire ad entità decotte di essere ristrutturate attraverso un default non farà altro che catapultare in esse fondi che verranno sprecati, restringendo sempre di più il bacino di ricchezza reale presente nel tessuto economico. È esattamente questo il motivo per cui finora non abbiamo assistito ad una vera e propria ripresa, bensì ad un'alternanza di brevi salite e ripide discese. La continua canalizzazione di risorse reali dalle unità produttive verso quelle entità in bancarotta, costituisce la nuova fonte di errori economici che riverserà nel tessuto economico una quantità maggiore di investimenti improduttivi e stagnazione economica. Se ci pensate, infatti, qual è stata la risposta di Draghi a seguito del Brexit? Più pompaggio monetario. È questa la sola e unica risposta in mano a dementi monetari domiciliati presso le principali banche centrali del mondo.

Quindi, no, il Brexit non c'entra nulla con questa lente d'ingrandimento finita sulle banche commerciali italiane, è la naturale conseguenza dell'espansione monetaria artificiale e degli obbrobri finanziari che genera. Oppure pensate che il decennale italiano sia calato magicamente nella "terra della stabilità" grazie ad un governo responsabile da punto di vista fiscale? Pensate che i consumi abbiano mostrato un piccolo spasmo verso l'alto perché il fisco ha dato tregua agli italiani? Oppure pensate che la burocrazia europea abbia allentato la sua presa?

Niente di tutto ciò. Le obbligazioni italiane sono aumentate di prezzo grazie al "whatever it takes" di Draghi che, permettendo ai front-runner di comprare oggi quello che lui comprerà domani, le ha trasformate in scarafaggi da motel: sono entrate nei bilanci degli investitori istituzionali e non ne sono uscite. Non solo, ma a rincarare la dose ci s'è messo anche Basilea III, il quale ha dichiarato i bond statali "asset privi di rischio". Per quanto riguarda i consumi, la deflazione della bolla dell'olio di scisto sta dando una tregua ai consumatori europei, abbassando i prezzi di quelle merci che basano parte della loro produzione sul petrolio. Infine, per quanto riguarda la burocrazia, le cose sono peggiorate.




E quale è stata la risposta dello zio Mario? Più droga monetaria. Il mix esplosivo di keynesismo e friedmanismo, ovvero, stimolo della domanda aggregata e crescita "controllata" dell'offerta di moneta, sono serviti come cavallo di Troia per espellere dai mercati un mark to market onesto degli asset e una disciplina finanziaria. Le teorie di Keynes e Friedman in campo monetario hanno fatto da apripista per strategie degeneri come il quantitative easing e la repressione dei tassi d'interesse. Ma indovinate un po'? Questa gente presumibilmente onnisciente domiciliata presso le principali banche centrali del mondo non ha affatto bandito cose come domanda/offerta, per non parlare del ciclo economico. Continuando sulla via della follia monetaria ne sta esacerbando gli effetti futuri e questo accadrà quando le banche centrali perderanno il controllo del giocattolo rotto che tentano strenuamente di tenere insieme. Voglio dire, che speranze ha questa gente di continuare a gestire economie costituite da miliardi e miliardi di decisioni prese ogni secondo pensando solamente di poter spingere il pulsante "stampa" sulle loro stampanti monetarie? La prova che presto perderanno il controllo delle loro azioni è stata fornita dalla decisione di Draghi di aumentare la portata del suo QE, dalla decisione della Yellen di rimandare ancora una volta l'aumento dei tassi d'interesse, della decisione di Kuroda di sprofondare ulteriormente nella terra della NIRP, ecc.

Tutte queste decisioni costituiscono la proverbiale scritta sul muro per coloro che sanno leggerla. Poi, ovviamente, c'è l'economia reale che lancia segnali allarmanti, come ad esempio la produzione industriale italiana finita nel seminterrato della storia economica.




Sarebbe interessante, quindi, sapere come sia possibile che il salvataggio di banche fallite possa in qualche modo far ritornare la curva ai livelli pre-2011, quando l'Italia è il paese in cui fare impresa è diventato sempre più difficile.



Oltre a ciò sarebbe interessante sapere come far sprofondare i tassi d'interesse di riferimento al livelli negativi possa spingere gli attori di mercato ad accendere nuovi prestiti. I banchieri centrali non hanno risposte. E di ciò si può essere sicuri perché altrimenti non avrebbero messo in campo le misure che finora hanno messo in campo. Non hanno idea di cosa voglia dire fare impresa e non hanno la minima idea di come si creino posti di lavoro. Il loro unico compito è quello di proteggere coloro facenti parte del loro cartello: grandi banche commerciali e stato. Nel farlo si sono spinte troppo oltre lungo l'interventismo nei mercati, gonfiando bolle gigantesche nei settori azionari e obbligazionari andando quindi ad inficiare, lentamente ed inesorabilmente, i rendimenti stessi di quelle entità che si presumeva dovessero aiutare.

Questo perché, in base alla loro visione keynesiana dei mercati, spingendo sull'acceleratore monetario non si sono accorti che i bilanci di famiglie e piccole/medie imprese sono saturi dopo la loro ultima campagna monetaria. Quindi, col passare del tempo e man mano che i bilanci delle varie entità di mercato si saturavano, i banchieri centrali non si sono accorti che la loro capacità di perpetuare lo stato di semi-boom si assottigliava, proprio perché sempre più bilanci si saturavano e restavano pochi attori di mercato capaci di spingere un nuovo ciclo economico, senza passare per una correzione. Questo ha permesso agli errori economici di sedimentarsi e radicarsi alla base del tessuto economico, distorcendo i segnali recepiti nei mercati. Questi meccanismi di feedback, importanti per una prosperità genuina, hanno indebolito la capacità dei creatori di ricchezza reale e hanno ingrassato i bilanci di quelle entità privilegiate.

Ma a che prezzo? Cannibalismo finanziario tra quelle entità che ancora posseggono bilanci puliti, o semi-puliti: grandi imprese e grandi banche commerciali. L'ingegneria finanziaria, in virtù di ciò, ha raggiunto livelli assurdi ed è per questo che c'è una paura folle al solo pensiero che una sola di queste entità possa andar fallita. Ed è per questo che c'è una paura folle al solo pensiero che Monte Paschi Siena possa andare fallita. Ed è per questo che c'è una paura folle al solo pensiero che Deutsche Bank possa andare fallita.

I mercati azionari e obbligazionari sono diventati delle bische clandestine i cui titoli non riflettono più un mark to marketgenuino, ma rispondono a quello che è diventato il loro market maker: le banche centrali. Non appena i canyon di suddetti mercati vedranno prosciugarsi i fiumi di credito a basso costo... beh, non si potrà far altro che guardare di sotto. La pseudo-ripresa di cui va blaterando la stampa finanziaria è solo nei numeri, e più nello specifico nei mercati manipolati artificialmente dalle azioni delle banche centrali. La gente comune non ha affatto goduto della manna monetaria perché, avendo raggiunto una condizione di Picco del Debito, ha deciso di spendere alla vecchia maniera: facendo affidamento sui propri redditi, sfiduciando invece il vivere oltre i propri mezzi attraverso i prestiti facili. La gente comune solo adesso può vedere a quale mostro ha dato in pasto la propria mente e i propri risparmi.



SABBIE MOBILI

Infatti non bisogna soprassedere il fatto che i rendimenti del mercato obbligazionario abbiano raggiunto un minimo storico, mentre i rendimenti del mercato azionario abbiano raggiunto un massimo storico. Mentre tutt'intorno sta rimanendo nient'altro che terra bruciata, questi due mercati di riferimento principali segnalano un'era di prosperità di lungo termine. Davvero? Stiamo parlando di ulteriori mesi di allentamento monetario senza recessione? Siamo arrivati al novantesimo mese di stimolo monetario e repressione dei tassi d'interesse e tutto quello che abbiamo ottenuto è un misero blip nei numeri di Main Street, più che altro posti di lavoro rinati dopo essere stati spazzati via dall'ultima recessione. E in base a questo ambiente l'establishment si aspetta ulteriori mesi di pseudo-ripresa quando invece la media storica è stata di circa settanta mesi. Non solo, si sta addirittura proiettando l'attuale pseudo-ripresa fino al 2026, con conseguente raggiungimento di duecento mesi di repressione dei tassi d'interesse e stimolo monetario.

La domanda quindi è: quanto ancora riuscirà a resistere Main Street agli assalti dei pianificatori monetari centrali atti a confiscare silenziosamente la sua ricchezza reale?

Ma attenzione perché la vera storia arriva adesso. Infatti la piaga della repressione dei tassi d'interesse e la conseguente fame di rendimenti decenti scatenata all'interno dei casinò, sta intaccando uno dei comparti fondamentali su cui si basa l'attuale fiducia nello stato e nella sua presunta lungimiranza. Anzi, tale comparto risulterà addirittura il suo tallone d'Achille. Sto parlando dei fondi pensione, i quali non sono altro che giganteschi caveau pieni di titoli di stato. Non esiste alcuna cassetta di sicurezza in una qualsiasi banca recante il vostro nome e al cui interno ci sono tutti i vostri contributi. Il sistema pensionistico è un cosiddetto sistema pay as you go, dove i soldi in entrata vengono spesi immediatamente e quelli in uscita vengono presi dalla fiscalità generale e da asset fruttanti un interesse. In realtà, gli asset in tale contesto non sono affatto un investimento poiché gli interessi che fruttano non solo il risultato di investimenti genuini nel mercato, bensì sono il risultato della pesca a strascico del fisco.




L'assetto di questo "processo di pagamento" è delirante e rispecchia in sostanza la costante necessità di entrare in possesso di nuove risorse per pagare i propri obblighi. Problema: lo stato non è in grado di creare realtà produttive poiché la sua natura gli impedisce di effettuare un calcolo economico in accordo con le forze di mercato. Non è un caso, infatti, che attualmente il rendimento medio degli asset in suo possesso dovrebbe essere del 7% per effettuare i pagamenti pensionistici. Ma questo è un problema anche per i fondi pensionistici privati, la maggior parte dei quali durante i "bei vecchi tempi" poteva garantire contratti pensionistici con in pancia asset "sicuri" fruttanti un interesse del 4%.

Dopo l'evento Lehman, le banche centrali hanno fatto di tutto per sostenere artificialmente il sistema bancario commerciale e il sistema statale, impedendo che andassero in bancarotta. Gli aiuti sfornati dai banchieri centrali, però, sono rimasti confinati nel settore finanziario dove hanno gonfiato la terza grande bolla di questo secolo: quella nel mercato dei titoli di stato. È per questo che la Yellen ha una paura infernale a lasciar aumentare ulteriormente il tasso di riferimento negli USA. È per questo che Draghi è stato costretto ad intervenire direttamente nei mercati attraverso il quantitative easing, mossa che va contro il trattato di Maastricht e contro tutto quello che era stato detto in precedenza dallo stuolo di eurocrati nel Parlamento europeo.

Mentre lo stato può, in un certo senso, contare sul fisco, gli altri fondi pensione sono e saranno costretti a ricorrere ad asset più rischiosi affinché possano continuare a tenere aperti i battenti. Come noterete dal grafico qui sotto, i titoli spazzatura ad alto rendimento sono diventati il nuovo rifugio per tutti quegli istituti alla ricerca di rendimenti decenti e positivi. Ma l'esplosività di questa corsa è data proprio dall'artificialità della situazione finanziaria in cui siamo immersi. Infatti, date ancora un'occhiata al grafico qui sotto e più precisamente al lasso di tempo tra il dicembre 2015 e il gennaio 2016. Noterete sicuramente l'impennata dei rendimenti a seguito dell'inizio del rialzo dei tassi d'interesse negli USA. Al primo segno della fine della manna monetaria, i robo-trader e tutti coloro con un pizzico di sale in zucca si sono diretti verso le uscite.




Questi asset, in un mercato libero dagli ostacoli delle banche centrali, sono altamente illiquidi e rappresentano delle bombe ad orologeria finanziarie che scoppieranno nei bilanci di coloro talmente stupidi da lasciarli lì dove si trovano. Ciò riguarda anche parecchi fondi pensione che, oltre a prestare nel mercato monetario il denaro dei loro clienti, sono state costrette ad ingozzarsi di pattume finanziario per rimanere a galla.

Ma c'è un limite a quello che le banche centrali possono fare. La loro politica monetaria, ad esempio, non può portare i tassi di riferimento sotto lo zero. La rivolta politica che ne scaturirebbe destabilizzerebbe lo status quo, soprattutto quando guardiamo a quanto consenso ha raccolto Donald Trump. E, soprattutto, i rendimenti decrescenti insiti nelle politiche statali affosseranno sempre più la sua capacità di fare debito, perché ogni nuova unità di quest'ultimo eroderà quantità crescenti di PIL.

Insomma, il territorio inesplorato in cui si sono avventurate le principali banche centrali del mondo, portando i tassi di riferimento in prossimità dello zero ed alcune anche sotto lo zero, incarna la sicurezza che i banchieri centrali perderanno il controllo. Voglio dire, i bilanci gonfi di cui dispongono non possono essere sgonfiati senza scatenare una crisi sistemica diffusa, ed è per questo quindi che stanno andando avanti verso l'oblio. Più in particolare, è questo il motivo per cui Draghi ha inserito nel suo programma d'acquisto mensile di bond anche quelli IG, ovvero, quelli societari. E con un rating di credito in media del BBB. Quale valore aggiunto stanno dando alla società queste aziende in termini di creatività e posti di lavoro? Impercettibile. Per caso è attraverso l'illusione di un azzeramento del rischio che si spinge imprenditori e investitori a ricercare la prosperità? Questa è la ricetta per adagiarsi sugli allori. Di recente la Banca d'Italia ha pubblicato la lista di quelle imprese nei confronti delle quali il rischio finanziario è stato temporaneamente sospeso dal programma d'acquisto mensile di bond di Draghi.

Questa rappresenta una manna per i front-runner e per tutti coloro che vogliono fare denaro a breve termine, cavalcando l'onda dell'artificialità smossa dallo zio Mario. La maggior parte di questi bond, infatti, ha un rating BBB e un volta trasformati in scarafaggi da motel verranno coccolati dalla BCE. Potete star certi che non verranno lasciati scendere troppo di prezzo nel caso in cui il rating dovesse peggiorare, visto che in tal modo il bilancio stesso della BCE ne verrebbe intaccato. Ma il lungo termine è tutto un altro discorso visto che, tali aziende, sono state scelte arbitrariamente da una cerchia ristretta di persone e non hanno alcuna idea dove si muoverà il mercato domani. Questo vuol dire sostenere fino al fallimento un insieme di realtà che possono perdere la domanda genuina degli attori di mercato, rappresentando solamente delle gigantesche industrie che sfornano oggetti che nessuno vuole e per cui non esiste mercato. Quanto potrà durare lo stimolo della BCE in un ambiente simile e con un panorama economico ancora ansioso di togliere dalla propria schiena gli eccessi del passato?






RIPOSIZIONARSI IN ANTICIPO

In questo contesto è utile offrire ai lettori alcuni consigli mediante i quali riuscire a scansare agilmente la tormenta in arrivo sui mercati finanziari. Esistono molti modi al giorno d'oggi affinché si possano proteggere i propri risparmi, ma è bene avere chiaro cosa si vuole dai propri investimenti. Questa è una domanda che qualsiasi investitore deve porsi. Inoltre, come ormai ben sapete, i miei non sono inviti all'azione ma semplicemente dei suggerimenti di un osservatore attento. Permette al mio bacino di lettori di trarre profitto da quanto leggono su queste pagine, è un modo per mostrare loro quanto io sia impegnato riguardo la loro salute finanziaria. Inoltre, seguendo il principio della mano invisibile, il miglioramento della condizione altrui non potrà far altro che andare a beneficio di colui che l'ha innescata.

Quindi osserviamo alcune mosse da poter intraprendere nell'attuale panorama economico. Sostanzialmente ce ne sono due, una di breve termine e una di lungo termine. Per quanto riguarda la prima, è da fine dell'anno scorso che sono stato all'erta al consiglio di Kyle Bass: shortare lo yuan. Inutile dire che aveva ragione se guardiamo il seguente grafico.




L'economia cinese sta peggiorando ogni giorno che passa, e la PBoC è impegnata ad arginare l'eventualità di un dissesto dello Schema Rosso di Ponzi attraverso l'iniezione continua di nuova liquidità. Ora, secondo un recente report di SocGen, c'è una forte probabilità che il cambio USD-CNY possa arrivare a 7.10 durante quest'anno e possibilmente a 8.0 durante l'anno prossimo. Quindi l'azione in questo caso ha una lasso di tempo di un anno per essere performata, con una vendita posizionata all'eventuale raggiungimento della soglia USD-CNY 8.0.

Questo, ovviamente, se consideriamo il breve termine. Per quanto riguarda il lungo termine, non c'è dubbio che l'asset migliore su cui fare affidamento è l'oro. Soprattutto adesso che la FED è intrappolata nella zona grigia dei tassi ultra-bassi. Proprio così, perché dopo l'annuncio di zia Janet di voler rinunciare ad un ulteriore rialzo dei tassi dopo lo scorso dicembre, c'è stato uno spike di prezzo impressionante dei prezzi dell'oro. (Ricordate: stiamo parlando del prezzo dell'oro in dollari.)

Non solo, ma ha ottenuto maggiore spinta dalla decisione della BoJ di atterrare nella terra dei tassi negativi per cercare disperatamente di stimolare l'economia nipponica. Tutti questi segnali sono altamente rialzisti per coloro interessati a proteggere i propri investimenti ed evitare loro il dolore dei tassi negativi. Come abbiamo visto nelle sezioni precedenti, l'economia globale è tutt'altro che sana e ha enormi errori economici che deve correggere. In un modo o nell'altro saranno corretti, ma nel frattempo il dolore economico si diffonderà tra coloro che si faranno trovare impreparati. Ovvero, coloro che non riusciranno a posizionarsi adeguatamente per evitare i colpi mortali provenienti da mercati mondiali sopravvalutati.

L'oro è un asset che permette la protezione della propria ricchezza. E non è un caso se il prossimo target di prezzo viene dato a $1,500. I guai stanno eruttando, lentamente, in tutto il mondo. E in momenti d'incertezza il miglior amico degli investitori è l'oro. Se alcuni investitori non possono permettersi d'accedere subito al metallo fisico, possono inizialmente scommettere sugli ETF con base metalli preziosi (come il NYSE:GLD, il NYSE:FNV, o il NYSE:SLV). Facendo arbitraggio sui prezzi del commercial paper market, visto che quest'ultimo sale più in fretta rispetto al prezzo del metallo fisico (proporzionalmente quando cala, invece, lo fa più repentinamente dei prezzi del metallo fisico). Infatti, chiunque avesse puntato sul SLV qualche giorno prima del Brexit, avrebbe visto aumentare i suoi guadagni del 12%. Una volta intascati gli utili, si possono girare per comprare metallo fisico.

C'è un tempo per investire e c'è un tempo per proteggersi. Questo la maggior parte degli investitori non lo capisce. Ed è per questo motivo che la maggior parte degli investitori subirà enormi perdite. Posizionarsi in anticipo è la chiave, soprattutto perché le nazioni sono mercantiliste e in quanto tali faranno di tutto per far tornare l'inflazione dei prezzi affinché il prezzo delle loro esportazioni possa salire. In un modo o nell'altro la otterranno. Ma il problema con queste politiche è che vanno fuori controllo. È per questo che posizionarsi in anticipo è fondamentale.



CONCLUSIONE

L'Italia è una pentola a pressione. I crediti inesigibili all'interno del settore bancario commerciale vanno oltre i €300 miliardi, e rappresentano un 17% dei prestiti totali. Dato che questa cifra nel corso degli anni è cresciuta, non si può far altro che concludere come il problema si sia radicato piuttosto che essere risolto. Soprattutto in considerazione del fatto che l'economia italiana viene privata di risorse economiche cruciali a causa degli sprechi della macchina pubblica e della voracità dell'ingegneria finanziaria.

La solvibilità ultima dell'attuale status quo giace nel sistema pensionistico, il quale continua ad essere corroso dalle politiche stesse di coloro che sono al comando e che dovrebbero conservarlo. L'impossibilità di una sua conservazione nel tempo, però, è presto detta: le pensioni sono una schema di Ponzi e in quanto tali salteranno in aria. L'illusione su cui sono state fondate si sta sgretolando sotto i rendimenti negativi dei titoli di stato, asset alla base di qualsiasi fondo pensione. È per questo che lo stato italiano, ad esempio, sta lavorando per trasformare i contribuenti da creditori in debitori. Per quanto sia folle questa decisione, non servirà a scongiurare la bancarotta delle pensioni e dello stato sociale. Ne ritarderà solo l'avvento.

Per questi motivi, quindi, è bene prepararsi adeguatamente e cercare di schermare in tutti i modi possibili i propri risparmi. Le cose non sono cambiate molto sin dall'ultima crisi finanziaria. Questo perché gli errori economici alla base della passata crisi non sono stati affatto corretti, bensì sono stati acuiti dai massicci interventi delle banche centrali. La prossima recessione sarà peggiore.
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